Campionamento e catena di custodia
Perché un campionamento corretto è determinante per l’affidabilità del risultato, cosa attesta il verbale di campionamento e come la tracciabilità del campione contribuisce alla validità del Rapporto di Prova.
Il risultato di un’analisi non dipende soltanto dall’esecuzione delle prove in laboratorio, ma anche — e in modo determinante — da come il campione viene prelevato, identificato, conservato e trasportato. Un campionamento eseguito con contenitori non idonei, in quantità insufficiente o in condizioni scorrette può alterare l’esito, rendendo il dato non rappresentativo della situazione reale. Per questo la fase di campionamento merita la stessa attenzione dedicata all’analisi vera e propria, sia che avvenga con un kit fai-da-te, sia che venga eseguita on-site da un tecnico secondo la norma applicabile.
Accanto al prelievo corretto, un ruolo centrale è svolto dalla tracciabilità: la possibilità di ricostruire ogni passaggio del campione, dal momento del prelievo fino alla consegna al laboratorio. Questa catena documentata — dalla compilazione del verbale di campionamento all’etichettatura, dalla conservazione al trasporto — è ciò che consente di attribuire con certezza un risultato a quel preciso campione. Le prove sono poi eseguite da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025 e gli esiti sono documentati nel Rapporto di Prova, con l’indicazione di quali prove sono accreditate, ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
L’importanza del campionamento corretto
Un campione rappresentativo è la premessa di un risultato affidabile: se il prelievo non riflette la situazione reale, nemmeno l’analisi più accurata potrà fornire un dato utile. Per questo è essenziale utilizzare contenitori idonei alla matrice, prelevare la quantità richiesta, evitare contaminazioni e rispettare le condizioni di conservazione, mantenendo ad esempio la catena del freddo quando previsto. Quando lo scopo o la natura della prova lo richiedono, il campionamento viene eseguito on-site da un tecnico secondo la norma applicabile, così da assicurare condizioni di prelievo corrette; in altri casi è disponibile un kit fai-da-te con istruzioni passo passo. La modalità più adatta dipende dal tipo di analisi e dall’uso che si farà del Rapporto di Prova.
Il verbale di campionamento
Il verbale di campionamento è il documento che descrive come e quando il prelievo è stato eseguito. Vi si riportano in genere il punto e la data del campionamento, le modalità di prelievo, le condizioni riscontrate e i riferimenti a chi ha effettuato l’operazione. Questo documento è particolarmente rilevante quando il campionamento è eseguito da un tecnico secondo norma, perché consente di dimostrare che le condizioni di prelievo, conservazione e trasporto rispettano i requisiti previsti. Il verbale accompagna il campione e ne integra la tracciabilità, collegando il dato analitico alle circostanze concrete in cui il campione è stato raccolto e contribuendo così alla lettura completa dell’esito riportato nel Rapporto di Prova.
Tracciabilità e validità del Rapporto di Prova
La catena di custodia è l’insieme documentato dei passaggi che il campione attraversa dal prelievo all’analisi: chi lo ha prelevato, quando e con quali modalità, come è stato identificato, conservato e trasportato — ad esempio mantenendo la temperatura controllata quando necessario — e in quale momento è giunto al laboratorio. Una tracciabilità completa e verificabile garantisce che il campione analizzato sia effettivamente quello prelevato e che il risultato sia attribuibile con certezza a quel preciso campione. Questo aspetto incide sulla validità del Rapporto di Prova, soprattutto quando l’analisi è destinata a uno scopo che richiede un campionamento eseguito secondo norma. Per stabilire se un determinato referto è idoneo a un obbligo specifico è sempre opportuno verificare i requisiti con il laboratorio partner esecutore.