Solfati
Che cos’è
I solfati sono ioni (SO₄²⁻) derivati dallo zolfo, molto diffusi nelle acque naturali. Nel D.Lgs. 18/2023 sono un parametro indicatore: a concentrazioni elevate danno sapore amaro e possono avere un effetto lassativo, soprattutto in chi non è abituato a quell’acqua.
Dove si trova
Provengono soprattutto dalla dissoluzione di rocce gessose e di minerali solforati: le acque che attraversano formazioni gessose ne sono ricche. Altre fonti sono scarichi industriali, percolati di discarica, fertilizzanti e la ricaduta di composti dello zolfo. Molte acque minerali sono naturalmente ricche di solfati.
Perché si analizza
Il controllo serve a valutare la gradevolezza dell’acqua, il suo potenziale corrosivo verso calcestruzzi e metalli e possibili contaminazioni. Nei pozzi, solfati alti con odore di uova marce indicano spesso l’attività di batteri solfato-riduttori.
Matrici
Acque potabili, Acque di pozzo, Acque reflue
Riferimenti normativi
D.Lgs. 18/2023 (All. I, parametri indicatori), D.Lgs. 152/2006, UNI EN ISO 10304-1
Metodi e norme tecniche
Come si analizza questo parametro: norme tecniche e metodi di prova di riferimento.
Effetti pratici dei solfati elevati
Sopra il valore indicatore l’acqua può avere un sapore amarognolo e, in chi la beve per la prima volta, un lieve effetto lassativo, che di solito si attenua con l’abitudine. Più rilevante, per neonati e animali, è l’uso di acque molto ricche di solfati come unica fonte. I solfati contribuiscono anche all’aggressività dell’acqua verso calcestruzzo e alcuni metalli e, in assenza di ossigeno, possono essere trasformati da batteri in idrogeno solforato, responsabile dell’odore di uova marce.
Come si misura
I solfati si determinano per cromatografia ionica secondo la UNI EN ISO 10304-1, insieme a cloruri, nitrati e fluoruri, oppure con metodi gravimetrici o torbidimetrici. Non servono conservanti: basta un contenitore pulito e la consegna in tempi ragionevoli. Il valore in mg/L è riportato nel Rapporto di Prova del laboratorio partner, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
Come interpretare il risultato
Fino a 250 mg/L il parametro rientra nel valore indicatore. Valori alti in zone gessose sono di norma naturali e stabili; valori che crescono nel tempo, o accompagnati da cloruri e conducibilità in aumento, possono indicare l’influenza di scarichi o percolati. Se l’acqua ha odore di zolfo, l’analisi dei solfati va affiancata da un controllo microbiologico e, se serve, del ferro.
Cosa fare se i solfati sono alti
Per l’uso potabile i trattamenti efficaci sono l’osmosi inversa e, in alcuni casi, resine a scambio anionico; addolcitori e filtri a carbone non rimuovono i solfati. Per l’odore di zolfo si interviene invece con aerazione, ossidazione e filtrazione e con la sanificazione del pozzo. Negli scarichi, un superamento richiede di risalire al processo che lo genera.
In quali analisi sono compresi
I solfati fanno parte del pacchetto aziende per acque e scarichi e dei parametri indicatori del profilo allineato al D.Lgs. 18/2023; per i pozzi possono essere aggiunti ai profili estesi.
Analisi che includono Solfati
Pacchetto aziende: acque e scarichi
Prelievo on-site di acqua di processo e scarico: microbiologia, nitrati, pH, solfati, ammonio.
Analisi acqua potabile — conforme D.Lgs. 18/2023
Profilo allineato ai parametri del D.Lgs. 18/2023 e correttivo 102/2025.
Analisi acqua di pozzo — completa
Profilo per pozzi privati: batteri fecali, coliformi, nitrati e arsenico, i rischi più frequenti nelle falde.
Devi far analizzare Solfati?
Scegli l’analisi adatta tra quelle disponibili o richiedi un preventivo gratuito: le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025 con Rapporto di Prova.
Domande frequenti
- L’acqua con molti solfati è dannosa?
- Non è considerata tossica, ma oltre il valore indicatore può avere sapore amaro e un effetto lassativo in chi non è abituato. Per neonati e animali è bene evitare acque molto ricche di solfati come unica fonte.
- Perché l’acqua del pozzo sa di uova marce?
- Spesso perché batteri solfato-riduttori trasformano i solfati in idrogeno solforato in assenza di ossigeno. Servono un controllo del pozzo e trattamenti di aerazione o ossidazione.
Ultimo aggiornamento: 2026-10-14