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Analisi chimiche in laboratorio accreditato: cosa sono e perché sceglierle

Cosa misura un’analisi chimica

Le analisi chimiche identificano e quantificano sostanze in una matrice: acqua, alimenti, mangimi, materiali a contatto con alimenti, rifiuti, terreni, aria. Le domande tipiche sono di conformità (il piombo nell’acqua è sotto 10 µg/L?), di processo (il cloro residuo è adeguato?), di composizione (quante proteine ha il prodotto?) o di indagine (c’è un solvente che spiega l’odore dell’acqua?). Ogni domanda richiede un metodo con caratteristiche adeguate: sensibilità sufficiente, selettività verso la sostanza cercata, robustezza nella matrice specifica. Un metodo ottimo per l’acqua potabile può non funzionare su un alimento grasso, ed è per questo che il campo di accreditamento di un laboratorio indica sempre la matrice.

Le tecniche principali

Per i metalli e gli elementi in traccia la tecnica di riferimento è la spettrometria di massa a plasma accoppiato induttivamente (ICP-MS), che misura decine di elementi insieme a concentrazioni di µg/L e inferiori; l’ICP-OES copre concentrazioni più alte. Gli anioni come nitrati, cloruri, solfati e fluoruri si determinano in cromatografia ionica. Le sostanze organiche volatili (solventi clorurati, trialometani) si analizzano in gascromatografia con spettrometria di massa (GC-MS); quelle non volatili o polari, come PFAS, molte micotossine e molti residui di pesticidi, in cromatografia liquida con spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS). Restano in uso tecniche classiche, come spettrofotometria, titolazioni e misure elettrochimiche, per parametri come cloro, durezza, pH e conducibilità.

Limite di rilevabilità, di quantificazione e “non rilevato”

Il limite di rilevabilità (LOD) è la concentrazione più bassa che il metodo distingue dal bianco; il limite di quantificazione (LOQ) quella più bassa che misura con accuratezza accettabile. Un risultato “inferiore a LOQ” non significa zero: significa che la sostanza, se presente, è sotto quella soglia. Per questo un LOQ va confrontato con il limite di legge. Il D.Lgs. 18/2023 fissa per le acque potabili requisiti minimi di prestazione dei metodi, in particolare sull’incertezza al valore di parametro; per gli alimenti il Reg. (CE) 333/2007 indica criteri di prestazione per metalli, IPA e altri contaminanti. Un metodo con LOQ uguale o superiore al limite di legge non permette di dichiarare la conformità.

Recupero, matrice e controllo qualità

Nelle matrici complesse una parte della sostanza può andare persa durante l’estrazione o essere mascherata da altri componenti: è l’effetto matrice. I laboratori lo controllano con materiali di riferimento, campioni fortificati per stimare il recupero e standard interni marcati isotopicamente, soprattutto in LC-MS/MS. Per alcuni contaminanti la normativa indica come trattare il recupero nel risultato. Un laboratorio accreditato partecipa inoltre a prove valutative interlaboratorio, confrontando i propri risultati con quelli di altri laboratori sullo stesso campione: è uno degli elementi che ACCREDIA esamina nelle sorveglianze.

Incertezza di misura e confronto con i limiti

Ogni risultato chimico è accompagnato da un’incertezza, cioè dall’intervallo entro cui si stima ragionevolmente cada il valore vero. Diventa decisiva vicino al limite. Se un’acqua ha 9 µg/L di arsenico con un’incertezza di ±1,5 µg/L, l’intervallo arriva a 10,5: il risultato è sotto il limite, ma non con ampio margine. Le norme e le regole decisionali stabiliscono come trattare questi casi: per i controlli ufficiali sugli alimenti, ad esempio, si considera non conforme un campione quando il risultato supera il limite oltre ogni ragionevole dubbio, tenendo conto dell’incertezza. Chiedi che l’incertezza sia riportata quando il risultato deve essere confrontato con un limite.

Rapporto di Prova e scelta del laboratorio

Il Rapporto di Prova riporta per ogni parametro metodo, risultato, unità di misura, LOQ e, se richiesta, incertezza, con l’indicazione delle prove accreditate. Prima di ordinare verifica che la combinazione parametro-matrice-metodo sia nel campo di accreditamento e che il LOQ sia adeguato al limite che ti interessa. Le analisi della piattaforma sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Per matrici insolite o liste lunghe di sostanze, come uno screening di pesticidi o di PFAS, conviene chiedere un preventivo indicando matrice e limiti di riferimento.

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Domande frequenti

“Inferiore al limite di quantificazione” vuol dire che la sostanza non c’è?
No. Significa che, se presente, è sotto la concentrazione che il metodo misura con affidabilità. Per dichiarare la conformità il LOQ deve essere adeguatamente più basso del limite di legge.
Che differenza c’è tra analisi chimica e microbiologica?
La chimica misura sostanze (metalli, nitrati, PFAS, micotossine); la microbiologia cerca e conta microrganismi. Un profilo completo dell’acqua potabile le comprende entrambe.
Il risultato è sotto il limite ma vicino: devo preoccuparmi?
Considera l’incertezza riportata nel rapporto e la variabilità nel tempo. Un risultato vicino al limite giustifica un nuovo campionamento e, se la causa è nota, interventi preventivi.
Perché due laboratori danno risultati leggermente diversi?
Ogni misura ha un’incertezza e i metodi possono differire per preparazione del campione o tecnica. Se gli intervalli di incertezza si sovrappongono, i risultati sono compatibili; differenze maggiori richiedono di confrontare metodi e campioni.
Uno screening di molte sostanze è sempre meglio?
Non sempre. Uno screening ampio è utile in un’indagine senza ipotesi, ma i metodi multi-residuo hanno limiti di quantificazione e prestazioni diverse per ciascuna sostanza. Se cerchi un contaminante preciso, un metodo mirato può essere più adatto.

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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org