Analisi Legionella torri evaporative
L'analisi misura la concentrazione di Legionella nell'acqua di torri di raffreddamento e condensatori evaporativi di industrie, centri commerciali, ospedali e impianti di climatizzazione. Serve al gestore per verificare che trattamento chimico e manutenzione mantengano il circuito sotto controllo, come chiedono le Linee guida nazionali. Il tecnico preleva sul posto e ricevi un Rapporto di Prova con UFC/L per ogni punto campionato.
Parametri analizzati
Perché le torri sono la sorgente più temuta
Una torre evaporativa raffredda l'acqua di processo facendola evaporare a contatto con l'aria: per funzionare produce goccioline che il ventilatore espelle all'esterno. Se l'acqua del circuito contiene Legionella, l'aerosol può raggiungere persone che non hanno alcun rapporto con l'impianto, anche a distanza dall'edificio. Per questo le torri compaiono spesso nelle indagini sui focolai comunitari, mentre la contaminazione di una doccia riguarda in genere solo chi la usa.
La temperatura tiepida dell'acqua di ricircolo, i depositi nella vasca, il biofilm sul pacco di scambio e i periodi di fermo creano condizioni favorevoli. Le Linee guida nazionali del 2015 dedicano alle torri indicazioni specifiche su progettazione, manutenzione, trattamento dell'acqua e campionamento; un quadro operativo per gli stabilimenti è nella guida su Legionella nelle torri di raffreddamento industriali.
Chi è responsabile e su quali basi
Il gestore dell'impianto deve disporre di una valutazione del rischio, di un programma di manutenzione e di un registro degli interventi, comprendente pulizie, dosaggi di biocida e risultati delle analisi. Se l'impianto si trova in un luogo di lavoro, il rischio di esposizione dei dipendenti rientra nella valutazione del rischio biologico prevista dal Titolo X del D.Lgs. 81/2008.
Alcune Regioni chiedono anche il censimento delle torri presso l'autorità sanitaria locale: prima di mettere in esercizio un nuovo impianto conviene verificare le regole regionali. Le analisi periodiche non sostituiscono la manutenzione, ma sono l'unico modo per dimostrare che il programma di trattamento funziona. Per impostare il piano può essere utile la scheda sul piano di autocontrollo Legionella.
Dove e quando prelevare
Il campione deve rappresentare l'acqua che viene nebulizzata, non quella appena trattata. I punti più usati sono:
- acqua di ricircolo in mandata alla torre, lontano dal punto di dosaggio del biocida;
- vasca di raccolta, prelevando sotto il pelo libero ed evitando i sedimenti salvo indagini mirate;
- acqua di reintegro, utile per capire se la contaminazione arriva dall'esterno;
- eventuali punti di spurgo, se rappresentativi del circuito.
Il momento conta quanto il punto. Il prelievo va fatto con l'impianto in funzione e, se il biocida è dosato a impulsi, prima della dose successiva, quando la concentrazione di disinfettante è più bassa. Il contenitore contiene tiosolfato per neutralizzare ossidanti residui e il tecnico annota temperatura, pH se misurato in campo e prodotti in uso. Il metodo di laboratorio è descritto nella scheda sulla UNI EN ISO 11731.
Fasce di intervento e lettura del Rapporto di Prova
Il Rapporto di Prova riporta la concentrazione di Legionella in UFC/L, il limite di rilevabilità e, se richiesto, l'identificazione di Legionella pneumophila e del sierogruppo. È emesso secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
Per torri e condensatori evaporativi le Linee guida 2015 prevedono interventi graduati per fasce di concentrazione, più ampie di quelle usate per le reti di acqua sanitaria: si parte dalla verifica delle pratiche di controllo, si passa all'aumento del biocida e alla disinfezione con revisione della valutazione del rischio, fino al fermo dell'impianto per le contaminazioni più elevate, con ripartenza solo dopo un esito di verifica favorevole. Per interpretare il dato serve anche il confronto tra i punti:
| Esito | Cosa suggerisce | Prima verifica |
|---|---|---|
| ricircolo e vasca entrambi positivi | trattamento insufficiente nell'intero circuito | dosaggio e tipo di biocida, spurghi, concentrazione dei sali |
| vasca positiva, ricircolo basso | depositi o zone di ristagno nella vasca | pulizia meccanica, fanghi, punti morti |
| reintegro positivo | contaminazione in ingresso | origine dell'acqua di reintegro, accumuli a monte |
| positivo dopo un fermo | ristagno durante l'inattività | procedura di ripartenza e disinfezione |
Un valore isolato non basta: va letto insieme ai registri di dosaggio, alla temperatura e agli esiti precedenti dello stesso punto.
Esempio di piano di controllo
Esempio: uno stabilimento con due torri evaporative al servizio di un impianto di raffreddamento decide di campionare per ciascuna torre la mandata del ricircolo e la vasca. Sono 4 analisi a 119 euro ciascuna, per 476 euro di listino, con esiti in circa 10 giorni dal ricevimento dei campioni.
Se una vasca risulta a 5.000 UFC/L e la mandata a 800 UFC/L, il dato suggerisce depositi o zone di ristagno nella vasca più che un trattamento insufficiente in tutto il circuito: si controllano la pulizia, il dosaggio e si ricampiona dopo l'intervento. Per impianti con molti punti o campagne ricorrenti si può chiedere un preventivo dedicato. Fontane, giochi d'acqua e nebulizzatori hanno un profilo di rischio diverso e una pagina dedicata: analisi Legionella su fontane e nebulizzatori.
Domande frequenti
- Ogni quanto campionare una torre evaporativa?
- La frequenza la fissa la valutazione del rischio dell'impianto, tenendo conto di posizione, vicinanza a finestre e prese d'aria, popolazione esposta, stagionalità e risultati precedenti. Oltre ai controlli programmati, il campionamento è indicato alla messa in esercizio, alla ripartenza dopo un fermo, dopo interventi o disinfezioni e quando i registri mostrano anomalie nel dosaggio del biocida o nella temperatura.
- La conta batterica totale può sostituire la ricerca della Legionella?
- No. La conta batterica totale è un indicatore utile e veloce per seguire l'andamento del trattamento, ma non dice se è presente Legionella né in che concentrazione. Molti gestori la usano tra un controllo e l'altro come allarme precoce, mantenendo la ricerca di Legionella secondo UNI EN ISO 11731 per verificare l'efficacia del programma e confrontarsi con le fasce delle Linee guida.
- Si può prelevare con l'impianto fermo?
- Un campione prelevato a impianto fermo non rappresenta l'acqua che viene nebulizzata durante l'esercizio, quindi in genere si preleva con circolazione attiva. Il prelievo a impianto fermo ha senso solo per scopi specifici, per esempio per valutare l'acqua stagnante prima di una ripartenza; in quel caso va annotato nel verbale e il risultato va interpretato con prudenza.
- Serve anche analizzare l'acqua di reintegro?
- È utile quando l'acqua di reintegro proviene da pozzo, da recupero o da accumuli, oppure quando la torre risulta positiva nonostante il trattamento corretto. Un reintegro contaminato porta nuovi batteri e nutrienti nel circuito. Se il reintegro è acqua di rete in buone condizioni, il campione è meno prioritario rispetto a ricircolo e vasca.
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