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Cantine vinicole ed enologiche

Una cantina vinicola ha bisogno di analisi su tre fronti: l'acqua usata per lavaggi e risciacqui, che deve essere potabile; l'igiene di vasche, pompe e linee di imbottigliamento, verificata con tamponi; i contaminanti del vino, come ocratossina A e piombo, per i quali il Reg. UE 2023/915 fissa tenori massimi.

Il vino è un alimento e la cantina è un operatore del settore alimentare: valgono il Reg. CE 178/2002, il Reg. CE 852/2004 e il piano di autocontrollo, accanto alle regole specifiche del settore vitivinicolo. Rispetto ad altre industrie alimentari il rischio microbiologico per la salute è basso, perché alcol e acidità limitano i patogeni; restano però i contaminanti chimici e i microrganismi alteranti, che compromettono interi lotti.

Le analisi qui descritte riguardano la sicurezza e l'igiene; le analisi enologiche di routine (grado alcolico, acidità, anidride solforosa per la gestione della vinificazione) sono un ambito diverso. Le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore, e documentate da un Rapporto di Prova.

Dove servono i controlli, fase per fase

Le esigenze analitiche di una cantina seguono il calendario produttivo: il picco di lavaggi è in vendemmia, il rischio di contaminazione delle linee è massimo all'imbottigliamento. La tabella aiuta a collegare ogni fase al controllo più utile.

FasePunto criticoControllo consigliato
Prima della vendemmiaAcqua di pozzo o di rete per i lavaggiAnalisi acqua di processo
Pigiatura e fermentazioneVasche, pompe, tubazioni dopo la sanificazioneTamponi su attrezzature
AffinamentoBotti, barrique, guarnizioniIspezione e tamponi mirati
ImbottigliamentoRiempitrice, tappatrice, filtri finaliTamponi su superfici a contatto
Prodotto finitoVino da uve a rischio muffeOcratossina A, piombo
MaterialiSerbatoi in resina, tubi, tappiVerifica documentale MOCA ed eventuali prove di migrazione

Non serve fare tutto ogni anno: le scelte vanno motivate nel piano di autocontrollo e riviste quando cambiano fonti d'acqua, impianti o fornitori di uve.

Acqua di processo: potabile anche se non finisce nel vino

Il Reg. CE 852/2004, Allegato II, capitolo VII, chiede che l'acqua usata negli stabilimenti alimentari sia potabile quando può contaminare gli alimenti, e questo vale per l'ultimo risciacquo di vasche, tubazioni e bottiglie. Molte cantine usano un pozzo aziendale: in questo caso la responsabilità della potabilità è interamente dell'azienda, che la verifica con i parametri del D.Lgs. 18/2023.

Il controllo più adatto è l'analisi acqua di processo per l'industria alimentare, da eseguire prima della vendemmia e dopo interventi sull'impianto o eventi come piogge intense che possono alterare il pozzo. Un errore tipico è campionare dal rubinetto dell'ufficio invece che dal punto in cui l'acqua entra in contatto con vasche e linee, dopo eventuali filtri o serbatoi di accumulo.

Igiene di vasche e linee di imbottigliamento

Serbatoi, pompe, filtri e riempitrici sanificati in modo incompleto trattengono residui organici dove si formano biofilm di batteri acetici, lattici e lieviti alteranti. Il danno è soprattutto di qualità, ma una contaminazione all'imbottigliamento si ripercuote su tutto il lotto e spesso si scopre quando il vino è già in commercio.

I tamponi servono a verificare che la procedura di pulizia funzioni, non a sostituirla. Conviene concentrarli su pochi punti difficili da pulire e sempre gli stessi, per confrontare gli esiti nel tempo:

  1. becchi di riempimento e campane della riempitrice;
  2. guarnizioni di valvole e raccordi delle tubazioni mobili;
  3. corpi pompa e portelle delle vasche;
  4. alloggiamenti dei filtri a cartuccia prima dell'imbottigliamento;
  5. nastri e superfici della tappatrice a contatto con i tappi.

Il tampone su attrezzature alimentari è pensato per questo uso; la guida sulla validazione delle procedure di pulizia con i tamponi spiega come impostare punti e criteri di accettazione.

Ocratossina A e piombo: i limiti per il vino

L'ocratossina A è una micotossina prodotta da muffe che si sviluppano sugli acini danneggiati, soprattutto in annate calde e umide o con attacchi di insetti. Il Reg. UE 2023/915 fissa per il vino un tenore massimo di 2,0 µg/kg, esclusi i vini liquorosi e i vini con titolo alcolometrico pari o superiore a 15% vol. Lo stesso regolamento fissa per il piombo nel vino 0,10 mg/kg per i prodotti dalla vendemmia 2022 in poi.

Il controllo ha più senso quando ci sono fattori di rischio: uve con marciume, appassimento prolungato, acquisto di vino sfuso da terzi o richieste di clienti e importatori esteri. Per l'ocratossina A si usa la ricerca di micotossine negli alimenti, verificando al momento dell'ordine che la matrice vino sia compresa. Le caratteristiche della tossina sono descritte nella scheda ocratossina A e il quadro normativo nella pagina sulle micotossine e il Reg. UE 2023/915.

Materiali a contatto e solfiti in etichetta

Serbatoi in vetroresina o con rivestimenti interni, tubi in gomma, guarnizioni e tappi sono materiali a contatto con gli alimenti e rientrano nel Reg. CE 1935/2004. La cantina non deve analizzarli di routine, ma deve acquistarli con la dichiarazione di conformità del fornitore e valutarne l'idoneità per alimenti alcolici; prove di migrazione hanno senso per materiali senza documentazione o usati in condizioni diverse da quelle dichiarate.

Sul fronte dell'etichetta, i solfiti sono tra le sostanze che provocano allergie elencate nel Reg. UE 1169/2011 e vanno indicati quando superano 10 mg/kg o 10 mg/litro espressi come SO2. Le cantine di stagionatura dei formaggi, che condividono il nome ma non i rischi, sono trattate nella pagina per cantine e caseifici, centrata su Listeria e salamoie.

Rischi e obblighi principali

  • Acqua di pozzo non potabile usata per l'ultimo risciacquo di vasche e bottiglie
  • Biofilm di batteri acetici e lieviti su riempitrici, filtri e guarnizioni
  • Ocratossina A da uve con marciume o appassimento prolungato
  • Materiali a contatto privi di dichiarazione di conformità
  • Contaminazione all'imbottigliamento scoperta con il vino già in commercio

Analisi consigliate

Riferimenti normativi

Reg. CE 178/2002 · Reg. CE 852/2004 · Reg. UE 2023/915 · Reg. CE 1935/2004 · Reg. UE 1169/2011 · D.Lgs. 18/2023

Approfondisci nella sezione normative oppure consulta tutte le analisi disponibili.

Domande frequenti

Una cantina deve fare l'analisi dell'acqua se usa l'acquedotto?
Il gestore dell'acquedotto garantisce la qualità fino al contatore; dopo, impianti interni, serbatoi e filtri sono responsabilità della cantina. Il Reg. CE 852/2004 richiede acqua potabile quando può contaminare gli alimenti, come nell'ultimo risciacquo di vasche e bottiglie. Un'analisi periodica al punto d'uso, prima della vendemmia, documenta questo requisito nel piano di autocontrollo.
Qual è il limite di ocratossina A nel vino?
Il Reg. UE 2023/915 fissa per il vino un tenore massimo di 2,0 µg/kg di ocratossina A. Il limite riguarda vino e vino di frutta, compresi spumanti e frizzanti, ed esclude i vini liquorosi e quelli con titolo alcolometrico pari o superiore a 15% vol. Il rischio è più alto con uve danneggiate, annate umide o appassimenti prolungati.
I tamponi in cantina cercano patogeni?
Di solito no: il vino non è un ambiente favorevole ai patogeni e i tamponi servono soprattutto a verificare l'efficacia della sanificazione, con indicatori come la carica microbica o muffe e lieviti. Il punto non è dimostrare la sterilità, ma confrontare gli esiti nel tempo sugli stessi punti e accorgersi quando una procedura di pulizia smette di funzionare.
Quando conviene analizzare i materiali a contatto?
Quando un materiale, come un serbatoio con rivestimento interno o un tubo, non ha una dichiarazione di conformità chiara o viene usato in condizioni non previste dal fornitore, ad esempio con alimenti alcolici o a temperature più alte. In questi casi le prove di migrazione verificano la cessione di sostanze verso simulanti che rappresentano il vino.

Pianifica i controlli della cantina prima della vendemmia e dell'imbottigliamento.

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