Analisi microbiologiche dell’acqua potabile
La logica degli indicatori
Cercare direttamente ogni patogeno trasmissibile con l’acqua — Salmonella, Campylobacter, virus enterici, protozoi — sarebbe lento e costoso, e un risultato negativo su uno non escluderebbe gli altri. La microbiologia dell’acqua si basa quindi su indicatori: microrganismi abbondanti nelle feci di uomo e animali, facili da coltivare e più numerosi dei patogeni. Se l’indicatore è assente in un volume adeguato, la probabilità che siano presenti patogeni di origine fecale è bassa; se è presente, l’acqua ha avuto un contatto con materiale fecale e va considerata a rischio. Il D.Lgs. 18/2023 recepisce questo approccio con parametri obbligatori e parametri indicatori.
Escherichia coli ed enterococchi
Escherichia coli vive nell’intestino di uomo e animali a sangue caldo e sopravvive poco nell’ambiente: la sua presenza indica una contaminazione fecale recente. Gli enterococchi intestinali sono più resistenti e persistono più a lungo, anche in acque trattate con disinfettanti: un campione con enterococchi ma senza E. coli può indicare una contaminazione meno recente. Per entrambi il valore di parametro del D.Lgs. 18/2023 è 0 UFC (o MPN) in 100 mL. I metodi di riferimento sono la UNI EN ISO 9308-1 o 9308-2 per E. coli e la UNI EN ISO 7899-2 per gli enterococchi. Un singolo risultato positivo non va mai ignorato, anche se il conteggio è basso.
Coliformi, colonie a 22 °C e Clostridium perfringens
I batteri coliformi comprendono E. coli ma anche molte specie che vivono in suolo, acqua e vegetazione: per il D.Lgs. 18/2023 sono un parametro indicatore con valore 0 in 100 mL. La loro presenza senza E. coli segnala in genere infiltrazioni dall’esterno, biofilm in tubazioni o serbatoi, disinfezione insufficiente. Il conteggio delle colonie a 22 °C non ha un limite numerico ma deve risultare “senza variazioni anomale”: è utile soprattutto confrontato nel tempo e tra punti della rete, perché un aumento improvviso segnala un cambiamento. Clostridium perfringens, comprese le spore, è un indicatore per acque influenzate da acque superficiali: le sue spore resistono alla disinfezione e la loro presenza suggerisce che anche protozoi e virus, altrettanto resistenti, possano esserlo.
Come si preleva un campione microbiologico
Il campionamento è il punto debole più frequente. Usa solo i contenitori sterili forniti dal laboratorio, che per acque clorate contengono tiosolfato di sodio per neutralizzare il cloro. Per valutare l’acqua della rete togli il rompigetto, disinfetta la bocca del rubinetto (alcol o fiamma, secondo istruzioni), fai scorrere l’acqua fino a temperatura stabile e riempi senza toccare l’interno del tappo o del contenitore. Per sapere cosa esce realmente dal rubinetto di casa, compreso il rompigetto, preleva senza rimuovere nulla. Conserva il campione al fresco e al buio e consegnalo al più presto, di norma entro la giornata: tempi lunghi e temperature elevate alterano i conteggi.
Se un parametro è positivo
Con E. coli o enterococchi positivi sospendi l’uso dell’acqua per bere, preparare alimenti e lavarsi i denti, o bollila prima dell’uso, finché il problema non è risolto. Se l’acqua è di acquedotto, segnala subito il risultato al gestore. Se è di pozzo o di un impianto proprio, cerca la causa: testa pozzo non protetta, infiltrazioni dopo piogge, fosse settiche vicine, serbatoi aperti o sporchi, apparecchi di trattamento non manutenuti. Dopo la correzione e, se necessario, la disinfezione, ripeti l’analisi; un secondo risultato negativo a distanza di alcuni giorni è la conferma minima prima di tornare all’uso normale. Con soli coliformi o colonie elevate la priorità è individuare il tratto di impianto responsabile.
Tempi e Rapporto di Prova
Le prove microbiologiche richiedono incubazione: per E. coli, coliformi ed enterococchi servono in genere da uno a due giorni più le eventuali conferme, per il conteggio delle colonie a 22 °C tre giorni. Il Rapporto di Prova riporta per ogni parametro metodo, volume analizzato, risultato in UFC o MPN per volume e, se richiesto, il valore di parametro. Le analisi sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
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Domande frequenti
- Quali sono i parametri microbiologici obbligatori per l’acqua potabile?
- Escherichia coli ed enterococchi intestinali, con valore di parametro di 0 in 100 mL. Coliformi, conteggio delle colonie a 22 °C e Clostridium perfringens sono parametri indicatori.
- Ho solo coliformi, senza E. coli: l’acqua è contaminata da feci?
- Non necessariamente: molti coliformi sono di origine ambientale. Indicano però che qualcosa entra nell’impianto o che c’è biofilm, e vanno indagati con prelievi mirati.
- Bollire l’acqua risolve una positività?
- Inattiva i batteri ed è una misura temporanea valida, ma non elimina la causa. Va individuata e corretta, poi verificata con una nuova analisi.
- Che differenza c’è tra UFC e MPN nel rapporto?
- UFC indica le colonie contate dopo filtrazione su membrana; MPN è una stima statistica ottenuta con metodi a più pozzetti o tubi. Sono due modi di esprimere la concentrazione batterica, entrambi previsti dai metodi di riferimento.
- Pseudomonas aeruginosa va cercata nell’acqua del rubinetto?
- Non è tra i parametri del D.Lgs. 18/2023 per l’acqua di rete. Si ricerca nelle acque confezionate, nelle piscine e in contesti specifici come strutture sanitarie o apparecchi di trattamento, dove la valutazione del rischio lo giustifica.
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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-14 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org