Perché la Legionella si analizza con la UNI EN ISO 11731
Il motivo principale: è il metodo richiamato dalla legge
Il valore di 1000 UFC/L per la Legionella nelle acque destinate al consumo umano, fissato dal D.Lgs. 18/2023, è espresso in unità formanti colonia: un'unità che ha senso solo per un metodo colturale. Il decreto lo dice esplicitamente nell'Allegato III, Parte A, sostituito dal D.Lgs. 102/2025: l'analisi della Legionella per la verifica del valore di parametro si esegue secondo la UNI EN ISO 11731.
Lo stesso allegato ammette altri metodi a integrazione di quello colturale: metodi colturali rapidi, metodi non colturali e metodi molecolari, tra cui la qPCR eseguita secondo la ISO/TS 12869. La parola chiave è integrazione: sono strumenti utili per decisioni rapide o indagini, ma il confronto con il valore di legge resta legato alla coltura.
Anche le Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi del 2015 costruiscono le loro fasce di intervento, 100, 1000 e 10.000 UFC/L, su risultati colturali. Usare un metodo diverso significherebbe confrontare un numero con una scala pensata per un'altra misura.
Cosa stabilisce la norma, in pratica
La UNI EN ISO 11731 descrive come isolare e contare le Legionelle in campioni d'acqua. L'edizione del 2017 ha riunito in un solo documento procedure prima separate, per acque con poca flora batterica e per acque molto contaminate, e guida il laboratorio nella scelta del percorso in base al tipo di campione.
Il metodo segue una sequenza precisa:
- Concentrazione del campione, di norma per filtrazione su membrana di un volume noto, oppure semina diretta per acque molto cariche.
- Pretrattamenti con calore o acido per ridurre i batteri interferenti, che crescono più in fretta della Legionella e possono coprirne le colonie.
- Semina su terreni di coltura specifici, tra cui terreni selettivi con antibiotici, scelti in base alla matrice.
- Incubazione per diversi giorni, con letture ripetute, perché la Legionella cresce lentamente.
- Conferma delle colonie sospette: la Legionella cresce su terreno contenente L-cisteina e non su quello che ne è privo.
- Calcolo del risultato in UFC per litro, tenendo conto del volume analizzato e dei pretrattamenti.
L'identificazione di Legionella pneumophila e del sierogruppo, utile nella valutazione del rischio, si esegue sulle colonie confermate.
Perché un metodo normato rende confrontabili i risultati
Un risultato di Legionella si usa quasi sempre per confronto: con la soglia di legge, con la campagna precedente, con il punto vicino, con il prelievo dopo la disinfezione. Se due laboratori usassero volumi, pretrattamenti e terreni diversi, lo stesso campione potrebbe dare numeri diversi senza che nulla sia cambiato nell'impianto.
La norma riduce questa variabilità fissando le scelte che più influenzano il risultato. Restano comunque margini legati alla matrice e al carico di flora interferente: per questo il Rapporto di Prova deve indicare il metodo applicato, il volume analizzato e il limite di rilevabilità. Un risultato inferiore al limite di rilevabilità non significa assenza assoluta, ma concentrazione sotto quanto il metodo, con quel volume, poteva misurare.
Per la stessa ragione conta il campionamento, regolato a monte dell'analisi: un prelievo di primo getto e uno dopo scorrimento dallo stesso rubinetto rispondono a domande diverse. Il tema è sviluppato nella guida su chi esegue il campionamento della Legionella e come.
Coltura e qPCR a confronto
I metodi molecolari sono sempre più diffusi e spesso proposti come alternativa più veloce. Conoscerne pregi e limiti aiuta a usarli nel momento giusto.
| Aspetto | Coltura UNI EN ISO 11731 | qPCR secondo ISO/TS 12869 |
|---|---|---|
| Cosa misura | Batteri vivi in grado di formare colonie | DNA di Legionella, di cellule vive o morte |
| Unità | UFC/L | Unità genomiche per litro |
| Tempi | Diversi giorni, risultato definitivo spesso oltre una settimana | Di norma pochi giorni o meno |
| Confronto con i valori di legge | Sì, è il metodo di riferimento | No, è un metodo integrativo |
| Punti di forza | Dato quantitativo vitale, isolamento del ceppo per tipizzazione | Rapidità, utile per screening e controlli dopo bonifica |
| Limiti | Lentezza, possibile sottostima per flora interferente o cellule non coltivabili | Rileva anche DNA di cellule morte dopo una disinfezione |
Un uso tipico combinato: dopo una bonifica la qPCR dà un'indicazione rapida; se negativa, rassicura in attesa della coltura; se positiva subito dopo una disinfezione, va interpretata con cautela. Il confronto generale tra metodi di riferimento e rapidi è approfondito nella guida su metodi microbiologici di riferimento e rapidi.
Norma e accreditamento: due garanzie diverse
La norma definisce come si esegue la prova; l'accreditamento attesta che un determinato laboratorio è competente a eseguirla. Un laboratorio può dichiarare di seguire la UNI EN ISO 11731 senza essere accreditato per quella prova, oppure essere accreditato per la Legionella nelle acque sanitarie ma non per le acque di torri di raffreddamento, che hanno un carico di flora interferente molto diverso.
L'accreditamento secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17025 è rilasciato da ACCREDIA al laboratorio, per prove e matrici specifiche: non certifica il singolo risultato. Nel Rapporto di Prova le prove accreditate sono indicate come tali. La differenza tra prove accreditate e non accreditate sullo stesso referto è spiegata nella guida su prove accreditate e non accreditate.
Cosa chiedere al laboratorio prima di ordinare, dalla matrice al limite di rilevabilità ai tempi realistici, è raccolto nella guida su Legionella e laboratorio accreditato.
Cosa cercare nel Rapporto di Prova
Quando ricevi un Rapporto di Prova per la Legionella, alcune informazioni dicono subito se il dato è utilizzabile per la valutazione del rischio e per il confronto con i valori di riferimento.
- Il riferimento al metodo UNI EN ISO 11731 e l'eventuale indicazione della procedura applicata.
- Il volume analizzato e il limite di rilevabilità.
- Il risultato per Legionella spp. in UFC/L e, se richiesto, per Legionella pneumophila con il sierogruppo.
- Data e ora del prelievo, punto di prelievo, tipo di campione e temperatura dell'acqua.
- L'indicazione delle prove accreditate.
Il sierogruppo 1 di L. pneumophila è quello più frequentemente associato ai casi: la scheda del glossario su Legionella pneumophila spiega perché. Cosa fare se il risultato supera le soglie è descritto nella guida sulla soglia di 1000 UFC/L.
Quando conviene chiedere qualcosa in più
Il metodo colturale standard risponde alla domanda principale: quante Legionelle vive ci sono nel punto campionato. In alcune situazioni conviene chiedere al laboratorio informazioni aggiuntive.
Nelle strutture sanitarie, nelle RSA e in presenza di un caso di legionellosi l'identificazione di specie e sierogruppo è particolarmente utile, perché permette di confrontare i ceppi ambientali con quelli clinici. Dopo una bonifica, affiancare la qPCR alla coltura accorcia i tempi di decisione. In impianti con forte flora interferente, come torri di raffreddamento o acque di processo, va verificato che il laboratorio applichi i pretrattamenti adatti a quella matrice.
La ricerca ordinata tramite la piattaforma come ricerca Legionella in acqua sanitaria è eseguita da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025 secondo UNI EN ISO 11731: le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. La scheda tecnica sulla norma è disponibile alla pagina UNI EN ISO 11731 per la Legionella.
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Domande frequenti
- La UNI EN ISO 11731 è obbligatoria per l'analisi della Legionella?
- Per le acque destinate al consumo umano sì: l'Allegato III del D.Lgs. 18/2023, come sostituito dal D.Lgs. 102/2025, indica la UNI EN ISO 11731 per la verifica del valore di parametro della Legionella. Altri metodi, compresa la qPCR secondo ISO/TS 12869, sono ammessi a integrazione. Anche le Linee guida 2015 fanno riferimento a risultati colturali in UFC/L.
- Perché il risultato arriva dopo così tanti giorni?
- La Legionella cresce lentamente: dopo la semina servono diversi giorni di incubazione con letture ripetute, poi la conferma delle colonie sospette su terreni con e senza L-cisteina. Il risultato definitivo arriva quindi in genere oltre una settimana dopo il prelievo. Un tempo molto più breve per un'analisi colturale completa è un aspetto da chiarire con il laboratorio.
- Un risultato qPCR positivo significa che l'impianto è contaminato?
- Indica la presenza di DNA di Legionella, che può provenire anche da cellule morte, per esempio dopo una disinfezione. Per questo la qPCR è un ottimo strumento di screening ma non sostituisce la coltura nel confronto con i valori di riferimento. Un esito qPCR negativo è invece un'indicazione rassicurante, da confermare con il metodo colturale.
- Se il Rapporto di Prova riporta un valore inferiore al limite di rilevabilità, la Legionella è assente?
- Non in senso assoluto. Significa che la concentrazione è sotto la soglia che il metodo, con il volume analizzato, poteva misurare. Per questo è importante che il limite di rilevabilità sia adeguato allo scopo: filtrare un litro permette di rilevare concentrazioni molto più basse rispetto alla semina diretta di una piccola aliquota.
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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-16 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org