Laboratorio accreditato ISO/IEC 17025laboratorioaccreditato.orgAnalisi da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025

Analisi cosmetici

Le analisi sui cosmetici forniscono i dati che il valutatore della sicurezza usa nella relazione prevista dal Reg. (CE) 1223/2009: qualità microbiologica, efficacia dei conservanti, tracce di metalli e allergeni delle fragranze da dichiarare in etichetta. In questa categoria trovi le singole prove e il pacchetto per un nuovo prodotto da immettere sul mercato.

Il Regolamento (CE) 1223/2009 non elenca le analisi da fare, ma chiede che ogni cosmetico abbia una relazione sulla sicurezza firmata da un valutatore qualificato, conservata nel fascicolo informativo del prodotto (PIF) insieme alla descrizione del metodo di fabbricazione secondo le buone pratiche. Sono i dati di laboratorio a riempire la parte A della relazione: senza di essi il valutatore non può concludere che il prodotto è sicuro. Il testo consolidato è consultabile su EUR-Lex; una sintesi degli obblighi è nella nostra scheda sul Reg. 1223/2009.

Quali prove servono dipende dal tipo di prodotto e da chi lo usa. La tabella aiuta a orientarsi prima di chiedere un preventivo.

ProvaDomanda a cui rispondeQuando è tipicamente richiesta
Conta microbica e ricerca di patogeniIl prodotto finito è microbiologicamente accettabile?Su quasi tutti i prodotti a base acquosa; su ogni lotto o a frequenza definita dal produttore
Challenge testIl sistema conservante protegge il prodotto durante l’uso?Nuove formule e modifiche a conservanti, pH o confezione
Challenge test con verifica del PAOIl periodo dopo l’apertura dichiarato è coerente?Prodotti con simbolo PAO in etichetta
Metalli pesantiLe tracce di piombo, arsenico, cadmio, mercurio, nichel sono tecnicamente inevitabili e accettabili?Prodotti con pigmenti, argille, polveri minerali, estratti vegetali
Allergeni delle fragranzeQuali allergeni superano le soglie che obbligano a indicarli in etichetta?Prodotti profumati, anche con oli essenziali
Dosaggio dei conservantiLa concentrazione rispetta i limiti dell’Allegato V?Controllo di formula e di lotto

Sui prodotti a basso rischio microbiologico, come quelli con alto contenuto alcolico o anidri, la norma UNI EN ISO 29621 consente di motivare l’esclusione di alcuni controlli: la decisione va scritta e argomentata nel PIF, non presunta. Per bambini sotto i tre anni, area perioculare e mucose la norma UNI EN ISO 17516 prevede criteri più severi, che il laboratorio applica in base alla categoria indicata al momento dell’ordine. Per sapere quando serve il challenge test e come leggerne l’esito abbiamo preparato una guida dedicata.

Un tema da pianificare nel 2026 sono gli allergeni delle fragranze. Il Reg. (UE) 2023/1545 ha ampliato l’elenco delle sostanze da indicare in etichetta oltre le soglie di concentrazione previste: i prodotti immessi sul mercato dal 31 luglio 2026 devono già rispettare le nuove regole, mentre quelli immessi prima possono restare in vendita fino al 31 luglio 2028. Per una gamma esistente conviene quindi programmare l’analisi degli allergeni del cosmetico prima della ristampa delle etichette, partendo dai prodotti più venduti.

Esempio di percorso per un siero viso nuovo a base acquosa, profumato, venduto in flacone con contagocce: conta microbica sul primo lotto pilota, challenge test sulla formula definitiva nel confezionamento reale, metalli pesanti se contiene estratti vegetali o pigmenti, allergeni della fragranza per definire l’elenco INCI. Il pacchetto cosmetici per l’immissione sul mercato raggruppa queste prove in un solo ordine; per i singoli controlli di lotto basta l’analisi microbiologica del cosmetico.

Errori frequenti che allungano i tempi: inviare campioni in contenitori diversi da quello di vendita per il challenge test, non indicare la categoria d’uso del prodotto, spedire quantità insufficienti per ripetere una prova, cambiare un ingrediente dopo il test senza valutare se l’esito resta valido. Chi produce in conto terzi o importa da paesi extra UE trova un quadro degli obblighi della persona responsabile nella pagina dedicata ai produttori e importatori di cosmetici.

Le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Ogni esito è documentato in un Rapporto di Prova emesso secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, da allegare al PIF. La piattaforma non sostituisce il valutatore della sicurezza: fornisce i dati analitici su cui egli basa il proprio giudizio.

Microbiologia cosmetici

Conta dei microrganismi aerobi mesofili, di lieviti e muffe e ricerca dei patogeni indicati dalle norme UNI EN ISO della serie dedicata ai cosmetici, con criteri di accettabilità secondo la UNI EN ISO 17516 in base alla categoria d’uso. Comprende il challenge test secondo UNI EN ISO 11930 per valutare l’efficacia del sistema conservante e la coerenza del PAO dichiarato.

Sicurezza chimica cosmetici

Determinazione delle tracce di metalli pesanti come piombo, arsenico, cadmio, mercurio e nichel, dosaggio dei conservanti rispetto ai limiti dell’Allegato V e ricerca degli allergeni delle fragranze da indicare in etichetta, aggiornata all’elenco ampliato dal Reg. (UE) 2023/1545. Dati di supporto alla relazione sulla sicurezza prevista dal Reg. (CE) 1223/2009.

Non trovi l’analisi giusta?

Descrivi la tua esigenza: ti aiutiamo a scegliere le prove corrette e ti inviamo un preventivo gratuito, senza impegno.