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Analisi dell’acqua in laboratorio accreditato: guida completa

Prima domanda: quale acqua stai analizzando

Per un laboratorio “acqua” non è una sola matrice. Acque destinate al consumo umano (rete, pozzo, sorgente, serbatoi), acque di piscina, acque calde sanitarie per la Legionella, acque di processo nell’industria alimentare, acque per dialisi, acque reflue e di scarico, acque sotterranee per il monitoraggio ambientale: ciascuna ha riferimenti normativi diversi e, spesso, voci distinte nel campo di accreditamento del laboratorio. Un laboratorio può essere accreditato per i nitrati nell’acqua potabile ma non nelle acque reflue, dove la matrice è molto più complessa. Indicare con precisione la matrice e l’uso del risultato è quindi il primo passo per ottenere prove accreditate pertinenti.

Quali norme fissano i valori

Per l’acqua potabile il riferimento è il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la direttiva (UE) 2020/2184 e distingue parametri microbiologici, chimici e indicatori; introduce inoltre PFAS, approccio basato sul rischio e controlli specifici per gli impianti interni degli edifici prioritari. Per le piscine si applicano l’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 e le norme regionali; per la Legionella le Linee guida nazionali del 2015; per gli scarichi il D.Lgs. 152/2006 con le sue tabelle; per le acque di balneazione il D.Lgs. 116/2008. Il laboratorio esegue le prove; il confronto con un limite ha senso solo se scegli il riferimento giusto per la tua acqua.

I metodi dietro i parametri più richiesti

Conoscere i metodi aiuta a leggere un preventivo. Escherichia coli e batteri coliformi si determinano con la UNI EN ISO 9308-1 (filtrazione su membrana) o la UNI EN ISO 9308-2 (numero più probabile); gli enterococchi intestinali con la UNI EN ISO 7899-2; il conteggio delle colonie a 22 °C e 36 °C con la UNI EN ISO 6222; Pseudomonas aeruginosa con la UNI EN ISO 16266; Clostridium perfringens con la UNI EN ISO 14189; la Legionella con la UNI EN ISO 11731. Per la chimica, i metalli si misurano in ICP-MS secondo UNI EN ISO 17294-2, gli anioni come nitrati, cloruri e solfati in cromatografia ionica secondo UNI EN ISO 10304-1, pH, conducibilità e torbidità con norme dedicate; PFAS e molti microinquinanti organici richiedono la cromatografia accoppiata alla spettrometria di massa. Molti laboratori usano anche metodi APAT-IRSA CNR o metodi interni validati.

Campionamento: dove si gioca metà del risultato

Il laboratorio analizza ciò che riceve. Per le acque potabili la UNI EN ISO 19458 definisce tre scopi di campionamento: valutare l’acqua della rete (rompigetto rimosso, rubinetto disinfettato, scorrimento), l’acqua che esce dal rubinetto (disinfezione e breve scorrimento) o l’acqua così come viene consumata (nessun intervento). Scegliere lo scopo sbagliato porta a conclusioni sbagliate. Contano poi contenitori sterili con tiosolfato se l’acqua è clorata, flaconi dedicati per metalli e per microinquinanti, trasporto refrigerato e tempi brevi tra prelievo e accettazione. Per gli usi che devono valere verso terzi — controlli ufficiali, sorveglianza Legionella, contenziosi — è consigliabile un prelievo eseguito da un tecnico qualificato con verbale.

Tempi indicativi

I tempi dipendono dai parametri più lenti del profilo. Le prove microbiologiche di base sull’acqua potabile richiedono incubazioni da uno a tre giorni, più eventuali conferme; la conta delle colonie a 22 °C prevede tre giorni di incubazione. La Legionella richiede più tempo, perché le piastre vanno osservate per diversi giorni e le colonie sospette confermate. Le analisi chimiche di base si completano in genere in pochi giorni lavorativi; PFAS e microinquinanti organici possono richiedere tempi più lunghi. Ogni scheda analisi della piattaforma indica il tempo stimato; per scadenze precise conviene segnalarle al momento dell’ordine.

Leggere il Rapporto di Prova e agire

Il Rapporto di Prova riporta identificazione del campione, punto e data di prelievo, chi ha campionato, metodo per ogni parametro, risultato con unità di misura, eventuale incertezza e, se richiesto, il valore di riferimento. Le prove non comprese nel campo di accreditamento sono distinte, di solito con un asterisco. In caso di valore oltre il limite: per l’acqua potabile da pozzo o da rete interna sospendi gli usi alimentari se il parametro è microbiologico, individua la causa con prelievi mirati, intervieni e ripeti l’analisi; per l’acqua di acquedotto segnala il risultato al gestore. Le analisi sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025: prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

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Domande frequenti

Che differenza c’è tra prova accreditata e non accreditata sullo stesso rapporto?
Le prove accreditate sono quelle per cui ACCREDIA ha valutato la competenza del laboratorio su quella matrice e con quel metodo; le altre sono eseguite dallo stesso laboratorio ma senza quella valutazione. Il rapporto deve distinguerle chiaramente.
Posso fare il prelievo da solo?
Per un uso conoscitivo sì, seguendo le istruzioni del kit. Se il risultato deve essere presentato a un’autorità o usato in un contenzioso è preferibile un campionamento eseguito da un tecnico, con verbale.
Quanto tempo può passare tra prelievo e consegna?
Per la microbiologia il campione va consegnato refrigerato e nel più breve tempo possibile, di norma in giornata o entro i tempi indicati nelle istruzioni. Campioni arrivati oltre i tempi possono essere rifiutati o dare risultati non rappresentativi.
Quale norma vale per l’acqua che non è potabile?
Dipende dall’uso: piscine, scarichi, balneazione, irrigazione e processi industriali hanno riferimenti propri. Indica sempre l’uso dell’acqua quando ordini, così il profilo e i riferimenti saranno coerenti.

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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org