PFAS nell’acqua: analisi in laboratorio accreditato secondo il D.Lgs. 18/2023
Cosa sono i PFAS e perché preoccupano nell’acqua
I PFAS sono una famiglia di composti di sintesi molto stabili e persistenti, usati in numerosi processi e prodotti industriali. Una volta nell’ambiente migrano verso falde e acque superficiali, potendo raggiungere le fonti idriche. L’esposizione è oggetto di crescente attenzione sanitaria; per questo la loro rilevazione richiede metodiche specifiche e molto sensibili, capaci di quantificare concentrazioni estremamente basse.
Il quadro normativo: D.Lgs. 18/2023 e D.Lgs. 102/2025
Il D.Lgs. 18/2023 ha recepito la direttiva UE 2020/2184, introducendo obblighi di monitoraggio e parametri per i PFAS nelle acque destinate al consumo umano; il D.Lgs. 102/2025 ha apportato integrazioni. I gestori degli acquedotti sono tenuti a rispettare i parametri e a effettuare controlli. I pozzi privati non gestiti da un gestore pubblico restano esclusi dall’obbligo: la responsabilità del controllo ricade sul proprietario. Per la conformità di un’acqua specifica è opportuno fare riferimento al laboratorio e alle autorità competenti.
Dove il rischio è più rilevante
La contaminazione non è uniforme: alcune aree con storia di attività industriali e zone limitrofe a siti con uso di PFAS presentano un rischio potenzialmente più elevato. Chi utilizza un pozzo privato non beneficia dei controlli pubblici: l’unico modo per conoscere la qualità dell’acqua è un’analisi specifica. Lo stesso vale per aziende agro-alimentari, strutture ricettive e condomini con pozzi autonomi.
Come si analizzano i PFAS
La ricerca dei PFAS richiede tecniche dedicate, in genere basate su cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa, capaci di identificare e quantificare molti composti a concentrazioni molto basse. La preparazione del campione è critica e il campionamento deve evitare contaminazioni. Affidarsi a un laboratorio che esegua prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento garantisce metodica validata, incertezza dichiarata e risultati riproducibili. Il campo del laboratorio specifica quali composti sono ricercati e in quale matrice.
Come leggere il Rapporto di Prova
L’esito è consegnato come Rapporto di Prova, emesso secondo UNI CEI EN ISO/IEC 17025: riporta descrizione del campione, metodiche, risultati con unità di misura e incertezza, e i limiti di quantificazione. Non contiene un giudizio di conformità generico: l’interpretazione rispetto ai limiti applicabili spetta al committente, con il supporto del laboratorio o delle autorità competenti.
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Domande frequenti
- Un’analisi PFAS in laboratorio accreditato garantisce la conformità legale dell’acqua?
- Il laboratorio accreditato garantisce metodiche validate e strumenti controlati, come da campo di accreditamento, e riporta i risultati con l’incertezza. La valutazione di conformità rispetto ai limiti del D.Lgs. 18/2023 e del D.Lgs. 102/2025 spetta al committente e, in caso di dubbi, alle autorità sanitarie. Il laboratorio non emette certificati di conformità legale assoluta.
- Con quale frequenza analizzare i PFAS in un pozzo privato?
- Non esiste una frequenza obbligatoria per i pozzi privati non soggetti a vigilanza pubblica. Come riferimento prudenziale si suggerisce un’analisi iniziale e controlli periodici in presenza di attività industriali vicine o variazioni dell’acqua. La frequenza dipende dal contesto: rivolgiti al laboratorio o al servizio di igiene pubblica.
- Posso richiedere solo l’analisi PFAS?
- Sì, è possibile richiederla come analisi dedicata. Per chi usa un pozzo privato può però essere utile affiancarla a un controllo più ampio (microbiologici, metalli, nitrati) per un quadro completo. La scelta dipende dall’uso previsto dell’acqua; il laboratorio può orientare nella selezione dei parametri.
Ultimo aggiornamento: 2026-06-21