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Analisi chimiche in laboratorio accreditato: cosa sono e perché sceglierle

Cosa sono le analisi chimiche e dove si applicano

Sono prove che identificano e quantificano la composizione di una matrice attraverso metodi strumentali e chimico-fisici validati. Nell’acqua potabile riguardano spesso nitrati, arsenico, PFAS, durezza e cloro residuo. Le stesse tecniche si applicano ad acque di piscina, acque di processo, matrici alimentari e tamponi di superficie nell’autocontrollo HACCP.

Metodi analitici e riferibilità delle misure

Ogni analisi si basa su un metodo normalizzato che definisce campionamento, preparazione, strumentazione e calcolo del risultato. La scelta dipende da matrice, parametro e requisiti normativi: il D.Lgs. 18/2023 (aggiornato dal D.Lgs. 102/2025) indica per alcuni parametri i metodi o le prestazioni minime. La riferibilità delle misure è un requisito della UNI CEI EN ISO/IEC 17025 e garantisce la confrontabilità tra laboratori.

L’incertezza di misura: cos’è e perché è importante

Ogni misura è accompagnata da un’incertezza, l’intervallo entro cui ricade il valore vero. Non indica un errore del laboratorio: è un’informazione tecnica intrinseca. Diventa cruciale quando il risultato è vicino a un limite di legge. I laboratori accreditati valutano e, quando richiesto, riportano l’incertezza nel Rapporto di Prova.

Perché scegliere un laboratorio accreditato UNI CEI EN ISO/IEC 17025

L’accreditamento, rilasciato in Italia da ACCREDIA, attesta personale competente, metodi validati, strumentazione tarata e un sistema di qualità verificato periodicamente. ACCREDIA accredita i laboratori per specifiche prove e matrici: la comunicazione corretta è che le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Il Rapporto di Prova e il confronto con i limiti di legge

Il Rapporto di Prova, emesso secondo UNI CEI EN ISO/IEC 17025, riporta identificazione del campione, metodi, risultati con unità di misura e, ove pertinente, i valori di riferimento. Per l’acqua potabile i limiti sono fissati dal D.Lgs. 18/2023 e dal D.Lgs. 102/2025. Il confronto tra risultato e limite va fatto tenendo conto dell’incertezza; la validità per un adempimento va verificata con il laboratorio.

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Domande frequenti

Differenza tra analisi chimica e microbiologica dell’acqua?
Le analisi chimiche quantificano sostanze (nitrati, arsenico, PFAS, durezza, metalli); le microbiologiche ricercano microrganismi (E. coli, enterococchi, Legionella). Un profilo completo dell’acqua potabile include entrambe, come previsto dal D.Lgs. 18/2023 e dal D.Lgs. 102/2025.
Cosa significa l’incertezza di misura nel risultato?
Esprime l’intervallo entro cui ricade il valore vero con un certo livello di confidenza. Non è un errore del laboratorio, ma un’informazione tecnica richiesta dalla UNI CEI EN ISO/IEC 17025, da considerare soprattutto vicino a un limite normativo.
Il Rapporto di Prova equivale a un "certificato ACCREDIA"?
No. ACCREDIA accredita i laboratori per la competenza sulle prove del campo di accreditamento, non certifica i singoli risultati. Il documento è il Rapporto di Prova; le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Ultimo aggiornamento: 2026-06-21