Analisi acque reflue di scarico
È il servizio per chi deve eseguire i controlli periodici di uno scarico autorizzato (AUA o autorizzazione allo scarico) e non sa da dove partire: si costruisce il profilo analitico sui parametri e sui limiti prescritti dal tuo atto autorizzativo, con prelievo eseguito da tecnico e confronto con le tabelle del D.Lgs. 152/2006.
Parametri analizzati
Chi deve analizzare il proprio scarico
Gli autocontrolli sono richiesti alle attività che scaricano acque reflue industriali o assimilate e, in molti casi, ai titolari di scarichi di acque meteoriche di dilavamento o di piccoli impianti di depurazione. Frequenza, parametri e punto di campionamento non sono uguali per tutti: sono scritti nell’autorizzazione (spesso un’Autorizzazione Unica Ambientale ai sensi del D.P.R. 59/2013) o nel regolamento del gestore della fognatura. Il primo passo è quindi condividere con il supporto le prescrizioni che hai ricevuto.
Quali tabelle e parametri si applicano
I limiti di emissione sono quelli dell’Allegato 5 alla Parte Terza del D.Lgs. 152/2006: la Tabella 3 distingue lo scarico in acque superficiali da quello in rete fognaria, la Tabella 4 riguarda lo scarico sul suolo; le Regioni e i gestori possono fissare valori diversi. I parametri più ricorrenti sono pH, solidi sospesi totali, COD, BOD5, azoto ammoniacale e nitrico, fosforo totale, tensioattivi, oli e grassi ed Escherichia coli, a cui si aggiungono quelli legati all’attività. Il profilo base include E. coli e coliformi; gli altri parametri si aggiungono secondo autorizzazione.
Il prelievo: campione medio o istantaneo
Per la verifica dei limiti il D.Lgs. 152/2006 fa riferimento, di norma, a un campione medio prelevato nell’arco di tre ore, salvo diverse prescrizioni o motivate esigenze di campionamento istantaneo. Il tecnico preleva dal pozzetto di campionamento indicato nell’autorizzazione, che deve essere accessibile e posto a monte dell’immissione nel recettore, compila il verbale e conserva i campioni refrigerati fino al laboratorio. Metodi di analisi di riferimento sono, tra gli altri, quelli APAT-IRSA CNR.
Come usare il Rapporto di Prova
Il Rapporto di Prova riporta per ogni parametro risultato, unità di misura, metodo e limite di confronto, con le «prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore». Va conservato e, se previsto dall’autorizzazione, trasmesso all’autorità competente o al gestore entro i termini stabiliti. Un superamento è un segnale da gestire subito: verifica il funzionamento dell’impianto di trattamento, documenta le cause e le azioni correttive e ripeti il controllo.
Disponibile anche nei pacchetti
Questa analisi è inclusa in pacchetti dedicati, spesso più convenienti per un’esigenza completa:
Domande frequenti
- Quali parametri devo far analizzare?
- Quelli indicati nella tua autorizzazione allo scarico o nel regolamento del gestore fognario. Inviaci l’atto: il supporto costruisce il profilo coerente con le prescrizioni.
- Posso prelevare io il campione?
- No: per un autocontrollo valido il prelievo è eseguito da un tecnico con verbale di campionamento, così da garantire rappresentatività e tracciabilità.
- Che differenza c’è con l’analisi degli scarichi industriali?
- Questo servizio parte dai parametri convenzionali dell’autorizzazione; il profilo per scarichi industriali è pensato per cicli produttivi con sostanze specifiche, come i metalli.
Guide e approfondimenti
- Cianuri nell’acqua: rischi e controlli
- Analisi dell'acqua in cantiere e nei lavori edili
- Carbonio organico totale (TOC) nell'acqua: cosa indica
- Autorizzazione scarichi industriali (AUA): quali analisi servono
- COD e BOD: cosa sono e cosa misurano
- Analisi acque reflue industriali: quali parametri controllare
- Analisi acqua di scarico civile per depuratori
- Oli minerali e idrocarburi negli scarichi: come si analizzano
- Idrocarburi e IPA nelle acque: metodi di analisi
- Scarichi idrici e acque reflue: il D.Lgs 152/2006
- Scarichi idrici: i limiti di emissione (D.Lgs 152/2006)
- UNI EN ISO 5667: campionamento delle acque
- Acque superficiali: monitoraggio e D.Lgs 152/2006
- Autorizzazione Unica Ambientale (AUA): il DPR 59/2013
- Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA): IPPC e D.Lgs 152/2006
- UNI EN 872: solidi sospesi totali nelle acque
- Metodi analitici APAT-IRSA-CNR per le acque
- UNI EN ISO 5815: domanda biochimica di ossigeno (BOD)
- UNI EN ISO 11732: azoto ammoniacale nell’acqua (flusso)