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UNI EN ISO 6222: conta dei microrganismi nell’acqua

La UNI EN ISO 6222 è il metodo per contare i microrganismi coltivabili nell'acqua, con piastre incubate a 22 °C e a 36 °C. Per l'acqua potabile il D.Lgs. 18/2023 prevede la conta a 22 °C come parametro indicatore senza un limite numerico: conta l'andamento nel tempo. Serve a gestori, condomini, imprese alimentari e a chi usa filtri.

Cosa misura la conta delle colonie

La conta delle colonie, detta anche carica batterica o conta dei microrganismi coltivabili, stima quante cellule presenti nell'acqua sono in grado di moltiplicarsi su un terreno nutritivo. Non cerca un patogeno preciso: è una misura d'insieme, utile per capire se qualcosa sta cambiando nell'acqua o nell'impianto.

La UNI EN ISO 6222 la esegue a due temperature. A 22 °C crescono soprattutto i microrganismi ambientali che vivono nell'acqua, nelle tubazioni e nei serbatoi; a 36 °C quelli che si sviluppano a temperatura vicina a quella corporea, più spesso legati a contaminazioni di origine umana o animale o a ristagni di acqua tiepida.

Il metodo si applica a tutti i tipi di acqua, comprese le acque potabili, di pozzo e di processo. Le regole generali comuni agli esami microbiologici per coltura sono raccolte nella UNI EN ISO 8199.

Come si esegue la prova

La UNI EN ISO 6222 usa la tecnica per inclusione: il campione, o una sua diluizione, viene mescolato con un terreno agarizzato all'estratto di lievito ancora liquido e lasciato solidificare in piastra.

Conta a 22 °CConta a 36 °C
Temperatura di incubazione22 ± 2 °C36 ± 2 °C
Durata68 ± 4 ore44 ± 4 ore
Microrganismi favoritiflora ambientale dell'acqua e delle retiflora adattata a temperature corporee
RisultatoUFC/mLUFC/mL
Uso tipicoindicatore di stabilità della rete e degli impiantiindicatore di contaminazioni e ristagni caldi

Al termine dell'incubazione si contano tutte le colonie visibili e il risultato si esprime in unità formanti colonia per millilitro. Poiché si analizza un volume piccolo, di solito 1 mL, la conta non è adatta a dimostrare l'assenza di microrganismi: per gli indicatori fecali si filtrano 100 mL con metodi dedicati, come la UNI EN ISO 9308-1 per E. coli e coliformi.

Cosa dice il D.Lgs. 18/2023

Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva (UE) 2020/2184, inserisce il conteggio delle colonie a 22 °C tra i parametri indicatori, con il valore «senza variazioni anomale». Non c'è quindi un numero da non superare: il risultato si giudica confrontandolo con i valori abituali dello stesso punto di prelievo.

La differenza è importante. Un parametro indicatore non misura direttamente un rischio per la salute, ma segnala che il sistema non si comporta come al solito. Un aumento anomalo impone di indagare le cause e, se necessario, di adottare misure correttive; non equivale da solo a una dichiarazione di acqua non potabile, che dipende dai parametri microbiologici e chimici con valore di parametro.

Il quadro completo dei parametri e degli obblighi è descritto nella pagina sul D.Lgs. 18/2023 sulle acque destinate al consumo umano. La conta a 36 °C non ha un valore nel decreto per l'acqua di rete, ma è richiesta spesso nei piani di autocontrollo, nei capitolati e in altre discipline di settore.

Come si interpreta «senza variazioni anomale»

Per dire che un valore è anomalo serve una base di confronto. Chi controlla regolarmente un impianto può costruirla con pochi passaggi.

  1. Scegliere punti di prelievo fissi e sempre gli stessi: ingresso dell'edificio, uscita del serbatoio, rubinetto più lontano.
  2. Campionare con modalità costanti, per esempio a inizio giornata dopo un breve scorrimento, e annotarle nel verbale.
  3. Raccogliere più risultati nel tempo per conoscere l'intervallo abituale di ciascun punto, tenendo conto della stagione.
  4. Considerare anomalo un valore nettamente fuori da quell'intervallo o un aumento che si ripete in prelievi successivi.
  5. In caso di anomalia, ripetere il prelievo e aggiungere parametri mirati: cloro residuo, temperatura, indicatori fecali, Pseudomonas aeruginosa.

Esempio: in un condominio con serbatoio di accumulo la conta a 22 °C al rubinetto è sempre stata bassa; in estate, dopo un periodo di scarso consumo, aumenta di molto. Il dato non dice che l'acqua è contaminata da patogeni, ma indica ristagno e possibile crescita di biofilm nel serbatoio: è il momento di verificare pulizia, ricambio e temperatura. La guida sull'analisi dell'acqua dei condomini con serbatoi di accumulo approfondisce questo caso.

Filtri, addolcitori, osmosi: il caso tipico

I dispositivi di trattamento al punto d'uso sono una causa frequente di aumento della conta delle colonie. Filtri a carbone attivo, caraffe filtranti, addolcitori, impianti a osmosi inversa ed erogatori trattengono il cloro residuo e offrono superfici su cui i batteri formano biofilm, soprattutto se la manutenzione è irregolare o l'acqua ristagna.

Per questo confrontare la conta a monte e a valle del dispositivo è uno dei controlli più utili: se a valle i valori sono molto più alti, il problema è nell'apparecchio, non nella rete. È la logica della verifica dell'impianto a osmosi inversa e dei controlli su distributori e case dell'acqua.

Lo stesso vale per macchine da caffè, fabbricatori di ghiaccio e impianti di erogazione nei locali pubblici, dove l'acqua sosta a lungo in serbatoi interni e circuiti tiepidi.

Campionamento ed errori da evitare

La conta delle colonie è molto sensibile al modo in cui si preleva e si trasporta il campione: i microrganismi continuano a moltiplicarsi o a morire nella bottiglia. I criteri sono quelli della UNI EN ISO 19458 sul campionamento microbiologico.

  • Usare flaconi sterili forniti dal laboratorio, con neutralizzante del cloro quando l'acqua è disinfettata.
  • Non toccare l'interno del tappo e non sciacquare il flacone.
  • Decidere prima se interessa l'acqua della rete (dopo scorrimento e flambatura o disinfezione del rubinetto) o quella effettivamente bevuta (primo getto, senza trattare il rubinetto): sono due domande diverse.
  • Trasportare al freddo e consegnare il prima possibile; un campione rimasto ore al caldo non è rappresentativo.

L'errore più comune è confrontare risultati presi con modalità diverse e attribuire la differenza all'acqua invece che al prelievo.

Analisi disponibili e accreditamento

La conta delle colonie a 22 °C e 36 °C è inclusa nell'analisi dell'acqua potabile, pacchetto base e nei profili più ampi allineati ai parametri del D.Lgs. 18/2023. Per chi ha un dispositivo di trattamento conviene chiedere due prelievi, a monte e a valle.

Le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025: prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. L'accreditamento riguarda la competenza del laboratorio sul metodo ISO 6222 e sulla matrice; i risultati e l'indicazione delle prove accreditate sono riportati nel Rapporto di Prova, che va conservato per costruire lo storico dei valori.

Analisi correlate

Settori interessati

Approfondimenti normativi

Guide correlate

Fonti

Domande frequenti

Perché la conta si esegue a due temperature diverse?
Perché le due temperature favoriscono gruppi diversi di microrganismi. A 22 °C crescono soprattutto quelli ambientali tipici dell'acqua e delle reti, utili per valutare la stabilità dell'impianto; a 36 °C quelli adattati a temperature corporee, più legati a contaminazioni o ristagni di acqua tiepida. Confrontare le due conte aiuta a capire l'origine di un aumento.
Esiste un limite di legge per la carica batterica dell'acqua potabile?
Per l'acqua di rete il D.Lgs. 18/2023 indica il conteggio delle colonie a 22 °C come parametro indicatore con valore «senza variazioni anomale», senza un numero fisso. Il risultato si valuta rispetto allo storico dello stesso punto. Per altre acque, come quelle confezionate o di piscina, possono valere regole e valori diversi stabiliti dalle norme di settore.
La conta delle colonie indica la presenza di batteri patogeni?
No. È un indicatore della carica microbica coltivabile complessiva e un valore alto non significa automaticamente rischio sanitario. La presenza di contaminazione fecale o di patogeni si verifica con metodi dedicati, per esempio per Escherichia coli, enterococchi intestinali, Pseudomonas aeruginosa o Legionella, a seconda dell'uso dell'acqua.
Dopo l'installazione di un filtro la carica batterica è aumentata: è normale?
Succede spesso. Filtri, caraffe, addolcitori e osmosi trattengono il cloro e possono ospitare biofilm, soprattutto con manutenzione irregolare o lunghi ristagni. Conviene confrontare un campione a monte con uno a valle del dispositivo: se l'aumento è solo a valle, vanno controllati cartucce, sanificazione e tempi di sostituzione indicati dal produttore.

Ultimo aggiornamento: 2026-10-16