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UNI EN ISO 9308-1: E. coli e batteri coliformi nell’acqua

La UNI EN ISO 9308-1 è il metodo per contare Escherichia coli e batteri coliformi nelle acque con poca flora di disturbo, come l’acqua potabile, l’acqua di pozzo trattata o l’acqua imbottigliata. È la prova che risponde alla domanda “c’è contaminazione fecale nella mia acqua?”. Il valore di riferimento per E. coli nell’acqua destinata al consumo umano è 0 UFC in 100 mL.

Cosa misura e perché è importante

Escherichia coli vive nell’intestino dell’uomo e degli animali a sangue caldo: trovarlo nell’acqua indica una contaminazione fecale recente e la possibile presenza di patogeni. I batteri coliformi sono un gruppo più ampio, che comprende anche specie ambientali: la loro presenza non dimostra una contaminazione fecale, ma segnala un problema di trattamento, di integrità della rete, di serbatoi o di biofilm. Nel D.Lgs. 18/2023 E. coli è un parametro microbiologico (0/100 mL) e i coliformi totali un parametro indicatore (0/100 mL).

Come si svolge la prova

Si filtrano 100 mL di campione (o un volume diverso per acque particolari) su una membrana che trattiene i batteri; la membrana è posta su un terreno cromogeno per coliformi (CCA) e incubata a circa 36 °C per 21 ± 3 ore. Gli enzimi dei batteri colorano le colonie: quelle di E. coli (beta-galattosidasi e beta-glucuronidasi positive) appaiono blu-violetto, gli altri coliformi rosa-rosso. Le colonie presunte coliformi sono confermate con il test dell’ossidasi. Il risultato è espresso in UFC/100 mL e arriva in genere in 1–2 giorni lavorativi.

Quando usare la parte 1 e quando la parte 2

La parte 1 è adatta ad acque con bassa flora di accompagnamento. Per acque superficiali, di pozzo non trattate o comunque torbide e ricche di batteri ambientali, la crescita di colonie interferenti può rendere la membrana illeggibile: in questi casi si usa la UNI EN ISO 9308-2, metodo basato sul numero più probabile (MPN) con substrati enzimatici, che fornisce il risultato in MPN/100 mL. Entrambe sono metodi riconosciuti; il Rapporto di Prova indica quale è stato applicato.

Campionamento: dove si sbaglia più spesso

Il prelievo segue la UNI EN ISO 19458: bottiglia sterile con tiosolfato se l’acqua è clorata, rubinetto senza filtri rompigetto, disinfezione del rubinetto e scorrimento se si vuole valutare l’acqua della rete, prelievo diretto se si vuole valutare l’acqua così come la beve l’utente. Il campione va trasportato refrigerato e analizzato entro poche ore, idealmente in giornata. Toccare l’interno del tappo, riempire la bottiglia fino all’orlo o lasciarla al caldo sono gli errori tipici che producono falsi positivi o falsi negativi.

Come leggere il risultato

“0 UFC/100 mL” per E. coli e coliformi è il risultato atteso per un’acqua potabile. Coliformi positivi con E. coli assente indicano un problema di igiene dell’impianto o di efficacia del trattamento, non necessariamente un rischio fecale. E. coli positivo è sempre un segnale serio. Il dato va letto insieme agli enterococchi intestinali (UNI EN ISO 7899-2), più resistenti nell’ambiente, e, se l’acqua è clorata, al cloro residuo misurato al momento del prelievo.

Ogni quanto ripetere il controllo

Per i gestori idrici le frequenze minime sono fissate dall’Allegato II del D.Lgs. 18/2023 in funzione del volume distribuito. Per le imprese alimentari le stabilisce il piano di autocontrollo in base al rischio, con controlli più frequenti se l’acqua proviene da un pozzo. Per un pozzo domestico è prudente almeno un controllo all’anno e uno aggiuntivo dopo eventi che possono favorire infiltrazioni, come piogge intense, alluvioni, lavori sul pozzo o sull’impianto, o variazioni di odore, sapore e torbidità. Dopo una disinfezione servono uno o più controlli di verifica prima di considerare risolto il problema.

Cosa fare se E. coli o coliformi sono positivi

Se l’acqua è usata per bere o in un’attività alimentare, con E. coli positivo sospendi l’uso potabile (o usala solo dopo bollitura come misura temporanea), cerca la causa (pozzo non protetto, infiltrazioni, serbatoi, contaminazioni crociate) e disinfetta l’impianto, quindi ripeti l’analisi. Se l’acqua è fornita a terzi informa l’ASL. Con soli coliformi positivi verifica disinfezione, filtri, addolcitori e punti di ristagno e ricampiona. Le analisi offerte sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

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Fonti

Domande frequenti

Perché si cerca E. coli nell’acqua potabile?
Perché è l’indicatore più specifico di contaminazione fecale recente. Il D.Lgs. 18/2023 ne richiede l’assenza in 100 mL di acqua destinata al consumo umano.
Coliformi positivi ma E. coli assente: l’acqua è pericolosa?
Non necessariamente, perché molti coliformi sono di origine ambientale. Il risultato indica però che trattamento o impianto non sono sotto controllo e va indagato con una verifica e un nuovo campionamento.
Quanto tempo serve per il risultato?
L’incubazione dura circa 21 ore, più le eventuali conferme: il risultato arriva di solito in 1–2 giorni lavorativi dal ricevimento del campione.

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14