Pacchetto aziende: acque e scarichi
Il pacchetto è pensato per le aziende che usano acqua nei processi e hanno uno scarico idrico autorizzato: un tecnico preleva in un’unica uscita l’acqua di processo, controllata per E. coli, enterococchi, coliformi e nitrati, e lo scarico, controllato per pH, solfati e ammonio con riferimento ai limiti del D.Lgs. 152/2006. È adatto a laboratori alimentari, autolavaggi, lavanderie, piccole industrie e aziende con pozzo proprio. I risultati sono riportati nel Rapporto di Prova; parametri e punti si adattano all’autorizzazione.
Parametri analizzati
Cosa include il pacchetto
Il pacchetto copre due controlli distinti. Sull’acqua di processo verifica gli indicatori microbiologici di contaminazione fecale e i nitrati, utili soprattutto quando l’acqua proviene da un pozzo aziendale o entra in contatto con prodotti e superfici. Sullo scarico misura pH, solfati e ammonio, parametri presenti nelle tabelle dei limiti di emissione e spesso richiesti negli autocontrolli. Il campionamento on-site da parte di un tecnico garantisce prelievi eseguiti nel punto corretto e con contenitori e conservazione adeguati.
Quali limiti si applicano allo scarico
I limiti dipendono dal recettore: l’Allegato 5 alla Parte III del D.Lgs. 152/2006 prevede la Tabella 3 per gli scarichi in acque superficiali e in fognatura e la Tabella 4 per gli scarichi sul suolo. Per lo scarico in acque superficiali, ad esempio, il pH deve essere compreso tra 5,5 e 9,5. Tuttavia i valori e la frequenza dei controlli che valgono per la tua azienda sono quelli scritti nell’autorizzazione allo scarico, spesso inclusa nell’AUA, e, per gli scarichi in fognatura, nel regolamento del gestore del servizio idrico.
Acqua di processo: quando vale il D.Lgs. 18/2023
Se l’acqua viene usata per produrre o lavare alimenti, o in un’attività aperta al pubblico, deve rispettare i requisiti dell’acqua destinata al consumo umano del D.Lgs. 18/2023: 0 UFC in 100 mL per E. coli ed enterococchi e 50 mg/L per i nitrati. Negli altri usi industriali i risultati servono a verificare le specifiche interne e a individuare per tempo contaminazioni dell’approvvigionamento, ad esempio di un pozzo aziendale in zona agricola.
Come avviene il prelievo
Il tecnico preleva lo scarico dal pozzetto di campionamento finale indicato nell’autorizzazione e l’acqua di processo dal punto d’uso concordato. Per gli scarichi il D.Lgs. 152/2006 riferisce i limiti, in genere, a un campione medio prelevato nell’arco di tre ore, mentre l’autorità di controllo può valutare anche campioni istantanei: la modalità si concorda in base all’autorizzazione e al tipo di scarico, continuo o discontinuo. I campioni vengono conservati refrigerati e consegnati al laboratorio partner.
Leggere il Rapporto di Prova
Per ogni campione il Rapporto di Prova riporta i parametri con il valore misurato, il metodo e il limite di quantificazione, da confrontare con i limiti dell’autorizzazione o con i valori del D.Lgs. 18/2023 per l’acqua di processo. In caso di superamento verifica il funzionamento degli impianti di trattamento, ripeti il controllo e rispetta gli eventuali obblighi di comunicazione previsti dall’autorizzazione. Le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
Analisi incluse nel pacchetto
Domande frequenti
- I parametri degli scarichi sono personalizzabili?
- Sì: i parametri dipendono dall’autorizzazione allo scarico e dall’attività. Il pacchetto si adatta e si quota con un preventivo dedicato al tuo caso.
- Il pacchetto basta per gli autocontrolli previsti dall’AUA?
- Solo se l’autorizzazione richiede proprio questi parametri. Spesso servono anche COD, solidi sospesi, tensioattivi o metalli: invia l’autorizzazione e prepariamo il profilo corretto.
- Il prelievo dello scarico deve essere eseguito da un tecnico?
- È fortemente consigliato: punto di prelievo, campione medio o istantaneo, contenitori e conservazione incidono sul risultato e sulla sua validità in caso di controllo.
Guide e approfondimenti
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- Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA): IPPC e D.Lgs 152/2006