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pH

Che cos’è

Il pH misura quanto un’acqua è acida o basica su una scala da 0 a 14, dove 7 è neutro. È una scala logaritmica: un’acqua a pH 6 è dieci volte più acida di una a pH 7. Per l’acqua potabile è un parametro indicatore che condiziona corrosione, incrostazioni ed efficacia della disinfezione.

Dove si trova

In ogni acqua. Acque di pozzo in terreni silicei o vulcanici e ricche di anidride carbonica tendono a essere acide; acque di terreni calcarei e acque trattate con addolcitori o dosaggi correttivi tendono verso valori neutri o basici. In piscina il pH varia continuamente con i bagnanti e i prodotti di trattamento.

Perché si analizza

Un pH basso rende l’acqua aggressiva verso rame, piombo e ferro delle tubazioni, con possibile cessione di metalli; un pH alto favorisce le incrostazioni e riduce l’efficacia del cloro. Per questo il pH si interpreta sempre insieme ad altri parametri, come durezza, conducibilità e metalli.

Matrici

Acque potabili, Acque di pozzo, Acque di piscina, Acque reflue

Riferimenti normativi

D.Lgs. 18/2023 (All. I, parametri indicatori), Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 (piscine), D.Lgs. 152/2006, UNI EN ISO 10523

Metodi e norme tecniche

Come si analizza questo parametro: norme tecniche e metodi di prova di riferimento.

Acqua destinata al consumo umano: pH compreso tra 6,5 e 9,5 unità (D.Lgs. 18/2023, Allegato I, parametro indicatore; l’acqua non deve essere aggressiva). Scarichi in acque superficiali e in fognatura: 5,5–9,5 (D.Lgs. 152/2006, Tab. 3 All. 5 Parte III). Per le piscine l’intervallo di riferimento in vasca è più stretto ed è fissato dall’Accordo Stato-Regioni 2003 e dalle norme regionali.

Perché un pH fuori intervallo crea problemi

Sotto 6,5 l’acqua tende a sciogliere i metalli con cui è a contatto: è la causa tipica delle macchie verdi di rame sui sanitari e di un aumento di piombo o nichel nell’acqua ristagnata. Sopra 9,5 aumentano le incrostazioni e il sapore può diventare amarognolo. In piscina, con pH elevato il cloro libero perde rapidamente efficacia disinfettante, mentre con pH basso aumentano irritazioni a occhi e pelle e la corrosione delle attrezzature.

Come si misura correttamente

Il pH si misura con metodo elettrochimico (pHmetro con elettrodo a vetro calibrato) secondo la UNI EN ISO 10523. È un parametro che cambia rapidamente dopo il prelievo, perché l’acqua scambia anidride carbonica con l’aria: per questo va misurato il prima possibile, a contenitore pieno e senza bolle d’aria, e il laboratorio indica nel Rapporto di Prova la temperatura di misura. Le strisce reattive domestiche sono utili per un controllo rapido ma non sostituiscono la misura strumentale. Le analisi sono svolte con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Come interpretare il valore

Un pH tra 6,5 e 9,5 è conforme per l’acqua potabile, ma non basta da solo a escludere l’aggressività: un’acqua molto dolce, con pH vicino a 6,5 e poca durezza, può essere comunque corrosiva. Per valutare l’equilibrio tra corrosione e incrostazione si usano indici che combinano pH, durezza calcica, alcalinità e temperatura, come l’indice di Langelier. Se il pH è basso e compaiono macchie verdi, conviene analizzare anche rame e piombo.

Come correggere il pH

Per acque acide di pozzo si usano filtri neutralizzanti a base di minerali calcarei o dosaggi di prodotti alcalinizzanti; per acque troppo basiche la correzione è più rara e va valutata con un tecnico. In piscina il pH si regola con correttori dedicati e va controllato con frequenza, spesso quotidiana, insieme al cloro. Dopo ogni intervento ripeti la misura per verificare la stabilità del valore.

In quali analisi è compreso

Il pH è incluso nel pacchetto acqua di casa completo, nei profili di potabilità allineati al D.Lgs. 18/2023, nei profili per piscine e nel pacchetto aziende per acque e scarichi, dove è un parametro base di controllo degli scarichi.

Analisi che includono pH

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Scegli l’analisi adatta tra quelle disponibili o richiedi un preventivo gratuito: le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025 con Rapporto di Prova.

Domande frequenti

Qual è il pH ideale dell’acqua da bere?
Per legge deve essere tra 6,5 e 9,5. Non esiste un valore “migliore” per la salute dentro questo intervallo: conta soprattutto che l’acqua non sia aggressiva verso le tubazioni.
Un’acqua acida è pericolosa?
Di per sé no, ma può sciogliere metalli dalle tubazioni come rame e piombo. Se il pH è basso è consigliabile verificare anche questi metalli, soprattutto nell’acqua ristagnata.
Perché il pH della piscina va controllato così spesso?
Perché varia con il numero di bagnanti, la temperatura e i prodotti di trattamento, e perché da esso dipende l’efficacia del cloro: con pH alto la disinfezione è meno efficace.

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14