Micotossine negli alimenti: il Reg. (UE) 2023/915
Il Regolamento (UE) 2023/915, applicabile dal 25 maggio 2023, fissa i tenori massimi dei contaminanti negli alimenti e ha sostituito il Reg. (CE) 1881/2006. Per le micotossine (aflatossine, ocratossina A, deossinivalenolo, zearalenone, fumonisine, patulina, citrinina e altre) stabilisce limiti per categoria di prodotto. Ti riguarda se produci, trasformi o importi cereali, farine, frutta secca, spezie, caffè, latte, succhi o alimenti per l’infanzia.
Cosa prevede il regolamento
L’Allegato I elenca i contaminanti per sezioni: la prima è dedicata alle micotossine, seguita da tossine vegetali, metalli, inquinanti organici persistenti, contaminanti di processo e altri. Per ogni micotossina sono indicati i prodotti e il tenore massimo in µg/kg. Gli articoli stabiliscono che gli alimenti oltre i limiti non possono essere immessi sul mercato né usati come ingredienti, vietano di miscelarli con lotti conformi per diluire la contaminazione e disciplinano i prodotti destinati a cernita o ad altri trattamenti fisici prima del consumo.
Le micotossine principali e dove si trovano
Aflatossine B1 e totali: frutta a guscio (arachidi, pistacchi, mandorle, nocciole), fichi secchi, mais, riso, spezie. Aflatossina M1: latte e derivati, dove arriva dai mangimi contaminati (tenore massimo nel latte 0,050 µg/kg). Ocratossina A: cereali, caffè, uva secca, vino, spezie, liquirizia. Deossinivalenolo (DON), zearalenone e fumonisine: cereali e derivati, in particolare frumento e mais. Patulina: succhi e prodotti a base di mele. Per gli alimenti destinati a lattanti e bambini i limiti sono molto più bassi. Il regolamento è aggiornato periodicamente (per esempio con l’introduzione dei limiti per le tossine T-2 e HT-2): consulta sempre il testo consolidato.
A chi si applica
A tutti gli operatori del settore alimentare: stoccatori e molini, industrie di trasformazione, torrefazioni, produttori di succhi, caseifici, importatori e distributori. Per gli importatori da Paesi terzi alcuni prodotti sono soggetti a controlli ufficiali rafforzati alle frontiere. Il controllo delle micotossine rientra nell’analisi dei pericoli del piano HACCP e nelle specifiche di acquisto con i fornitori.
Campionamento: il punto critico
Le micotossine si distribuiscono in modo molto disomogeneo in un lotto: pochi chicchi o frutti molto contaminati possono determinare il risultato. Per questo i metodi di campionamento e i criteri di prestazione dei metodi di analisi sono fissati da un regolamento di esecuzione dedicato (Reg. (UE) 2023/2782, che ha sostituito il Reg. (CE) 401/2006), con numero di prelievi elementari e peso del campione globale proporzionati al lotto. Un campione di poche centinaia di grammi preso da un solo punto non è rappresentativo di un silo o di un container.
Come si analizzano
Il campione globale viene macinato e omogeneizzato, quindi estratto e purificato (spesso con colonne di immunoaffinità). La determinazione si esegue in cromatografia liquida con rivelatore a fluorescenza o, sempre più spesso, in LC-MS/MS, che consente di ricercare più micotossine insieme. Per screening rapido in accettazione esistono test immunoenzimatici, utili come prima selezione ma non sostitutivi dell’analisi di conferma. Il Rapporto di Prova riporta risultato, eventuale correzione per il recupero e incertezza di misura, elementi necessari per valutare la conformità.
Cosa fare se un lotto supera i limiti
Il lotto non conforme non può essere venduto come alimento né miscelato con altri lotti per abbassarne il contenuto. A seconda del prodotto, il regolamento consente in alcuni casi la cernita o altri trattamenti fisici prima del consumo, sotto controllo; altrimenti il lotto va destinato a usi non alimentari consentiti o smaltito. Se il prodotto è già sul mercato scattano ritiro, eventuale richiamo e comunicazione all’autorità competente. Rivedi poi fornitori, condizioni di stoccaggio (umidità, temperatura) e frequenza dei controlli.
Alimenti e mangimi: norme diverse
Il Reg. (UE) 2023/915 riguarda solo gli alimenti. Per i mangimi le micotossine sono disciplinate dalla Dir. 2002/32/CE (aflatossina B1) e da raccomandazioni della Commissione per altre tossine; il controllo nei mangimi è decisivo per prevenire l’aflatossina M1 nel latte. Le analisi offerte sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
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Settori interessati
Approfondimenti normativi
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Fonti
Domande frequenti
- Il Reg. (UE) 2023/915 ha sostituito il Reg. (CE) 1881/2006?
- Sì. Lo ha abrogato e sostituito dal 25 maggio 2023, riorganizzando in un unico testo i tenori massimi per i contaminanti negli alimenti, comprese le micotossine.
- Posso miscelare un lotto contaminato con uno pulito per rientrare nel limite?
- No. Il regolamento vieta di miscelare alimenti non conformi con alimenti conformi per ridurre il tenore di contaminante, e vieta anche la detossificazione chimica deliberata.
- Quali prodotti conviene controllare con più frequenza?
- Quelli a maggior rischio per la tua filiera: per esempio mais e frutta a guscio per le aflatossine, caffè e uva secca per l’ocratossina A, frumento per il DON, latte per l’aflatossina M1, succhi di mela per la patulina. La frequenza dipende anche dall’annata e dall’origine.
Ultimo aggiornamento: 2026-10-14