Ricerca aflatossina M1 nel latte
Determinazione dell’aflatossina M1 nel latte, la micotossina che compare quando le bovine o altri animali da latte assumono mangimi contaminati da aflatossina B1. È il controllo di riferimento per caseifici, centri di raccolta, latterie e allevamenti che devono documentare la conformità del latte in ingresso e del prodotto.
Come l’aflatossina arriva nel latte
L’aflatossina B1 contamina soprattutto mais e altri componenti della razione, specialmente dopo annate calde e siccitose. L’animale la metabolizza e una parte viene escreta nel latte come aflatossina M1. Il problema si controlla quindi lungo tutta la filiera: analisi dei mangimi in allevamento e verifica del latte prima della trasformazione, dove la M1 è stabile e passa nei formaggi.
Limiti applicabili
Il Reg. (UE) 2023/915 fissa per l’aflatossina M1 un tenore massimo di 0,050 µg/kg nel latte crudo, nel latte trattato termicamente e nel latte destinato alla fabbricazione di prodotti a base di latte, e un valore più basso, 0,025 µg/kg, per gli alimenti destinati a lattanti e bambini. Il risultato va confrontato con la categoria corretta: indica sempre tipologia e destinazione del latte.
Prelievo e invio del campione
Il campione deve rappresentare la massa da valutare: per una cisterna o un tank, agita o miscela prima del prelievo; per il latte di singolo allevamento, preleva dopo la mungitura dal tank refrigerato. Usa un contenitore pulito e ben chiuso, mantieni il campione refrigerato e proteggilo dalla luce. Il laboratorio determina l’aflatossina M1 con metodi cromatografici dopo purificazione su colonne di immunoaffinità, in linea con la UNI EN ISO 14501.
Il piano di controllo nelle annate a rischio
Le estati calde e siccitose aumentano la probabilità di contaminazione del mais da aflatossina B1, con effetto sul latte nelle settimane successive all’uso dei nuovi raccolti. In questi periodi conviene intensificare i controlli sul latte conferito, affiancare analisi sui mangimi e sugli insilati e condividere con gli allevatori l’andamento dei risultati, così da intervenire sulla razione prima di superare il limite.
Lettura del Rapporto di Prova
Il Rapporto di Prova riporta la concentrazione di aflatossina M1 in µg/kg con limite di quantificazione e, ove dichiarata, incertezza, con le «prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore». Un valore oltre il tenore massimo rende il latte non conforme e richiede di bloccarne l’uso e risalire agli allevamenti e ai mangimi coinvolti. Valori conformi ma in crescita tra un controllo e l’altro sono il segnale per verificare con i fornitori la qualità del mais e degli altri componenti della razione.
Domande frequenti
- Il test rapido in accettazione sostituisce l’analisi di laboratorio?
- I test rapidi sono utili per lo screening quotidiano; un risultato dubbio o positivo va confermato con un metodo di laboratorio, che fornisce un valore quantitativo documentato.
- La pastorizzazione elimina l’aflatossina M1?
- No, i trattamenti termici non la riducono in modo significativo e la tossina si ritrova nei prodotti trasformati.
- Devo analizzare anche i mangimi?
- È consigliabile in allevamento, soprattutto nelle annate a rischio: intervenire sull’aflatossina B1 dei mangimi previene la contaminazione del latte.