Ricerca micotossine negli alimenti
Analisi per verificare che materie prime e alimenti rispettino i tenori massimi di micotossine del Reg. (UE) 2023/915. Serve a molini, pastifici, panifici, torrefazioni, importatori di frutta secca e spezie, produttori di alimenti per l’infanzia e a chiunque debba qualificare un fornitore o accettare un lotto.
Quali alimenti sono più esposti
Le micotossine sono prodotte da muffe che si sviluppano in campo o durante stoccaggio e trasporto, soprattutto in condizioni di caldo e umidità. Le combinazioni più frequenti sono: aflatossine in frutta a guscio, arachidi, frutta secca, mais e spezie; ocratossina A in cereali, caffè, cacao, uva passa e vino; deossinivalenolo (DON), zearalenone e fumonisine nei cereali e nei loro derivati; tossine T-2 e HT-2 in avena e altri cereali; patulina nei succhi di mela. La scelta delle micotossine da ricercare si basa su matrice, origine e analisi dei pericoli del tuo piano di autocontrollo.
Limiti di riferimento
Il Reg. (UE) 2023/915 fissa tenori massimi differenziati per micotossina e categoria di alimento, con valori più severi per gli alimenti destinati a lattanti e bambini e distinzioni tra prodotti destinati al consumo diretto e prodotti da sottoporre a cernita o altri trattamenti fisici. Il Rapporto di Prova riporta il valore misurato, che va confrontato con il tenore massimo della categoria corretta: indica sempre con precisione la natura del prodotto e il suo utilizzo previsto.
Il campionamento conta più dell’analisi
Le micotossine non sono distribuite in modo uniforme: in un lotto di frutta secca pochi frutti molto contaminati possono determinare l’esito. Per questo il Reg. (CE) 401/2006 stabilisce, per i controlli ufficiali, numero di prelievi elementari e peso del campione globale in funzione del lotto. Anche per l’autocontrollo conviene comporre un campione rappresentativo da più punti del lotto e inviarlo integro e ben identificato; il laboratorio lo omogeneizza prima dell’analisi, eseguita in genere in cromatografia liquida.
Lettura del Rapporto di Prova e decisioni sul lotto
Il Rapporto di Prova indica il valore misurato, il limite di quantificazione e, ove dichiarata, l’incertezza di misura, con le «prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore». Un esito sopra il tenore massimo comporta che il lotto non può essere immesso sul mercato come tale: si valutano cernita, destinazione diversa consentita o restituzione al fornitore, documentando le decisioni. Un risultato conforme ma vicino al limite è un segnale per rafforzare i controlli in accettazione su quel fornitore o quell’origine.
Domande frequenti
- La cottura distrugge le micotossine?
- In larga parte no: molte micotossine sono stabili al calore e resistono ai normali trattamenti di cottura e trasformazione, per questo il controllo si fa sulle materie prime.
- Posso ricercare più micotossine sullo stesso campione?
- Sì, è frequente richiedere un pannello (ad esempio aflatossine e ocratossina A, oppure DON, zearalenone e fumonisine per i cereali): indica matrice e micotossine di interesse in fase d’ordine.
- Per l’aflatossina M1 nel latte devo usare questa analisi?
- No, per il latte è disponibile la scheda dedicata alla ricerca dell’aflatossina M1, con matrice e limiti specifici.
Guide e approfondimenti
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