Enterococchi intestinali
Che cos’è
Gli enterococchi intestinali sono batteri Gram positivi che vivono nell’intestino di uomo e animali e, come Escherichia coli, indicano una contaminazione di origine fecale. Rispetto a E. coli sopravvivono più a lungo nell’ambiente e resistono meglio a disinfettanti e disidratazione. Per l’acqua destinata al consumo umano il D.Lgs. 18/2023 fissa un valore di parametro di 0 per 100 mL: la loro presenza rende l’acqua non conforme.
Dove si trova
Si trovano nelle feci di uomo e animali, nei reflui civili e zootecnici, nel letame e nei suoli concimati. Arrivano nelle acque di pozzo e di sorgente attraverso infiltrazioni dopo piogge, fosse settiche vicine, testate di pozzo non protette e serbatoi aperti. Restando vivi a lungo in acqua e sedimenti, possono essere rilevati anche quando la contaminazione non è più recentissima, ad esempio in cisterne e accumuli poco ricambiati.
Perché si analizza
Si analizzano insieme a E. coli perché i due indicatori si completano: E. coli segnala una contaminazione fecale recente, gli enterococchi coprono le contaminazioni più vecchie o intermittenti e quelle che hanno subito un trattamento parziale. Un esito con enterococchi presenti ed E. coli assente non è quindi rassicurante. Per questo il D.Lgs. 18/2023 li considera parametri fondamentali, la cui frequenza di controllo non può essere ridotta sulla base della valutazione del rischio.
Matrici
Acque potabili, Acque di pozzo
Riferimenti normativi
D.Lgs. 18/2023, UNI EN ISO 7899-2
Metodi e norme tecniche
Come si analizza questo parametro: norme tecniche e metodi di prova di riferimento.
Enterococchi, E. coli e coliformi: cosa dice ciascun indicatore
Gli indicatori microbiologici previsti dalla direttiva (UE) 2020/2184 non sono intercambiabili: ognuno risponde a una domanda diversa e il valore informativo nasce dal confronto. La tabella riassume come leggerli insieme in un controllo di potabilità.
| Indicatore | Origine | Persistenza in acqua | Cosa segnala | Valore acqua potabile |
|---|---|---|---|---|
| Escherichia coli | solo intestinale | bassa | contaminazione fecale recente | 0/100 mL (parte A) |
| Enterococchi intestinali | intestinale | alta | contaminazione fecale anche non recente o intermittente | 0/100 mL (parte A) |
| Coliformi totali | intestinale e ambientale | variabile | igiene dell’impianto, efficacia della disinfezione | 0/100 mL (parte C, indicatore) |
| Clostridium perfringens, spore comprese | intestinale, spore | molto alta | contaminazione remota, efficacia della filtrazione | 0/100 mL (parte C, indicatore) |
Esempio di lettura: un pozzo con E. coli assente ma enterococchi a 3 UFC/100 mL indica che materiale fecale è entrato nel sistema, magari settimane prima o in modo saltuario, e che la protezione del pozzo non è sufficiente.
Metodo di analisi: UNI EN ISO 7899-2
Il metodo di riferimento indicato dall’Allegato III del D.Lgs. 18/2023 è la UNI EN ISO 7899-2: 100 mL di campione vengono filtrati su membrana, la membrana è incubata su terreno di Slanetz e Bartley e le colonie tipiche vengono confermate su un secondo terreno (bile esculina azide). Il risultato si esprime in UFC/100 mL; un esito «non rilevato in 100 mL» corrisponde alla conformità.
Esiste anche un metodo miniaturizzato a numero più probabile (UNI EN ISO 7899-1), usato soprattutto per acque superficiali e di balneazione. Il Rapporto di Prova riporta sempre il metodo usato, che va verificato quando si confrontano dati di laboratori diversi. Approfondimenti nella scheda sulla UNI EN ISO 7899.
Prelievo: gli errori che falsano il risultato
Gli enterococchi sono abbondanti su mani, superfici e rubinetti sporchi, quindi una manipolazione scorretta può creare un falso positivo. Il prelievo segue la UNI EN ISO 19458 e le istruzioni del laboratorio.
- Flacone sterile con tiosolfato, aperto solo al momento del prelievo e mai appoggiato con il tappo rovesciato.
- Rompigetto e filtri rimossi; bocca del rubinetto pulita e, se il campionamento lo prevede, flambata o disinfettata.
- Trasporto refrigerato e consegna in giornata.
- Annotazione del punto preciso: ingresso dell’edificio, serbatoio, rubinetto finale.
Se il risultato è positivo solo in un rubinetto e negativo all’ingresso, il problema è locale (rubinetto, tratto terminale, filtro domestico), non la fonte. Per approfondire il ruolo del campionamento si veda la guida sulle analisi microbiologiche dell’acqua potabile.
Cosa fare se gli enterococchi sono presenti
La presenza di enterococchi richiede le stesse cautele di E. coli: sospendere l’uso potabile o bollire l’acqua, poi capire la via d’ingresso. Le cause più frequenti nei pozzi privati sono testata non sigillata, rivestimento danneggiato, pozzo poco profondo vicino a scarichi o a terreni concimati; negli edifici, serbatoi di accumulo aperti o mal puliti.
- Ripetere il campione in più punti per localizzare la contaminazione.
- Eliminare la causa (sigillatura, spostamento di scarichi, pulizia del serbatoio).
- Disinfettare l’impianto e verificare il rientro con un nuovo Rapporto di Prova.
- Valutare, se la contaminazione si ripete, un trattamento permanente come lampada UV con prefiltrazione.
Per le strutture alimentari l’esito e le azioni correttive entrano nel piano di autocontrollo; il profilo analisi acqua potabile — pacchetto base include gli indicatori fecali principali, mentre per i pozzi conviene l’analisi acqua di pozzo completa. Prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
Analisi che includono Enterococchi intestinali
Analisi acqua potabile — pacchetto base
Primo controllo di potabilità con E. coli, enterococchi, coliformi e nitrati, prelievo con kit a casa.
Analisi acqua di pozzo — completa
Profilo per pozzi privati: batteri fecali, coliformi, nitrati e arsenico, i rischi più frequenti nelle falde.
Analisi acqua potabile — conforme D.Lgs. 18/2023
Profilo allineato ai parametri del D.Lgs. 18/2023 e correttivo 102/2025.
Analisi acqua di piscina
Analisi acqua di piscina con prelievo da tecnico: cloro residuo, E. coli ed enterococchi per l’autocontrollo periodico del gestore di vasche a uso natatorio.
Analisi acqua per HACCP
Acqua per bar, ristoranti e laboratori alimentari: E. coli, enterococchi e coliformi per il piano HACCP.
Pacchetto HACCP ristorazione
Tamponi, microbiologia di un alimento pronto e acqua di cucina in un unico kit per l’HACCP.
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Scegli l’analisi adatta tra quelle disponibili o richiedi un preventivo gratuito: le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025 con Rapporto di Prova.
Domande frequenti
- Perché analizzare gli enterococchi se c’è già E. coli?
- Perché rispondono a domande diverse. E. coli muore abbastanza in fretta fuori dall’intestino e quindi indica una contaminazione recente; gli enterococchi resistono più a lungo e ai disinfettanti, quindi rilevano contaminazioni passate, intermittenti o parzialmente trattate. Un pozzo con E. coli assente ed enterococchi presenti resta vulnerabile. Per questo entrambi sono parametri obbligatori dell’acqua potabile.
- Pochi enterococchi, ad esempio 1 UFC/100 mL, sono un problema?
- Sì, dal punto di vista normativo: il valore di parametro è 0, quindi anche una colonia rende l’acqua non conforme. Dal punto di vista pratico un valore basso può derivare anche da un errore di prelievo, per cui si ripete subito il campione con cura. Se il risultato si conferma, l’acqua non va usata per bere finché la causa non è rimossa.
- Gli enterococchi sono pericolosi per la salute?
- Gli enterococchi intestinali di per sé sono in genere poco patogeni per le persone sane, anche se alcune specie possono causare infezioni opportunistiche. Il rischio vero è ciò che indicano: la presenza di materiale fecale e quindi la possibile presenza di virus, protozoi e batteri enteropatogeni non ricercati dall’analisi di routine.
Ultimo aggiornamento: 2026-06-20