Scarichi idrici: i limiti di emissione (D.Lgs 152/2006)
Il D.Lgs. 152/2006, Allegato 5 alla Parte Terza, fissa i valori limite di emissione degli scarichi: Tabella 3 per i reflui industriali in acque superficiali o fognatura, Tabelle 1 e 2 per i depuratori urbani, Tabella 4 per il suolo. Riguarda chiunque abbia uno scarico autorizzato e deve dimostrare il rispetto dei limiti con analisi.
Come sono organizzate le tabelle dei limiti
I valori limite non stanno in un'unica tabella. L'Allegato 5 alla Parte Terza del D.Lgs. 152/2006 li distribuisce in base a chi scarica e a dove finisce lo scarico. Prima di leggere un numero bisogna quindi capire quale tabella si applica.
| Tabella | Si applica a | Contenuto |
|---|---|---|
| Tabella 1 | impianti di depurazione di acque reflue urbane | BOD5, COD, solidi sospesi: concentrazione o percentuale di riduzione |
| Tabella 2 | depuratori urbani che scaricano in aree sensibili | fosforo totale e azoto totale |
| Tabella 3 | scarichi in acque superficiali e in rete fognaria (industriali e non solo) | decine di parametri chimici, fisici e microbiologici, su due colonne |
| Tabella 3/A | specifici cicli produttivi | limiti per unità di prodotto per alcune sostanze |
| Tabella 4 | scarichi sul suolo, nei casi ammessi dall'art. 103 | limiti più restrittivi |
| Tabella 5 | sostanze pericolose | sostanze per cui le Regioni non possono fissare limiti meno restrittivi |
Il quadro autorizzativo (chi deve chiedere l'autorizzazione, refluo domestico, assimilato o industriale) è spiegato nella pagina su scarichi idrici e acque reflue nel D.Lgs. 152/2006; qui ci concentriamo sui numeri e su come si verificano.
Tabella 3: i parametri più controllati
La Tabella 3 ha due colonne: scarico in acque superficiali e scarico in rete fognaria. I limiti in fognatura sono più alti perché il refluo verrà trattato da un depuratore, ma il gestore del servizio idrico può imporre valori diversi nel proprio regolamento, se compatibili con il funzionamento dell'impianto. I valori sono espressi in mg/L salvo diversa indicazione.
| Parametro | Acque superficiali | Rete fognaria |
|---|---|---|
| pH | 5,5–9,5 | 5,5–9,5 |
| Solidi sospesi totali | ≤ 80 | ≤ 200 |
| BOD5 (come O2) | ≤ 40 | ≤ 250 |
| COD (come O2) | ≤ 160 | ≤ 500 |
| Fosforo totale (come P) | ≤ 10 | ≤ 10 |
| Azoto ammoniacale (come NH4) | ≤ 15 | ≤ 30 |
| Azoto nitroso (come N) | ≤ 0,6 | ≤ 0,6 |
| Azoto nitrico (come N) | ≤ 20 | ≤ 30 |
| Grassi e oli animali/vegetali | ≤ 20 | ≤ 40 |
| Idrocarburi totali | ≤ 5 | ≤ 10 |
| Tensioattivi totali | ≤ 2 | ≤ 4 |
| Rame | ≤ 0,1 | ≤ 0,4 |
| Zinco | ≤ 0,5 | ≤ 1 |
| Cromo VI | ≤ 0,2 | ≤ 0,2 |
| Mercurio | ≤ 0,005 | ≤ 0,005 |
La tabella completa comprende anche altri metalli, cianuri, cloro attivo libero, solfuri, solfati, cloruri, fluoruri, fenoli, aldeidi, solventi, pesticidi e un saggio di tossicità acuta. Per Escherichia coli la norma non fissa un limite rigido: indica un valore consigliato non superiore a 5000 UFC/100 mL, lasciando all'autorità competente la scelta del limite in autorizzazione. Le Regioni possono stabilire valori più restrittivi.
Depuratori urbani: Tabelle 1 e 2
Per gli impianti che trattano acque reflue urbane i limiti si esprimono in due modi alternativi: una concentrazione massima allo scarico oppure una percentuale minima di riduzione rispetto al carico in ingresso. Secondo la Tabella 1, per esempio, il BOD5 in uscita non deve superare 25 mg/L e il COD 125 mg/L, oppure devono essere raggiunte le percentuali di abbattimento indicate.
Quando il depuratore scarica in un'area sensibile si aggiungono i limiti di Tabella 2 su fosforo totale e azoto totale, più severi al crescere della potenzialità dell'impianto espressa in abitanti equivalenti. Per i piccoli scarichi di insediamenti con meno di 2.000 abitanti equivalenti la norma richiede invece un trattamento appropriato, definito in base al corpo recettore e alle indicazioni regionali.
Un caso frequente riguarda i piccoli depuratori a servizio di agriturismi, campeggi o strutture isolate: il limite da rispettare è quello scritto nell'autorizzazione, che può richiamare la Tabella 3, la Tabella 4 o limiti regionali specifici. Per questi casi è pensata l'analisi dello scarico civile in uscita da depuratore.
Come si campiona per verificare un limite
Un limite di emissione ha senso solo insieme alla modalità di prelievo con cui va verificato. Per gli scarichi industriali l'Allegato 5 riferisce di norma il controllo a un campione medio prelevato nell'arco di tre ore; l'autorità di controllo può adottare tempi diversi, motivandoli nel verbale, quando le caratteristiche dello scarico lo giustificano. Per i depuratori urbani si usano campioni medi ponderati sulle 24 ore.
Nell'autocontrollo vale la stessa logica: un campione istantaneo preso in un momento di bassa attività dice poco sul rispetto del limite.
- Individuare il pozzetto di campionamento previsto in autorizzazione, a valle di eventuali trattamenti e prima della miscelazione con altre acque.
- Prelevare durante il normale ciclo produttivo, con campionatore automatico o con prelievi manuali ripetuti nelle tre ore.
- Usare contenitori diversi per i diversi parametri (vetro per idrocarburi e oli, contenitori dedicati per metalli e microbiologia).
- Refrigerare e consegnare al laboratorio rapidamente, soprattutto per BOD5 e parametri microbiologici.
- Conservare il verbale di prelievo insieme al Rapporto di Prova.
L'art. 101 vieta di raggiungere i limiti mediante diluizione con acque prelevate allo scopo: mescolare acque di raffreddamento o meteoriche pulite al refluo per abbassare le concentrazioni non è un modo lecito di rispettare la tabella.
Esempio pratico: leggere un esito vicino al limite
Esempio: una piccola industria alimentare scarica in fognatura e l'autorizzazione richiama la Tabella 3, colonna fognatura. L'autocontrollo restituisce COD 470 mg/L, BOD5 230 mg/L, grassi e oli animali e vegetali 38 mg/L. Tutti i valori sono formalmente sotto i limiti (500, 250, 40 mg/L), ma sono molto vicini.
In questi casi conviene guardare l'incertezza di misura riportata nel Rapporto di Prova e il rapporto tra COD e BOD5, che dice quanto del carico organico è biodegradabile. Valori ripetutamente al margine indicano che basta un picco di produzione per superare il limite: è il momento di verificare il degrassatore, la frequenza di pulizia e la gestione dei lavaggi. Per capire il significato dei due parametri organici si può partire dalla guida su COD e BOD nelle acque reflue.
Cosa rischia chi supera i limiti
Il D.Lgs. 152/2006 distingue due livelli di risposta. Il superamento dei valori limite di Tabella 3, 4 o di quelli fissati in autorizzazione è punito di regola con una sanzione amministrativa (art. 133). Quando il superamento riguarda le sostanze pericolose di Tabella 5 lo scarico diventa un illecito penale (art. 137), con conseguenze più gravi anche sull'autorizzazione.
In parallelo l'autorità competente può diffidare il titolare, sospendere o revocare l'autorizzazione. Le cifre delle sanzioni e i casi di applicazione vanno letti nel testo vigente su Normattiva, perché gli articoli sono stati modificati più volte. Sul piano pratico, un autocontrollo documentato e regolare non evita la sanzione in caso di superamento, ma dimostra la diligenza del gestore e permette di intervenire prima di un controllo ufficiale.
Analisi e novità normative
Il pacchetto di parametri dipende dall'autorizzazione: COD, BOD5, solidi sospesi, azoto e fosforo sono quasi sempre presenti; metalli, idrocarburi, tensioattivi e solventi si aggiungono in base al ciclo produttivo. I profili più usati sono l'analisi degli scarichi idrici industriali e l'analisi COD e BOD nelle acque reflue; per gli idrocarburi è utile la scheda sui metodi per idrocarburi e IPA.
Le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025: prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Il Rapporto di Prova indica per ogni parametro metodo, incertezza e prove accreditate.
Sul fronte europeo, la Direttiva (UE) 2024/3019 ha rifuso la disciplina delle acque reflue urbane, con nuovi obblighi per i depuratori su nutrienti e microinquinanti; gli Stati membri devono recepirla entro il 31 luglio 2027. Per le imprese che scaricano in fognatura il riferimento resta, fino al recepimento, la Tabella 3 e il regolamento del gestore.
Analisi correlate
Settori interessati
Approfondimenti normativi
Guide correlate
Fonti
Domande frequenti
- Che differenza c'è tra i limiti in acque superficiali e in fognatura?
- Nella Tabella 3 la colonna fognatura ha limiti più alti per molti parametri organici e per alcuni metalli, perché il refluo sarà depurato prima di arrivare all'ambiente. Restano invece identici i limiti di molte sostanze pericolose, come mercurio e cromo VI. Il gestore della fognatura può imporre valori diversi nel proprio regolamento, compatibilmente con il depuratore.
- Ogni quanto vanno fatte le analisi dello scarico?
- La frequenza degli autocontrolli non è fissata in modo uniforme dal D.Lgs. 152/2006 per gli scarichi industriali: la stabilisce l'autorizzazione allo scarico, l'AUA o l'AIA, in base al tipo di refluo, ai volumi e al corpo recettore. Il gestore della fognatura può chiedere controlli aggiuntivi. Va quindi letta la prescrizione specifica del proprio atto autorizzativo.
- Il limite di Escherichia coli di 5000 UFC/100 mL è obbligatorio?
- No, nella Tabella 3 è indicato come valore consigliato. È l'autorità competente a fissare in autorizzazione il limite più adatto, tenendo conto del corpo recettore e degli usi a valle, come balneazione o irrigazione. Per questo il limite microbiologico può cambiare molto da uno scarico all'altro.
- Posso usare un campione istantaneo per l'autocontrollo?
- Si può, ma il riferimento del controllo per gli scarichi industriali è di norma il campione medio nelle tre ore. Un campione istantaneo rappresenta solo il momento del prelievo e può sottostimare o sovrastimare lo scarico. Se l'autorizzazione indica una modalità di prelievo, va seguita quella.
- Le Regioni possono cambiare i limiti della Tabella 3?
- Sì, possono fissare valori limite più restrittivi o, entro i limiti stabiliti dalla norma, diversi, in base agli obiettivi di qualità dei corpi idrici. Non possono però stabilire limiti meno restrittivi per le sostanze pericolose della Tabella 5. Per questo il riferimento operativo resta sempre l'autorizzazione dello specifico scarico.
Ultimo aggiornamento: 2026-10-16