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Gestori distributori e case dell’acqua

Le case dell’acqua prelevano acqua di rete, la filtrano, la refrigerano e spesso la gasano prima di erogarla al pubblico: ogni passaggio può migliorare o peggiorare la qualità iniziale. Per il gestore il controllo analitico periodico verifica proprio questo, confrontando l’acqua in uscita con quella in ingresso e con i requisiti del D.Lgs. 18/2023.

L’acqua erogata da una casa dell’acqua resta acqua destinata al consumo umano: deve rispettare i requisiti del D.Lgs. 18/2023 nel punto in cui viene erogata, cioè all’ugello. Le apparecchiature di trattamento devono inoltre essere conformi al D.M. 7 febbraio 2012 n. 25, che ne regola caratteristiche, informazioni per l’utente e manutenzione. In molte realtà la casa dell’acqua è installata in convenzione con il Comune o il gestore del servizio idrico, e il contratto indica chi esegue e con quale frequenza i controlli.

A differenza di un rubinetto di casa, il distributore pubblico ha un uso molto variabile, con ore di fermo e picchi di prelievo, un ugello esposto all’ambiente esterno e componenti che si esauriscono: filtri, lampade UV, bombole di CO₂. Il piano di controllo nasce da queste caratteristiche.

Quali parametri controllare e dove prelevare

Il profilo tipico comprende parametri microbiologici (carica batterica a 22 °C e 37 °C, coliformi, Escherichia coli, enterococchi e spesso Pseudomonas aeruginosa, indicatore sensibile delle contaminazioni di filtri e circuiti) e chimico-fisici di base (pH, conducibilità, durezza, nitrati, nitriti, ammonio, eventuale cloro residuo). Il campionamento più informativo confronta due punti: l’acqua di rete in ingresso e l’acqua erogata da ciascuna linea (naturale, refrigerata, gasata). Se l’ingresso è conforme e l’uscita no, il problema è nell’impianto o nell’ugello.

Filtri, lampade UV e manutenzione

I filtri a carbone attivo trattengono cloro e sostanze organiche, ma se non sostituiti nei tempi previsti diventano un substrato per la crescita batterica e possono peggiorare l’acqua. Le lampade UV perdono efficacia con le ore di funzionamento e con il calcare sul quarzo. Il D.M. 25/2012 richiede che la manutenzione segua le indicazioni del produttore: conviene programmare un’analisi dopo ogni sostituzione dei filtri o sanificazione del circuito, per avere evidenza che l’intervento ha prodotto l’effetto voluto.

Frequenze e errori più frequenti

La frequenza è stabilita dal piano di autocontrollo, dalla convenzione con il Comune o dalle indicazioni dell’ASL: nella pratica i parametri microbiologici, più variabili, si controllano più spesso di quelli chimici, e la cadenza si infittisce nei mesi caldi e nei punti con molti prelievi. Gli errori tipici sono campionare solo una linea di erogazione, non flambare o disinfettare l’ugello prima del prelievo quando si vuole valutare l’acqua del circuito, oppure al contrario non campionare l’ugello così com’è quando si vuole valutare ciò che riceve l’utente. Conta anche il trasporto: campioni lasciati al caldo prima della consegna al laboratorio danno risultati non rappresentativi.

Se un parametro non è conforme

Una positività microbiologica sull’acqua erogata richiede di sospendere l’erogazione della linea interessata, sanificare il circuito, sostituire filtri o componenti, ricampionare e riattivare solo dopo un esito conforme. Se il problema è nell’acqua in ingresso, va informato il gestore del servizio idrico. È buona pratica esporre sulla casa dell’acqua la data dell’ultimo controllo e un riepilogo degli esiti. Le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025: prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Rischi e obblighi principali

  • Crescita batterica su filtri a carbone esauriti
  • Contaminazione dell’ugello esposto all’ambiente e agli utenti
  • Perdita di efficacia delle lampade UV
  • Peggioramento dell’acqua tra ingresso e uscita non rilevato
  • Ristagno nelle ore di fermo e calore estivo

Analisi consigliate

Riferimenti normativi

D.Lgs. 18/2023 · D.M. 7 febbraio 2012 n. 25 · UNI EN ISO 19458

Approfondisci nella sezione normative oppure consulta tutte le analisi disponibili.

Domande frequenti

Ogni quanto va controllata l’acqua di una casa dell’acqua?
Dipende dal piano di autocontrollo e dalla convenzione con il Comune o il gestore. In genere la microbiologia si controlla più spesso dei parametri chimici, con controlli aggiuntivi dopo la manutenzione e nei mesi caldi.
Perché si cerca Pseudomonas aeruginosa?
Perché colonizza facilmente filtri, guarnizioni e tubazioni di piccolo diametro: è un buon indicatore dello stato igienico del circuito di trattamento, anche quando E. coli e coliformi sono assenti.
Serve analizzare anche l’acqua in ingresso?
È molto utile: confrontare ingresso e uscita permette di capire se un problema nasce nella rete pubblica o nell’impianto di trattamento, e quindi chi deve intervenire.

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