Legionella: perché affidarsi a un laboratorio accreditato per la ricerca
Perché la Legionella è un’analisi «difficile»
La Legionella cresce lentamente su terreni di coltura specifici e, nei campioni d’acqua, convive con altri batteri che crescono più velocemente e possono coprirne le colonie. La UNI EN ISO 11731:2017 prevede quindi diverse procedure, scelte in base al tipo di acqua: semina diretta o filtrazione su membrana, trattamenti con acido o calore per ridurre la flora interferente, uso di terreni selettivi, incubazione prolungata e conferma delle colonie sospette. Le scelte del laboratorio influenzano il limite di rilevabilità e l’affidabilità del risultato. Non a caso le Linee guida nazionali del 2015 raccomandano di rivolgersi a laboratori con esperienza e competenza dimostrata.
Domanda 1: la prova è accreditata per la tua matrice?
Il campo di accreditamento indica la prova, la matrice e il metodo. Per la Legionella le matrici possono essere distinte, per esempio acque destinate al consumo umano e acque calde sanitarie, acque di torri di raffreddamento ed evaporative, acque di piscine e vasche, acque reflue. Un laboratorio accreditato per le acque sanitarie non è automaticamente accreditato per le acque di torre, che hanno carichi microbici molto diversi. Verifica anche se la prova accreditata comprende solo la conta di Legionella spp. o anche l’identificazione di Legionella pneumophila e dei sierogruppi.
Domanda 2: chi esegue il campionamento e come
Il prelievo è parte integrante del risultato. Le Linee guida nazionali indicano modalità diverse in base all’obiettivo: per esempio, un campione prelevato subito all’apertura del rubinetto, senza far scorrere l’acqua, descrive la colonizzazione del terminale, mentre un campione prelevato dopo lo scorrimento descrive l’acqua che circola nella rete. Il campione va raccolto in contenitori sterili con tiosolfato di sodio, che neutralizza il cloro, registrando la temperatura dell’acqua, e trasportato secondo la UNI EN ISO 19458. Chiedi se il campionamento è eseguito da personale qualificato del laboratorio e se è anch’esso accreditato.
Domanda 3: quale limite di rilevabilità?
Il limite di rilevabilità dipende dal volume di campione analizzato e dalla procedura: filtrare un litro d’acqua permette di rilevare concentrazioni molto più basse rispetto alla semina diretta di una piccola aliquota. Per le acque sanitarie, dove le Linee guida e il D.Lgs. 18/2023 ragionano su soglie dell’ordine di centinaia o migliaia di UFC/L, il limite di rilevabilità deve essere sufficientemente basso da distinguere le diverse fasce di intervento. Nel Rapporto di Prova un risultato «non rilevato» deve essere accompagnato dal limite: «< 10 UFC/L» e «< 100 UFC/L» non hanno lo stesso valore informativo.
Domanda 4: tempi di risposta realistici
Il metodo colturale richiede un’incubazione di diversi giorni, seguita dalla conferma delle colonie: i risultati definitivi arrivano quindi in genere oltre una settimana dopo il prelievo. Un tempo di risposta molto più breve per un’analisi colturale è un segnale da chiarire. Se hai bisogno di un’indicazione più rapida, per esempio dopo una disinfezione o in presenza di un caso, puoi chiedere la quantificazione in PCR secondo la ISO/TS 12869: dà un esito in poco tempo ma misura unità genomiche (UG/L), comprese le cellule non vitali, e non è direttamente confrontabile con le soglie espresse in UFC/L.
Cosa deve riportare il Rapporto di Prova
Un Rapporto di Prova completo per la Legionella indica: punto di prelievo preciso (per esempio «doccia camera 214, acqua calda»), data e ora del prelievo, temperatura dell’acqua al prelievo, modalità di campionamento, metodo e procedure applicate, volume analizzato e limite di rilevabilità, risultato in UFC/L per Legionella spp. e, se richiesto, per Legionella pneumophila con indicazione del sierogruppo (per esempio sierogruppo 1 o sierogruppi 2-15). Deve inoltre distinguere chiaramente le prove accreditate da quelle non accreditate. Questi dati servono al responsabile della valutazione del rischio per decidere le azioni.
Perché i sierogruppi contano
Legionella pneumophila sierogruppo 1 è la causa più frequente di malattia ed è il sierogruppo rilevato dal test dell’antigene urinario usato in diagnosi. Sapere quale specie e quale sierogruppo colonizzano l’impianto aiuta a valutare il rischio e, in caso di indagine epidemiologica, a confrontare i ceppi ambientali con quelli dei pazienti. Per le strutture sanitarie e per le indagini su casi, l’identificazione è un’informazione richiesta; per il monitoraggio di routine in altre strutture va valutata nella valutazione del rischio.
Il percorso con la piattaforma
Quando ordini un’analisi Legionella tramite la piattaforma, l’analisi è eseguita da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Indica al momento dell’ordine il tipo di impianto, i punti da campionare, l’obiettivo (monitoraggio, verifica post-disinfezione, indagine) e se serve l’identificazione dei sierogruppi: così il laboratorio può scegliere procedura e volume adeguati.
Analisi correlate
Settori interessati
Altre guide su Legionella
- Legionella: rischi, sintomi e prevenzione
- Ogni quanto fare l’analisi della Legionella in hotel e strutture ricettive
- Soglia 1000 UFC/L per la Legionella: cosa significa e cosa fare al superamento
- Chi può fare il campionamento della Legionella e come avviene
- Legionella in RSA e case di riposo: gestione del rischio
- Legionella in palestre, piscine e spogliatoi
Domande frequenti
- Posso prelevare da solo il campione per la Legionella?
- Tecnicamente sì, ma le Linee guida raccomandano personale formato: modalità di prelievo, temperatura dell’acqua e conservazione influiscono molto sul risultato. Per verifiche da presentare a terzi conviene il campionamento da parte del laboratorio.
- Perché servono così tanti giorni per il risultato?
- Perché la Legionella cresce lentamente e il metodo colturale prevede un’incubazione prolungata e la conferma delle colonie sospette.
- Il test in PCR può sostituire la coltura?
- È utile come screening rapido, ma misura il DNA anche di cellule non vitali e si esprime in unità genomiche. Per confrontare il risultato con le soglie in UFC/L serve la coltura.
Hai bisogno di questa analisi?
Acquista online o richiedi un preventivo gratuito: prove eseguite da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025, con Rapporto di Prova.
Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-14 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org