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Certificazioni volontarie (ISO 22000, BRC, IFS) e analisi accreditate

Cosa sono ISO 22000, BRC e IFS

ISO 22000, BRC Global Standard for Food Safety e IFS Food sono schemi di certificazione volontaria che attestano che un'organizzazione ha un sistema di gestione della sicurezza alimentare conforme a determinati requisiti. Sono spesso richiesti dalla grande distribuzione o dai clienti come condizione commerciale, ma restano volontari: non sono imposti dalla legge. La certificazione è rilasciata da organismi di certificazione al termine di un audit del sistema e riguarda l'organizzazione e i suoi processi, non i singoli risultati analitici. Rappresentano quindi uno strumento di garanzia verso il mercato, distinto dagli adempimenti di legge sulla sicurezza alimentare, che restano comunque a carico dell'operatore secondo la normativa applicabile.

Certificazione di sistema e accreditamento del laboratorio

È essenziale non confondere due piani diversi. La certificazione di sistema (ISO 22000, BRC, IFS) attesta che l'organizzazione ha procedure adeguate a gestire la sicurezza alimentare, ma non entra nel merito della competenza tecnica sulle singole prove analitiche. L'accreditamento del laboratorio secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17025, concesso in Italia da ACCREDIA, attesta invece la competenza tecnica del laboratorio per prove e matrici specifiche. I due strumenti sono complementari: uno riguarda il sistema di gestione dell'azienda, l'altro la validità tecnica del dato analitico. Per le analisi conta l'accreditamento della prova che ti serve, e le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Come le analisi accreditate supportano questi schemi

Gli schemi ISO 22000, BRC e IFS richiedono all'azienda di gestire i pericoli e di verificarne il controllo, anche tramite analisi (acqua, tamponi superficiali, alimenti, shelf life). Utilizzare un laboratorio partner accreditato UNI CEI EN ISO/IEC 17025 rafforza l'affidabilità di queste evidenze, perché i risultati sono prodotti con metodi validati e sono riferibili. Molti schemi valorizzano infatti l'uso di laboratori accreditati per le prove critiche. Il Rapporto di Prova documenta l'identificazione del campione, i metodi e i risultati con il valore applicabile, e costituisce l'evidenza oggettiva che l'azienda conserva a supporto del proprio sistema in vista degli audit di certificazione, senza che ciò trasformi l'accreditamento del laboratorio in una certificazione di sistema.

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Domande frequenti

ISO 22000, BRC e IFS sono la stessa cosa dell'accreditamento del laboratorio?
No: sono certificazioni volontarie del sistema di gestione della sicurezza alimentare dell'azienda, diverse dall'accreditamento ISO/IEC 17025, che attesta la competenza tecnica del laboratorio sulle prove. Le prove accreditate sono documentate nel Rapporto di Prova.
Le certificazioni volontarie sono obbligatorie?
No: sono volontarie e spesso richieste come condizione commerciale dai clienti o dalla distribuzione, ma non imposte dalla legge. Le analisi a supporto, eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, sono riportate nel Rapporto di Prova con il valore applicabile.

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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)

Ultimo aggiornamento: 2026-09-27 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org