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Analisi acqua distributori e case dell'acqua

Profilo per gestori di case dell’acqua, chioschi pubblici e distributori collegati alla rete che erogano acqua trattata, refrigerata o gassata. Verifica gli indicatori microbiologici e i nitrati direttamente ai punti di erogazione, documentando l’idoneità dell’acqua distribuita e l’efficacia di manutenzione e sanificazione.

Tempi di risposta
7 giorni lavorativi
Modalità di campionamento
On-site
Riferimenti normativi
D.Lgs 18/2023

Perché l’erogatore va controllato anche se l’acqua arriva dall’acquedotto

L’acqua di rete entra potabile, ma lungo il percorso interno incontra filtri, serbatoi di accumulo, refrigeratori, gasatori e ugelli di erogazione: punti in cui un biofilm può svilupparsi se le sostituzioni dei filtri e le sanificazioni non vengono rispettate. Le apparecchiature di trattamento dell’acqua destinata al consumo umano sono disciplinate dal D.M. 25/2012 del Ministero della Salute, che richiama obblighi di corretta installazione e manutenzione. L’analisi all’erogatore è l’evidenza che l’acqua consegnata all’utente resta idonea.

Parametri inclusi e cosa segnalano

Escherichia coli ed enterococchi indicano contaminazione fecale e devono essere assenti in 100 mL; i coliformi totali sono il segnale tipico di problemi igienici interni all’impianto (filtri esausti, ristagni, ugelli). I nitrati, con valore di parametro di 50 mg/L, verificano che il trattamento non alteri la composizione dell’acqua di alimentazione. Il profilo può essere integrato con carica batterica a 22 °C, Pseudomonas aeruginosa o parametri chimici aggiuntivi, utili a chi vuole monitorare la tendenza nel tempo.

Come avviene il prelievo all’erogatore

Il tecnico preleva da ciascuna linea di erogazione significativa (naturale, refrigerata, gassata), dopo aver annotato lo stato dell’ugello e le condizioni di esercizio. Per verificare l’igiene dell’erogatore il prelievo si esegue senza flambare né disinfettare l’ugello, così da rappresentare l’acqua che riceve l’utente. È utile campionare anche l’acqua in ingresso, per distinguere un problema di rete da uno interno all’impianto.

Cosa controllare oltre all’analisi

L’analisi dà valore al piano di manutenzione solo se questo è documentato: registro delle sostituzioni di filtri e lampade UV, sanificazioni periodiche degli ugelli e delle linee, controllo delle temperature di refrigerazione, verifica della concentrazione di CO2, pulizia delle aree di erogazione. Conservare questi registri insieme ai Rapporti di Prova consente di dimostrare la corretta gestione dell’impianto.

Rapporto di Prova e gestione delle non conformità

Il Rapporto di Prova riporta per ogni punto di prelievo i risultati e il valore di riferimento, con le «prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore». In caso di positività microbiologica la prassi è sospendere l’erogazione della linea interessata, sanificare e sostituire i componenti critici, quindi ripetere il controllo prima della riattivazione, registrando tutto nel piano di autocontrollo. Conserva i Rapporti di Prova: sono la documentazione richiesta in caso di verifica da parte dell’ASL.

Domande frequenti

Ogni quanto si analizza una casa dell’acqua?
La frequenza è stabilita dal piano di autocontrollo del gestore, dalle prescrizioni dell’ASL o dal capitolato comunale; molte convenzioni prevedono controlli periodici durante l’anno e dopo ogni intervento straordinario.
Il distributore aziendale collegato alla rete va controllato?
Sì, è consigliabile: anche un erogatore da ufficio ha filtri e serbatoi che richiedono manutenzione, e un’analisi periodica ne documenta lo stato igienico.
Si può analizzare separatamente l’acqua gassata?
Sì: ogni linea di erogazione può essere un punto di prelievo distinto. Indica in fase d’ordine quante linee vuoi controllare.

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