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Analisi solventi clorurati nell'acqua

L’analisi determina tetracloroetilene (PCE) e tricloroetilene (TCE), i solventi clorurati più diffusi nelle falde contaminate da attività di sgrassaggio e lavaggio a secco. Serve a chi beve o usa acqua di pozzo vicino a zone produttive, a chi acquista un immobile con pozzo e alle aziende che devono documentare la qualità dell’acqua prelevata. Ricevi un Rapporto di Prova con le concentrazioni e il confronto con il D.Lgs. 18/2023.

Tempi di risposta
8 giorni lavorativi
Modalità di campionamento
On-site
Validità indicativa
365 giorni
Riferimenti normativi
D.Lgs 18/2023

Perché i solventi clorurati restano nelle falde per decenni

PCE e TCE sono stati usati a lungo per sgrassare metalli, nelle lavanderie a secco e in molti processi chimici. Sono più densi dell’acqua, poco biodegradabili e attraversano il terreno fino alla falda, dove possono formare accumuli che rilasciano contaminante per anni anche dopo la chiusura dell’attività.

Non hanno odore né sapore alle concentrazioni che contano per la salute: l’unico modo per sapere se ci sono è l’analisi. Per questo il controllo è indicato quando il pozzo si trova a valle di aree artigianali o industriali, attive o dismesse, di ex lavanderie o di officine. Un approfondimento per chi ha un pozzo è nella guida sui solventi clorurati nell’acqua di pozzo.

Due riferimenti diversi: acqua da bere e falda

Lo stesso numero va letto in modo diverso a seconda della domanda. Se vuoi sapere se l’acqua si può bere, il riferimento è il D.Lgs. 18/2023; se vuoi sapere se la falda è contaminata, valgono le concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) del D.Lgs. 152/2006, Parte IV, Titolo V, Allegato 5, Tabella 2.

CompostoAcqua destinata al consumo umano (D.Lgs. 18/2023)Acque sotterranee, CSC (D.Lgs. 152/2006)
Tetracloroetilene (PCE)10 µg/L come somma di PCE e TCE1,1 µg/L
Tricloroetilene (TCE)compreso nella somma1,5 µg/L

Un esito di 6 µg/L di PCE, per esempio, è sotto il valore per l’acqua da bere ma supera la CSC: l’acqua può restare utilizzabile, ma la falda risulta contaminata. Le conseguenze per chi ha responsabilità sul sito sono descritte nella pagina sui solventi clorurati nelle acque sotterranee. Le caratteristiche dei due composti sono nella scheda tetracloroetilene e tricloroetilene.

Il prelievo: perché lo fa un tecnico

PCE e TCE sono volatili: basta una bolla d’aria nel contenitore per perdere parte del campione e ottenere un risultato più basso del reale. Il tecnico preleva in vial di vetro con tappo a setto, riempite fino all’orlo senza spazio di testa, e il campione viaggia refrigerato fino al laboratorio, che lo analizza in gascromatografia secondo metodi come la UNI EN ISO 10301.

Gli errori che fanno sottostimare la contaminazione sono:

  1. Prelevare dopo autoclave, serbatoio o filtro a carbone invece che il più vicino possibile al pozzo.
  2. Non spurgare il pozzo, campionando acqua ferma nella colonna.
  3. Riempire il contenitore con un getto turbolento che fa gorgogliare l’acqua.
  4. Lasciare il campione al caldo o ritardare la consegna.

Cosa contiene il profilo e cosa fare se i valori sono alti

Il profilo determina PCE e TCE. Non comprende i prodotti di degradazione come dicloroetileni e cloruro di vinile, né l’1,2-dicloroetano: se la contaminazione è nota o il sito è oggetto di indagine ambientale, chiedi un pannello esteso di composti organoalogenati. Il Rapporto di Prova riporta i valori, il limite di quantificazione e il metodo; le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Se la somma supera 10 µg/L, sospendi l’uso potabile dell’acqua. I trattamenti più usati sono il carbone attivo granulare e lo strippaggio ad aria, la cui efficacia va verificata con analisi a valle. Se sei un privato e la contaminazione viene da fuori, informa ARPA e Comune; se hai responsabilità sul sito, il D.Lgs. 152/2006 prevede comunicazioni e procedure specifiche.

Esempio: un pozzo in una zona artigianale

Esempio: un’azienda agricola usa un pozzo a qualche centinaio di metri da un capannone dove fino agli anni Novanta si sgrassavano pezzi metallici. Prima di usare l’acqua per l’abbeveraggio e il lavaggio delle attrezzature, il titolare richiede questa analisi con prelievo da tecnico. Il costo è di €149 e il Rapporto di Prova arriva in circa 8 giorni.

Se l’esito è sotto il limite di quantificazione, il dato documenta lo stato del pozzo a quella data ed è utile ripeterlo a intervalli regolari, perché un pennacchio di contaminazione si sposta lentamente. Se l’esito è positivo, il passo successivo è un pannello esteso e un confronto con i dati ARPA della zona.

Domande frequenti

Perché non posso fare questa analisi con un kit fai-da-te?
Perché PCE e TCE evaporano facilmente. Se il contenitore non è riempito senza bolle d’aria, se il getto è turbolento o se il campione si scalda durante il trasporto, una parte dei solventi si perde e il risultato sottostima la contaminazione. Il prelievo da tecnico con vial dedicate e catena del freddo è la condizione per un esito affidabile.
Qual è il limite di tricloroetilene nell’acqua potabile?
Il D.Lgs. 18/2023 non fissa un valore per il solo tricloroetilene: indica 10 µg/L come somma di tetracloroetilene e tricloroetilene. Il Rapporto di Prova riporta le concentrazioni dei due composti e il confronto si fa sulla loro somma. Per le acque sotterranee come matrice ambientale valgono invece soglie separate e più basse.
L’acqua di acquedotto può contenere solventi clorurati?
È possibile se il gestore capta da una falda contaminata, ma l’acqua di rete è controllata dal gestore e, dove serve, trattata. I dati di qualità della tua zona si chiedono al gestore. L’analisi è molto più utile per i pozzi privati, che nessuno controlla al posto tuo e che possono trovarsi a valle di vecchie attività produttive.
Un risultato negativo vale per sempre?
No. Descrive l’acqua del pozzo nel giorno del prelievo. Una contaminazione nel sottosuolo si muove con la falda e può arrivare al pozzo anche anni dopo. Se il pozzo si trova vicino a una fonte potenziale, è prudente ripetere l’analisi periodicamente e dopo lavori o variazioni importanti nel livello della falda.