Misura del radon
Qui trovi le misure di radon indoor con dosimetri passivi per luoghi di lavoro, abitazioni e scuole, e la misura in continuo. Il D.Lgs. 101/2020 fissa un livello di riferimento di 300 Bq/m³ come media annua per i luoghi di lavoro e le abitazioni esistenti, e di 200 Bq/m³ per le abitazioni costruite dopo il 31 dicembre 2024.
Il radon è un gas radioattivo naturale che sale dal terreno e si accumula negli ambienti chiusi, soprattutto in interrati, seminterrati e piani terra. La concentrazione varia molto tra giorno e notte e tra estate e inverno: per questo la normativa ragiona sulla media annua e la misura di riferimento si fa con dosimetri passivi esposti per un intero anno, spesso in due semestri consecutivi.
Chi deve misurare e con quali tempi dipende dal tipo di edificio. La tabella riassume le regole principali del D.Lgs. 101/2020, articoli 12, 16 e 17 (testo originale nella Gazzetta Ufficiale).
| Ambiente | Obbligo di misura | Livello di riferimento | Ripetizione se sotto il livello |
|---|---|---|---|
| Luoghi di lavoro sotterranei | Sì, entro 24 mesi dall’avvio dell’attività | 300 Bq/m³ | Ogni 8 anni e dopo lavori strutturali |
| Seminterrati e piani terra in aree prioritarie | Sì, nei tempi fissati dal decreto dopo l’individuazione delle aree | 300 Bq/m³ | Ogni 8 anni |
| Stabilimenti termali e tipologie indicate dal Piano nazionale | Sì | 300 Bq/m³ | Ogni 8 anni |
| Abitazioni esistenti | Nessun obbligo generale, misura raccomandata | 300 Bq/m³ | A scelta, dopo ristrutturazioni |
| Abitazioni costruite dopo il 31/12/2024 | Nessun obbligo generale di misura | 200 Bq/m³ | A scelta |
Le scuole sono anche luoghi di lavoro: quando i locali rientrano in una delle tipologie dell’art. 16, come seminterrati in area prioritaria, si applicano gli stessi obblighi. Le aree prioritarie sono individuate da ciascuna Regione. Il quadro normativo è riassunto nella scheda sul D.Lgs. 101/2020 e il radon.
Se nel luogo di lavoro la media annua supera 300 Bq/m³, il datore di lavoro deve adottare misure correttive con il supporto di un esperto in interventi di risanamento radon, completarle entro due anni dalla relazione tecnica e verificarne l’efficacia con una nuova misura, da ripetere poi ogni quattro anni. Il superamento va comunicato entro un mese agli enti indicati dall’art. 18, tra cui ARPA o APPA e l’Ispettorato del lavoro. Se il valore resta alto anche dopo gli interventi, serve la valutazione delle dosi da parte di un esperto di radioprotezione. Gli obblighi per i datori di lavoro sono spiegati nella guida sull’obbligo di misura del radon nei luoghi di lavoro.
Molte misure falliscono per come vengono posizionati i dosimetri. Gli errori più frequenti sono:
- collocarli vicino a finestre, porte, termosifoni o bocchette di ventilazione;
- appoggiarli sul pavimento o dentro armadi e cassetti invece che a un’altezza di respirazione;
- misurare solo il piano più alto, trascurando i locali a contatto con il terreno;
- perdere o spostare i dosimetri a metà anno senza annotarlo;
- interrompere la misura dopo pochi mesi e trattare il dato come media annua.
La guida su come si misura il radon spiega in dettaglio posizionamento e durata.
Esempio: un negozio con magazzino interrato e un ufficio al piano terra in un comune incluso nelle aree prioritarie. Il datore di lavoro posiziona dosimetri nel magazzino e nell’ufficio a gennaio, li sostituisce a luglio e li restituisce a gennaio dell’anno successivo; il Rapporto di Prova riporta la media annua di ciascun locale. Se entrambi i valori sono sotto 300 Bq/m³, la misura si ripete dopo otto anni o prima, in caso di lavori che modificano l’attacco a terra o l’isolamento termico.
Quando serve un dato rapido, ad esempio per verificare l’effetto di un intervento di risanamento, si può affiancare la misura del radon in continuo, che però non sostituisce la misura annuale ai fini del confronto con il livello di riferimento. Per i luoghi di lavoro il decreto richiede che la misura sia effettuata da servizi di dosimetria riconosciuti: verifica il requisito nella scheda del servizio. I dosimetri sono analizzati da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore, e l’esito in Bq/m³ è riportato nel Rapporto di Prova.
Luoghi di lavoro
Misura annuale con dosimetri passivi per i luoghi di lavoro previsti dall’art. 16 del D.Lgs. 101/2020: locali sotterranei, seminterrati e piani terra nelle aree prioritarie, stabilimenti termali e tipologie indicate dal Piano nazionale. Il risultato, confrontato con il livello di riferimento di 300 Bq/m³, entra nella valutazione dei rischi e stabilisce se servono interventi o solo la ripetizione dopo otto anni.
Misura del radon nei luoghi di lavoro
Misura annuale del radon in locali interrati, seminterrati e piani terra (D.Lgs. 101/2020).
Misura del radon in continuo (strumentale)
Monitor radon in continuo: andamento ora per ora per diagnosi rapide e verifica dei rimedi.
Abitazioni
Misura della concentrazione media annua di radon in casa, consigliata per chi vive o lavora in locali a contatto con il terreno, dopo una ristrutturazione o prima di acquistare un immobile. Il risultato si confronta con i livelli di riferimento del D.Lgs. 101/2020: 300 Bq/m³ per le abitazioni esistenti e 200 Bq/m³ per quelle costruite dopo il 31 dicembre 2024.
Scuole
Misura annuale del radon negli edifici scolastici con dosimetri distribuiti nelle aule, nelle palestre e negli uffici, partendo dai locali al piano terra e seminterrati. Le scuole sono luoghi di lavoro e ricadono negli obblighi dell’art. 16 del D.Lgs. 101/2020 quando i locali rientrano nelle tipologie previste; il riferimento è la media annua di 300 Bq/m³.
Non trovi l’analisi giusta?
Descrivi la tua esigenza: ti aiutiamo a scegliere le prove corrette e ti inviamo un preventivo gratuito, senza impegno.