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Idrocarburi totali

Che cos’è

Gli idrocarburi totali non sono una sostanza ma un parametro cumulativo: misurano insieme le molecole di carbonio e idrogeno di origine petrolifera, da quelle leggere della benzina a quelle pesanti di gasolio e oli lubrificanti. Il risultato dipende dall’intervallo di catene considerato dal metodo, per esempio C10-C40. Si usano come indicatore di contaminazione da carburanti e oli minerali in falde, suoli e scarichi.

Dove si trova

Si trovano in falde e terreni vicino a serbatoi interrati, distributori, officine e autodemolizioni, depositi di carburante, aree di stoccaggio di oli e ferrovie, oltre che dopo sversamenti accidentali. Negli scarichi arrivano da autolavaggi, piazzali con dilavamento di acque di prima pioggia, officine meccaniche e processi industriali con oli da taglio o lubrificanti. Nell’acqua di rete non sono un parametro di controllo ordinario.

Perché si analizza

Si analizzano per verificare il rispetto dei limiti di uno scarico autorizzato, per caratterizzare un sito sospetto contaminato, per monitorare una bonifica e per decidere il destino di terre da scavo e rifiuti. In un pozzo privato servono a confermare un sospetto di perdita di carburante, quando l’acqua ha odore o iridescenze, insieme alla ricerca di benzene e degli altri composti più tossici.

Matrici

Acque sotterranee, Suoli e terre da scavo, Scarichi industriali, Acque reflue

Riferimenti normativi

D.Lgs. 152/2006 (Parte III, Tab. 3; Parte IV, Tab. 1 e 2), UNI EN ISO 9377-2, UNI EN ISO 16703

Acque sotterranee: CSC 350 µg/L come n-esano. Suoli: idrocarburi leggeri C≤12 10 e 250 mg/kg, pesanti C>12 50 e 750 mg/kg (uso residenziale e industriale). Scarichi: 5 mg/L in acque superficiali e 10 mg/L in fognatura. Tutti dal D.Lgs. 152/2006. Nell’acqua potabile non esiste un valore di parametro: si controllano i singoli composti, come benzene e IPA.

Soglie per matrice: falda, suolo, scarichi

Gli idrocarburi totali hanno riferimenti diversi a seconda della matrice, e ciascuno presuppone un modo diverso di misurarli.

MatriceRiferimentoValore
Acque sotterraneeD.Lgs. 152/2006, Parte IV, All. 5, Tab. 2350 µg/L (come n-esano)
Suolo, idrocarburi leggeri C≤12Parte IV, All. 5, Tab. 1, col. A / B10 / 250 mg/kg s.s.
Suolo, idrocarburi pesanti C>12Parte IV, All. 5, Tab. 1, col. A / B50 / 750 mg/kg s.s.
Scarico in acque superficialiParte III, All. 5, Tab. 35 mg/L
Scarico in rete fognariaParte III, All. 5, Tab. 310 mg/L
Acqua destinata al consumo umanoD.Lgs. 18/2023nessun valore cumulativo

Il testo è consultabile sul D.Lgs. 152/2006 su Normattiva. Per gli scarichi la scheda sugli oli minerali e la guida su oli minerali e idrocarburi negli scarichi approfondiscono i controlli dell’autorizzazione; qui il focus è su falde e suoli.

Cosa misura il metodo: frazioni e cromatogramma

Il metodo più diffuso per le acque è la UNI EN ISO 9377-2: l’acqua viene estratta con un solvente, l’estratto purificato su florisil per eliminare i composti polari di origine naturale e analizzato in gascromatografia con rivelatore a ionizzazione di fiamma (GC-FID). Si integra tutto il segnale tra il decano (C10) e il tetracontano (C40): è l’indice di idrocarburi. Per i suoli l’equivalente è la UNI EN ISO 16703. La scheda sui metodi per idrocarburi e IPA descrive i passaggi.

La frazione leggera, sotto C10, sfugge a questo metodo perché evapora durante l’estrazione: va misurata separatamente con spazio di testa o purge and trap. Per le acque sotterranee il valore come n-esano si ottiene quindi spesso sommando frazione volatile ed estraibile. Il Rapporto di Prova deve dire quale intervallo è stato misurato: un «idrocarburi totali» senza intervallo non è confrontabile con un altro dato.

Il cromatogramma è un elemento di informazione in più: un rilievo stretto nella zona C10-C25 suggerisce gasolio, una «gobba» larga tra C20 e C40 oli lubrificanti o idrocarburi degradati. Conviene chiederlo al laboratorio quando si cerca l’origine.

Prelievo e conservazione

Gli idrocarburi aderiscono alla plastica e galleggiano: il modo di prelevare decide quanto se ne ritrova.

  1. Usare bottiglie di vetro, normalmente da 1 litro, fornite dal laboratorio; niente plastica per la frazione estraibile.
  2. Non sciacquare la bottiglia e non filtrare il campione: la parte adsorbita sul vetro e sul particolato viene recuperata con il solvente.
  3. Per la frazione volatile usare in parallelo vial da 40 mL riempite senza bolle.
  4. Acidificare se indicato dal laboratorio e conservare al buio a circa 4 °C.
  5. In presenza di prodotto libero galleggiante, segnalarlo sul verbale: va campionato e gestito a parte.

Negli scarichi il prelievo segue le prescrizioni dell’autorizzazione, di solito con campione medio composito nelle tre ore; la scheda sui limiti di emissione degli scarichi spiega la regola.

Come leggere il risultato e cosa fare

Un valore sopra la CSC in falda o nel suolo non è ancora una bonifica, ma avvia le procedure del Titolo V, Parte IV del D.Lgs. 152/2006: comunicazione agli enti, misure di prevenzione, caratterizzazione e, se necessario, analisi di rischio. La guida sulla bonifica dei siti contaminati illustra le fasi.

Esempio: dopo la rimozione di un serbatoio di gasolio da riscaldamento di un condominio, il terreno di fondo scavo dà idrocarburi C>12 a 180 mg/kg. Il valore supera la colonna A (50 mg/kg) ma non la B: per un’area residenziale serve comunicare il superamento e gestire il terreno contaminato, che non può essere riutilizzato in sito. Prima di qualsiasi decisione conviene chiedere anche IPA e BTEX, perché il rischio sanitario dipende dai singoli composti più che dalla somma.

Le analisi sono disponibili come ricerca oli minerali e idrocarburi in acqua e analisi terreno per bonifica di siti contaminati, eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Per il singolo composto più tossico vedi la scheda sul benzene.

Analisi che includono Idrocarburi totali

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Domande frequenti

Idrocarburi totali e oli minerali sono la stessa cosa?
Nella pratica si usano spesso come sinonimi, perché entrambi indicano idrocarburi di origine petrolifera misurati in modo cumulativo. La differenza sta nel metodo e nell’intervallo di catene considerato: per esempio l’indice C10-C40 non include la benzina. Nel confronto con un limite conta la definizione usata dalla norma e il metodo indicato nel Rapporto di Prova.
L’acqua del mio pozzo sa di gasolio: quali analisi chiedere?
Conviene chiedere gli idrocarburi totali con frazione volatile ed estraibile, i BTEX (benzene, toluene, etilbenzene, xileni) e, se possibile, gli IPA. Gli idrocarburi totali confermano la contaminazione, mentre benzene e IPA dicono quanto è pericolosa per la salute. Nell’attesa dei risultati non usare l’acqua per bere o cucinare e cerca possibili perdite da serbatoi vicini.
Perché due laboratori danno risultati diversi sullo stesso campione?
Il parametro dipende dal metodo: intervallo di catene integrato, solvente, purificazione e taratura cambiano il valore. Se un laboratorio misura C10-C40 e l’altro somma anche la frazione volatile, i numeri non sono confrontabili. Per un monitoraggio nel tempo conviene mantenere lo stesso metodo e verificare nel Rapporto di Prova norma di riferimento e intervallo.
Un valore sotto 350 µg/L in falda rende l’acqua bevibile?
No, non automaticamente. La CSC è una soglia ambientale per i siti contaminati, non un criterio di potabilità. Un’acqua con idrocarburi sotto la CSC può contenere benzene sopra il valore di 1 µg/L o avere odore e sapore inaccettabili. Per l’uso potabile si confrontano i singoli composti con il D.Lgs. 18/2023 e si valutano i parametri organolettici.

Ultimo aggiornamento: 2026-09-12