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Nitrati

Che cos’è

I nitrati (NO3−) sono la forma più ossidata dell’azoto disciolto in acqua. Derivano in piccola parte da processi naturali e soprattutto da fertilizzanti, liquami zootecnici e scarichi civili. Per l’acqua destinata al consumo umano il D.Lgs. 18/2023 fissa un valore di parametro di 50 mg/L, da rispettare insieme a una condizione combinata con i nitriti. Non hanno colore, odore né sapore: solo un’analisi li rileva.

Dove si trova

Si trovano soprattutto nelle acque sotterranee delle pianure agricole e zootecniche, dove l’azoto non assorbito dalle colture filtra nel suolo e raggiunge la falda. Le concentrazioni più alte si riscontrano nei pozzi poco profondi, vicino a concimaie, campi concimati, fosse settiche e reti fognarie che perdono. Variano con le stagioni: crescono spesso dopo le concimazioni e le piogge che dilavano il terreno.

Perché si analizza

Si analizzano perché un’ingestione elevata e prolungata è un rischio soprattutto per i lattanti: nell’organismo i nitrati si riducono a nitriti, che ossidano l’emoglobina e ne riducono la capacità di trasportare ossigeno. Sono inoltre un indicatore indiretto di pressione agricola o di infiltrazioni di reflui, quindi un valore in aumento segnala che il pozzo è vulnerabile anche ad altri contaminanti, compresi quelli microbiologici.

Matrici

Acque potabili, Acque di pozzo

Riferimenti normativi

D.Lgs. 18/2023

Metodi e norme tecniche

Come si analizza questo parametro: norme tecniche e metodi di prova di riferimento.

Acqua destinata al consumo umano: nitrati 50 mg/L e nitriti 0,50 mg/L, con la condizione nitrati/50 + nitriti/3 ≤ 1 (concentrazioni in mg/L) (D.Lgs. 18/2023, Allegato I, parte B, in linea con la direttiva UE 2020/2184). All’uscita degli impianti di trattamento il valore per i nitriti è 0,10 mg/L.

Il limite di 50 mg/L e la regola combinata con i nitriti

Il valore di 50 mg/L del D.Lgs. 18/2023 non basta da solo: nitrati e nitriti agiscono sullo stesso meccanismo tossicologico e la norma chiede che la somma dei loro rapporti con i rispettivi valori non superi 1. È un controllo che molti trascurano e che può rendere non conforme un’acqua con nitrati sotto 50 mg/L.

ParametroValore di parametroRiferimento
Nitrati (NO3)50 mg/LD.Lgs. 18/2023, All. I parte B
Nitriti (NO2)0,50 mg/LD.Lgs. 18/2023, All. I parte B
Nitriti all’uscita dagli impianti di trattamento0,10 mg/LD.Lgs. 18/2023, All. I parte B
Condizione combinata[nitrati]/50 + [nitriti]/3 ≤ 1D.Lgs. 18/2023, All. I parte B

Esempio di calcolo: un pozzo con nitrati 42 mg/L e nitriti 0,45 mg/L dà 42/50 + 0,45/3 = 0,84 + 0,15 = 0,99. I due valori singoli sono conformi e anche la condizione combinata, ma con un margine minimo: un piccolo aumento stagionale porterebbe l’acqua fuori norma. I valori sono quelli della direttiva (UE) 2020/2184, recepita con il D.Lgs. 18/2023.

Come si misurano e cosa riporta il Rapporto di Prova

Il metodo più diffuso è la cromatografia ionica, che separa e quantifica nello stesso campione nitrati, cloruri, solfati e altri anioni; in alternativa si usano metodi spettrofotometrici. Il risultato è espresso in mg/L di NO3: attenzione ai dati espressi come azoto nitrico (N-NO3), usati in agronomia e negli scarichi, che vanno moltiplicati per circa 4,43 per essere confrontati con il limite dell’acqua potabile.

Il Rapporto di Prova riporta anche il limite di quantificazione (LOQ), cioè la concentrazione minima misurabile con affidabilità, e spesso l’incertezza di misura. Un risultato «< LOQ» significa che i nitrati non sono quantificabili con quel metodo, non che sono assenti. La tecnica è descritta nella scheda sulla cromatografia ionica degli anioni.

Campionamento: quando e come prelevare

Per i nitrati il campione è semplice: bottiglia pulita in plastica o vetro fornita dal laboratorio, riempita dopo aver fatto scorrere l’acqua, conservata al fresco e consegnata entro uno o due giorni, perché l’attività batterica può trasformare nitriti e nitrati. Più delicata è la scelta del momento.

  • Per un pozzo in area agricola, il dato più cautelativo si ottiene dopo le concimazioni primaverili o dopo piogge abbondanti.
  • Per sapere se un trattamento funziona, prelevare sia prima sia dopo l’impianto nello stesso giorno.
  • Per l’uso con i lattanti, prelevare dal rubinetto da cui si prende l’acqua per il biberon.

La guida su nitrati e nitriti nell’acqua e salute approfondisce gli effetti; chi ha pozzi in pianura trova un confronto con un altro contaminante tipico nella guida su arsenico e nitrati nell’acqua di pozzo.

Valore oltre il limite: cosa fare

Se i nitrati superano 50 mg/L, o la condizione combinata supera 1, l’acqua non è conforme per l’uso potabile. Non esistono rimedi casalinghi: la bollitura concentra i nitrati invece di eliminarli e le comuni caraffe filtranti non li rimuovono in modo affidabile.

  1. Non usare l’acqua per preparare biberon e pappe dei lattanti; per loro usare acqua idonea, ad esempio acqua minerale indicata per l’alimentazione dei neonati.
  2. Ripetere l’analisi includendo nitriti, ammonio e indicatori microbiologici, per distinguere un’origine agricola da un’infiltrazione di reflui.
  3. Valutare le pressioni vicine al pozzo e, se possibile, la profondità di captazione.
  4. Se serve un trattamento, le tecnologie efficaci sono l’osmosi inversa e le resine a scambio anionico selettive, da verificare con un’analisi dopo l’installazione.

Il profilo analisi nitrati e nitriti nell’acqua misura insieme i due parametri e consente il calcolo della condizione combinata; prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

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Domande frequenti

Perché i nitrati sono pericolosi soprattutto per i neonati?
Nei primi mesi di vita lo stomaco è meno acido, la flora intestinale trasforma più facilmente i nitrati in nitriti e l’emoglobina fetale si ossida più facilmente. Il risultato può essere la metaemoglobinemia, nota come sindrome del bambino blu. Per questo l’acqua con nitrati oltre il limite non va usata per biberon e alimenti per l’infanzia, anche se gli adulti la tollerano meglio.
Far bollire l’acqua riduce i nitrati?
No, la bollitura fa evaporare parte dell’acqua e quindi aumenta la concentrazione dei nitrati. Neppure le caraffe filtranti comuni li eliminano in modo affidabile. Per ridurli servono impianti come l’osmosi inversa o resine a scambio ionico specifiche, la cui efficacia va verificata con un’analisi dell’acqua trattata e con manutenzione regolare.
I nitrati nell’acqua di pozzo cambiano durante l’anno?
Sì, spesso in modo marcato. Nelle aree agricole i valori crescono dopo le concimazioni e dopo piogge intense che dilavano l’azoto dal suolo, e possono calare nei periodi secchi. Un singolo dato vicino al limite non basta: conviene ripetere l’analisi in stagioni diverse per conoscere il valore massimo realistico del proprio pozzo.
Che differenza c’è tra nitrati espressi come NO3 e come N?
Sono due modi di esprimere la stessa sostanza. Il limite dell’acqua potabile è in mg/L di NO3. In agronomia e negli scarichi si usa spesso l’azoto nitrico, N-NO3: per convertirlo in NO3 si moltiplica per circa 4,43. Così 11,3 mg/L di N-NO3 corrispondono a circa 50 mg/L di nitrati.

Ultimo aggiornamento: 2026-06-20