Benzene e idrocarburi nell'acqua: quando analizzarli
Benzene, BTEX e idrocarburi: di cosa si parla
Con «idrocarburi» si indica una famiglia molto ampia di composti di origine petrolifera, dalle benzine leggere ai gasoli e agli oli lubrificanti. Dentro questa famiglia il benzene ha un ruolo a sé: è un idrocarburo aromatico volatile, classificato come cancerogeno per l'uomo, presente nei carburanti e nei loro vapori. Insieme a toluene, etilbenzene e xileni forma il gruppo dei BTEX, i composti che per primi migrano in falda dopo una perdita di benzina.
Gli idrocarburi più pesanti, come gasolio e oli, si muovono più lentamente, aderiscono al terreno e tendono a galleggiare sulla falda come fase separata. In laboratorio vengono misurati in blocco come idrocarburi totali o come indice di idrocarburi in un intervallo di catene di carbonio, non composto per composto. La scheda del glossario sugli idrocarburi totali riassume il parametro.
La distinzione conta perché cambia tutto: il riferimento di legge, il contenitore per il prelievo e il metodo di prova. Chiedere genericamente «gli idrocarburi» senza specificare se interessano i volatili, i pesanti o entrambi è l'errore più comune quando si ordina l'analisi.
Quale valore si applica: acqua potabile e acque sotterranee
Per l'acqua destinata al consumo umano il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la direttiva (UE) 2020/2184, fissa per il benzene un valore di parametro di 1,0 µg/L. Tra gli idrocarburi lo stesso allegato considera anche il benzo(a)pirene e la somma di quattro idrocarburi policiclici aromatici (IPA), mentre non prevede un parametro «idrocarburi totali». Il quadro completo è nella scheda sul D.Lgs. 18/2023.
Se invece l'acqua è una falda da valutare come matrice ambientale, per esempio attorno a un distributore dismesso o in un sito da bonificare, il riferimento sono le concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) per le acque sotterranee del D.Lgs. 152/2006, Parte IV, Titolo V, Allegato 5, Tabella 2. Qui compaiono sia i singoli aromatici sia gli idrocarburi totali.
| Parametro | Acqua potabile (D.Lgs. 18/2023) | Acque sotterranee, CSC (D.Lgs. 152/2006, All. 5, Tab. 2) |
|---|---|---|
| Benzene | 1,0 µg/L | 1 µg/L |
| Toluene | non è parametro | 15 µg/L |
| Etilbenzene | non è parametro | 50 µg/L |
| Benzo(a)pirene | 0,010 µg/L | previsto in Tab. 2 |
| IPA (somma di 4 composti) | 0,10 µg/L | singoli IPA in Tab. 2 |
| Idrocarburi totali (come n-esano) | non è parametro | 350 µg/L |
Esempio: un pozzo domestico con idrocarburi totali a 200 µg/L e benzene non rilevato non supera alcun valore del D.Lgs. 18/2023, ma un valore del genere non è normale in un'acqua da bere e va indagato prima di continuare a usarla. Il Rapporto di Prova riporta il riferimento che il laboratorio ha applicato: verifica sempre quale dei due quadri è stato usato.
Da dove arrivano nella falda
La contaminazione da idrocarburi è quasi sempre puntuale e collegata a un'attività riconoscibile. Le fonti più frequenti sono:
- serbatoi interrati di gasolio da riscaldamento, soprattutto vecchi serbatoi in acciaio non più usati e mai bonificati;
- distributori di carburante, attivi o dismessi, e depositi di prodotti petroliferi;
- officine, autofficine e carrozzerie, con oli esausti e sgrassanti;
- incidenti stradali con sversamento, piazzali di mezzi pesanti, aree industriali dismesse;
- pozzi con testa non protetta in cui possono entrare acque di dilavamento da cortili e strade.
Il benzene si scioglie in acqua più degli altri componenti della benzina e si sposta con la falda, quindi può arrivare a un pozzo anche a distanza dalla sorgente. Gli idrocarburi pesanti restano più vicini al punto di perdita ma possono persistere per anni. Chi gestisce un'officina o un deposito di carburanti ha quindi un interesse diretto a conoscere lo stato della falda sotto la propria area.
Segnali sensoriali come odore di benzina o di gasolio, iridescenze in superficie o sapore anomalo sono un motivo per sospendere subito l'uso potabile. La loro assenza però non esclude il problema: il benzene è rilevante a concentrazioni ben inferiori a quelle che il naso percepisce.
Quando ha senso analizzarli
Nella maggior parte dei pozzi domestici benzene e idrocarburi non fanno parte del primo controllo, che si concentra su microbiologia, nitrati e parametri chimico-fisici. Diventano invece la priorità in situazioni precise.
- Il pozzo si trova vicino a un distributore, un deposito, un'officina o un'area industriale, attiva o dismessa.
- Nella proprietà o in quelle confinanti c'è, o c'è stato, un serbatoio interrato di gasolio.
- Si è verificato uno sversamento noto, anche piccolo, o un incidente nelle vicinanze.
- L'acqua ha odore o sapore di carburante, oppure lascia una pellicola oleosa.
- Si acquista un immobile con pozzo in una zona di cui non si conosce la storia.
In questi casi il profilo dovrebbe comprendere i volatili aromatici (benzene e BTEX) e gli idrocarburi totali, e spesso anche i solventi clorurati, che hanno origini industriali simili e si ricercano con tecniche affini. Quando la contaminazione è da gasolio o da oli conviene aggiungere gli IPA. La scelta tra un pacchetto ampio e una ricerca mirata dipende da cosa c'è intorno al pozzo: per un primo quadro generale c'è l'analisi completa dell'acqua di pozzo, per il sospetto specifico la ricerca di oli minerali e idrocarburi in acqua.
Il campionamento: dove si perdono i risultati
Con i composti volatili il prelievo pesa sul risultato quanto il metodo. Il benzene evapora facilmente: un campione raccolto in una bottiglia mezza vuota, agitato o lasciato al caldo può dare un valore più basso del reale, fino a non rilevare una contaminazione presente.
### Volatili (benzene, BTEX) Si usano fiale di vetro (vial) con tappo a setto fornite dal laboratorio, riempite fino all'orlo in modo che non resti alcuna bolla d'aria. Il rubinetto va fatto scorrere a flusso moderato senza gorgoglio, il campione va refrigerato e consegnato in tempi brevi. Se nel contenitore è previsto un conservante, non si deve risciacquare.
### Idrocarburi pesanti Si usano bottiglie di vetro scuro dedicate, non di plastica, perché gli idrocarburi aderiscono alle pareti. Il campione non va filtrato né travasato: la frazione oleosa rimasta sulle pareti fa parte della misura.
Esempio: in un pozzo vicino a un vecchio serbatoio di gasolio, il prelievo va fatto il più vicino possibile alla testa del pozzo, prima di filtri a carboni attivi o addolcitori che possono trattenere parte dei composti e falsare il quadro. Le indicazioni generali sul prelievo sono nella pagina su campionamento e catena di custodia.
Come si analizzano in laboratorio
Benzene e BTEX si determinano per gascromatografia, di solito accoppiata a spettrometria di massa, dopo estrazione dei volatili dall'acqua con tecniche a spazio di testa o purge and trap. Sono metodi in grado di quantificare frazioni di microgrammo per litro, sotto il valore di 1,0 µg/L. Gli idrocarburi totali si misurano invece per estrazione con solvente e gascromatografia con rivelatore a ionizzazione di fiamma, come nell'indice di idrocarburi della norma UNI EN ISO 9377-2, che copre una frazione definita di catene di carbonio.
Proprio per questo due referti di «idrocarburi» possono non essere confrontabili: uno può riportare l'indice C10-C40, un altro una frazione diversa o un dato espresso come n-esano. Prima di confrontare risultati di laboratori o di anni diversi, controlla nel Rapporto di Prova metodo, frazione e unità di misura. Un approfondimento sui metodi è nella scheda su idrocarburi e IPA nell'acqua.
Le analisi sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Il Rapporto di Prova indica per ciascun parametro risultato, limite di quantificazione e metodo.
Se il risultato è positivo: cosa fare
Un benzene sopra 1,0 µg/L o idrocarburi chiaramente rilevabili in un'acqua usata per bere richiedono di sospendere subito l'uso potabile e alimentare, compresa la cottura, e di ripetere il campionamento per conferma. Il passo successivo è cercare la fonte: verifica di serbatoi, colloquio con i vicini e, se l'origine è esterna, segnalazione al Comune e all'ARPA competente, che valutano se si tratta di un sito potenzialmente contaminato secondo il D.Lgs. 152/2006.
I filtri domestici a carboni attivi possono ridurre i composti organici, ma non sono una soluzione per un'acqua contaminata da carburanti senza un controllo analitico prima e dopo il trattamento. Un'acqua di pozzo con idrocarburi non va usata nemmeno per l'irrigazione di ortaggi da consumare crudi finché il quadro non è chiarito.
Per le attività che scaricano reflui con oli e idrocarburi il tema è diverso, perché i limiti sono quelli allo scarico: lo tratta la guida su oli minerali e idrocarburi negli scarichi.
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Domande frequenti
- Qual è il limite del benzene nell'acqua potabile?
- Il D.Lgs. 18/2023 fissa per il benzene un valore di parametro di 1,0 µg/L, cioè un microgrammo per litro. Lo stesso valore compare tra le concentrazioni soglia di contaminazione per le acque sotterranee del D.Lgs. 152/2006. Per verificarlo serve un metodo con limite di quantificazione inferiore, che il Rapporto di Prova riporta accanto al risultato.
- Gli idrocarburi totali hanno un limite nell'acqua da bere?
- No, il D.Lgs. 18/2023 non prevede un parametro idrocarburi totali: regola il benzene, il benzo(a)pirene e la somma di quattro IPA. Per le acque sotterranee il D.Lgs. 152/2006 indica invece una concentrazione soglia di 350 µg/L espressa come n-esano. In un'acqua potabile idrocarburi rilevabili sono comunque un'anomalia da indagare.
- Se l'acqua non sa di benzina posso escludere il benzene?
- No. Il benzene è rilevante a concentrazioni molto inferiori a quelle percepibili con olfatto e gusto, quindi un'acqua senza odori anomali può comunque superare il valore di parametro. Se il pozzo è vicino a distributori, officine o serbatoi interrati, l'unico modo per escluderlo è un'analisi dei composti volatili con campionamento corretto.
- Che contenitore serve per analizzare il benzene?
- Servono fiale di vetro con tappo a setto fornite dal laboratorio, riempite completamente senza bolle d'aria, refrigerate e consegnate rapidamente. Bottiglie di plastica, contenitori riempiti a metà o campioni lasciati al caldo possono far evaporare il benzene e portare a sottostimare la contaminazione.
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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-16 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org