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Analisi acqua di pozzo: quando è obbligatoria

Pozzo a uso potabile: il principio

Quando l’acqua di un pozzo è destinata al consumo umano — bere, cucinare, igiene — deve rispettare i requisiti di qualità delle acque potabili. La responsabilità di verificarne l’idoneità ricade su chi la utilizza o la mette a disposizione.

Quando l’analisi diventa obbligatoria

L’analisi è tipicamente richiesta quando l’acqua di pozzo è usata in attività soggette a controllo (ristorazione, agriturismo, aziende alimentari, strutture ricettive) o fornita a terzi. Per le utenze domestiche private è fortemente raccomandata, soprattutto in caso di nuovo pozzo, cambi di colore/odore o vicinanza a fonti di contaminazione.

Quali parametri controllare

Un profilo di base comprende indicatori microbiologici (Escherichia coli, enterococchi, coliformi) e chimici (nitrati). In funzione del territorio si aggiungono arsenico (aree vulcaniche/geotermiche) e, dove rilevante, PFAS. Il profilo va calibrato sulla destinazione d’uso.

Ogni quanto ripetere l’analisi

La frequenza dipende dall’uso e dal contesto: per gli usi soggetti a controllo si seguono i piani di monitoraggio previsti; per le utenze domestiche è consigliabile almeno un controllo periodico e una verifica dopo eventi che possano alterare la falda.

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Domande frequenti

Devo analizzare l’acqua del pozzo se la uso solo per il giardino?
Per usi non potabili come l’irrigazione gli obblighi sono diversi e più limitati. L’analisi completa di potabilità è necessaria quando l’acqua è destinata al consumo umano o a usi alimentari.
Quali parametri sono più importanti per un pozzo?
Gli indicatori microbiologici (E. coli, enterococchi) segnalano contaminazioni fecali; tra i chimici sono spesso critici nitrati e, in alcune aree, arsenico e PFAS. Il profilo va scelto in base al territorio e all’uso.

Ultimo aggiornamento: 2026-06-21