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Soglia 1000 UFC/L per la Legionella: cosa significa e cosa fare al superamento

Da dove viene il valore di 1000 UFC/L

Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la direttiva (UE) 2020/2184, inserisce la Legionella nell'Allegato I, Parte D, tra i parametri pertinenti per la valutazione del rischio dei sistemi di distribuzione idrica interni, con un valore di 1000 UFC/L. UFC sta per unità formanti colonia: è il numero di colonie che crescono in coltura, riferito a un litro di acqua.

Il valore non è una soglia di potabilità come quella di Escherichia coli, che deve essere assente. È un riferimento per la gestione dell'impianto interno degli edifici, in particolare degli edifici prioritari come strutture sanitarie, alberghi, palestre e mense. La nota della direttiva precisa che le azioni di gestione del rischio possono essere necessarie anche sotto il valore, per esempio in presenza di casi o focolai, e che in quel caso va identificata la specie di Legionella.

Il numero 1000 compare anche nelle Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi del 2015, ma con un ruolo diverso: lì è uno dei gradini di una scala di interventi che parte già da 100 UFC/L.

Le azioni graduate delle Linee guida 2015

Per gli impianti idrici, le Linee guida 2015 collegano il tipo di intervento a due elementi: la concentrazione trovata e la presenza o meno di casi di legionellosi. Nella fascia intermedia conta anche la percentuale di punti positivi sul totale dei campioni prelevati. La tabella riassume l'impostazione; per i dettagli fa fede il testo delle Linee guida.

Legionella (UFC/L)In assenza di casiIn presenza di casi
Fino a 100Mantenere e verificare le misure di controllo in attoIndagine coordinata con l'ASL
101 - 1000Verificare che la valutazione del rischio sia stata fatta e che le misure siano applicate correttamenteDisinfezione dell'impianto e revisione della valutazione del rischio
1001 - 10.000Con una quota limitata di punti positivi (sotto il 20%): verifica delle misure e ricampionamento. Con una quota superiore: disinfezione e ricampionamentoDisinfezione indipendentemente dalla percentuale di punti positivi
Oltre 10.000Disinfezione, sostituzione dei terminali positivi, revisione della valutazione del rischio e ricampionamentoCome in assenza di casi, in coordinamento con l'ASL

Le torri di raffreddamento e le vasche idromassaggio hanno tabelle proprie e soglie diverse. Per le torri l'intervento parte da concentrazioni più alte, mentre per le vasche oltre 1000 UFC/L è prevista la chiusura immediata: i dettagli sono nelle guide su torri di raffreddamento e su piscine, SPA e vasche.

Come leggere il risultato nel Rapporto di Prova

Prima di decidere cosa fare, conviene leggere con attenzione cosa dice il Rapporto di Prova. Un risultato di 1200 UFC/L su un terminale poco usato racconta una storia diversa dallo stesso valore sulla mandata dell'acqua calda, che indica una colonizzazione a monte della rete.

Le informazioni da controllare

  • Il punto di prelievo esatto e il tipo di campione: primo getto o dopo scorrimento.
  • La temperatura dell'acqua misurata al prelievo.
  • Il risultato per Legionella spp. e, se richiesto, per Legionella pneumophila con il sierogruppo.
  • Il limite di rilevabilità del metodo, che dipende dal volume analizzato.
  • Il metodo di prova, di norma UNI EN ISO 11731, e l'indicazione delle prove accreditate.

Il sierogruppo 1 di L. pneumophila è quello più spesso associato ai casi di malattia, come spiega la scheda del glossario su Legionella pneumophila. Un risultato composto da specie diverse da L. pneumophila non va ignorato, ma pesa diversamente nella valutazione del rischio. Per una guida generale alla lettura del referto c'è la pagina su come leggere un Rapporto di Prova.

Cosa fare dopo un superamento: la sequenza operativa

Un esito sopra 1000 UFC/L richiede decisioni rapide ma ordinate. La sequenza che segue riassume i passaggi tipici; la scelta delle singole misure resta del responsabile della valutazione del rischio, in base a impianto e utenti.

  1. Leggere l'insieme dei risultati: quanti punti sono positivi, dove si trovano, quali concentrazioni e quali specie.
  2. Verificare subito le misure di controllo: temperature di accumulo, mandata e ritorno, presenza di tratti morti, terminali inutilizzati, ultime manutenzioni.
  3. Valutare misure immediate di tutela degli utenti, soprattutto se ci sono persone fragili: limitare l'uso delle docce interessate o installare filtri terminali dove indicato.
  4. Eseguire la bonifica prevista: disinfezione termica o chimica, pulizia degli accumuli, sostituzione di soffioni e rompigetto colonizzati.
  5. Correggere la causa: regolazione della temperatura, eliminazione dei rami morti, bilanciamento del ricircolo, flussaggi programmati.
  6. Ricampionare i punti positivi e quelli rappresentativi dopo che l'impianto è tornato alle condizioni normali di esercizio.
  7. Aggiornare la valutazione del rischio e il calendario dei controlli, registrando ogni intervento.

La disinfezione senza correzione della causa produce spesso un rientro temporaneo seguito da una nuova positività dopo qualche settimana: è uno degli schemi più comuni negli impianti con ricircolo sbilanciato.

Esempio pratico: dieci punti, due positivi

Esempio: un albergo campiona dieci punti. Sette risultano sotto il limite di rilevabilità; tre sono positivi: 600 UFC/L su una doccia del quarto piano, 1800 UFC/L sul lavabo di una camera vicina e 2500 UFC/L sulla doccia di una camera rimasta chiusa per tre settimane. Non ci sono casi di legionellosi segnalati.

Due valori rientrano nella fascia 1001-10.000 e i punti positivi sono il 30% del totale, sopra la quota del 20%: secondo l'impostazione delle Linee guida la situazione richiede disinfezione e ricampionamento. La posizione dei positivi orienta la diagnosi: camere chiuse o poco usate ai piani alti suggeriscono un problema di ristagno e di temperatura ai terminali distali, più che una colonizzazione della centrale termica.

Le azioni coerenti sono quindi la disinfezione dei terminali interessati e del tratto di rete, la sostituzione dei soffioni, un flussaggio programmato delle camere libere e il controllo della temperatura di ritorno del ricircolo. Il ricampionamento comprende i tre punti positivi e qualche punto di controllo. Se i positivi si fossero trovati sulla mandata e sul fondo del bollitore, l'intervento avrebbe dovuto riguardare l'intera produzione di acqua calda.

Strutture sanitarie e utenti fragili: obiettivi più severi

Nelle strutture che ospitano persone ad alto rischio, come reparti ospedalieri con pazienti immunodepressi, l'impostazione delle Linee guida 2015 è più severa: l'obiettivo tende all'assenza di Legionella nei punti che servono i pazienti più vulnerabili, e anche concentrazioni basse richiedono attenzione. Il valore di 1000 UFC/L, in questi contesti, non va letto come un margine di tolleranza.

Anche nelle RSA e nelle case di riposo la fragilità degli ospiti sposta verso il basso la soglia di intervento pratica. Le indicazioni specifiche sono raccolte nelle guide su Legionella in ospedali e strutture sanitarie e su Legionella in RSA e case di riposo.

Ricampionamento e chiusura del caso

Il ricampionamento è ciò che dimostra il rientro. Va eseguito con le stesse modalità del prelievo originale, sugli stessi punti, così che i risultati siano confrontabili. Prelevare subito dopo uno shock termico o un'iperclorazione dà spesso un risultato negativo che non rappresenta l'impianto in esercizio: il campione va raccolto quando le condizioni sono tornate normali.

Un singolo esito negativo dopo la bonifica non chiude il problema se la causa non è stata rimossa. È prudente programmare un ulteriore controllo a distanza di qualche settimana e ridefinire nella valutazione del rischio la frequenza dei campionamenti successivi, come descritto nella guida su ogni quanto analizzare la Legionella in hotel.

Le analisi di ricampionamento si ordinano come ricerca Legionella in acqua sanitaria, eseguita da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025 secondo UNI EN ISO 11731: le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

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Domande frequenti

Se supero 1000 UFC/L devo chiudere la struttura?
Non automaticamente. Per gli impianti idrici le Linee guida 2015 prevedono azioni graduate: verifica delle misure, disinfezione, ricampionamento e revisione della valutazione del rischio, con limitazioni d'uso dei punti interessati quando necessario. La chiusura immediata è prevista per le vasche idromassaggio oltre 1000 UFC/L. In presenza di casi le decisioni si prendono con l'ASL.
Sotto 1000 UFC/L posso stare tranquillo?
Non del tutto. Le Linee guida 2015 chiedono verifiche già sopra 100 UFC/L, e la direttiva europea ricorda che le azioni di gestione possono servire anche sotto il valore di parametro, per esempio in presenza di casi. Nelle strutture con utenti fragili l'obiettivo è più severo. Un valore basso ma in crescita tra due campagne è un segnale da non trascurare.
Conta di più la Legionella spp. o la Legionella pneumophila?
Le soglie si applicano alla Legionella spp., cioè al genere nel suo insieme. L'identificazione di Legionella pneumophila e del sierogruppo aiuta però a valutare il rischio: il sierogruppo 1 è il più frequentemente associato ai casi. Nelle strutture sanitarie e nelle indagini su casi l'identificazione è particolarmente utile, anche per confrontare ceppi ambientali e clinici.
Quanto tempo serve per avere il risultato del ricampionamento?
Il metodo colturale UNI EN ISO 11731 richiede diversi giorni di incubazione e la conferma delle colonie sospette, quindi il risultato definitivo arriva in genere dopo oltre una settimana dal prelievo. Se serve un'indicazione più rapida dopo una bonifica, si può affiancare un metodo molecolare, tenendo presente che non sostituisce la coltura nel confronto con i valori di riferimento.

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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)

Ultimo aggiornamento: 2026-10-16 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org