Chi può fare il campionamento della Legionella e come avviene
Chi può eseguire il campionamento
Le Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi del 2015 prevedono che i campionamenti siano eseguiti da personale adeguatamente formato, che conosca l’impianto, le procedure di prelievo e le precauzioni per la propria sicurezza, perché il prelievo stesso può generare aerosol. In pratica il campionamento è affidato a tecnici del laboratorio, a tecnici di società specializzate o a figure interne alla struttura con formazione documentata. Per le strutture sanitarie, le RSA, le strutture ricettive e le torri evaporative, dove il campionamento fa parte di un piano di controllo, il prelievo autonomo con kit da parte di personale non formato non è una scelta adeguata. Se il laboratorio è accreditato anche per il campionamento, il prelievo rientra nelle attività valutate da ACCREDIA.
Come si scelgono i punti di prelievo
I punti derivano dalla valutazione del rischio e dallo schema dell’impianto. Per le reti di acqua calda sanitaria i punti tipici sono la mandata dalla produzione, il ritorno del ricircolo, il fondo dei serbatoi di accumulo e un numero di terminali rappresentativi, scelti tra i più lontani dalla produzione, quelli poco utilizzati e quelli in aree con utenti fragili. Per l’acqua fredda si campionano serbatoi e terminali distali, soprattutto dove la temperatura può superare i 20 °C. Nelle strutture con più edifici o colonne, i punti vanno distribuiti per coprire ogni ramo. Altri impianti, come torri evaporative, vasche idromassaggio, fontane decorative e umidificatori, hanno punti di prelievo propri.
Primo getto o dopo scorrimento: due domande diverse
Dallo stesso rubinetto si possono prelevare campioni con significati diversi. Il campione di primo getto, raccolto subito all’apertura senza disinfettare il terminale, rappresenta l’acqua e il biofilm del terminale e dell’ultimo tratto: è quello che respira l’ospite che apre la doccia. Il campione dopo scorrimento, raccolto dopo aver lasciato fluire l’acqua e, a seconda della procedura, aver disinfettato la bocca del terminale, rappresenta l’acqua circolante nella rete. Confrontarli aiuta a capire se la contaminazione è localizzata nei terminali, da risolvere con pulizia o sostituzione di soffioni e rompigetto, o diffusa nell’impianto. Il tipo di campione va sempre annotato nel verbale.
Volumi, tamponi, temperatura e trasporto
Per l’acqua si preleva in genere almeno un litro in contenitori sterili, con tiosolfato di sodio se l’acqua contiene disinfettanti, così da bloccarne l’azione. Accanto ai campioni d’acqua si possono eseguire tamponi sulle superfici interne di soffioni, rompigetto e terminali, utili a documentare il biofilm. Al momento del prelievo si misura la temperatura dell’acqua, e per i campioni dopo scorrimento la temperatura raggiunta: è un’informazione essenziale per interpretare il risultato. I campioni vanno trasportati al riparo dalla luce e nelle condizioni di temperatura previste dalla procedura, e consegnati al laboratorio in tempi brevi, in modo che l’analisi inizi entro i tempi indicati dalla norma.
Il verbale di campionamento
Un verbale completo riporta: struttura e indirizzo, data e ora, operatore, identificazione univoca di ogni punto (piano, stanza, tipo di terminale), tipo di campione (primo getto, dopo scorrimento, tampone), temperatura misurata, eventuale presenza di disinfettante residuo, condizioni anomale osservate (terminale incrostato, acqua torbida, punto inutilizzato da tempo). Queste informazioni servono a chi legge il Rapporto di Prova per collegare ogni risultato a un punto preciso e decidere le azioni. Senza il verbale, un risultato di 10.000 UFC/L “in una doccia del secondo piano” è difficile da trasformare in un intervento mirato.
Dal prelievo al Rapporto di Prova
Il laboratorio esegue la ricerca di Legionella secondo UNI EN ISO 11731, con trattamenti del campione per ridurre la flora interferente, semina su terreni selettivi, incubazione e conferma delle colonie sospette; i tempi complessivi sono di più giorni. Il Rapporto di Prova riporta per ogni punto la concentrazione in UFC/L e, quando richiesto, la sierotipizzazione, da confrontare con le soglie di intervento delle Linee guida. Le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025: prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
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Domande frequenti
- Posso prelevare da solo i campioni per la Legionella?
- Per un piano di controllo in strutture ricettive, sanitarie o con torri evaporative no: le Linee guida richiedono personale formato. Un prelievo non corretto rende il risultato poco interpretabile.
- Quanti punti vanno campionati?
- Dipende dall’impianto e dalla valutazione del rischio: per l’acqua calda si considerano almeno mandata, ricircolo, fondo dei serbatoi e terminali rappresentativi; per l’acqua fredda serbatoi e punti distali.
- Perché si misura la temperatura al momento del prelievo?
- Perché la temperatura spiega molti risultati: un terminale che non raggiunge i 50 °C è un indizio di zona favorevole alla crescita, e il dato orienta gli interventi sull’impianto.
- Si possono prelevare i campioni dopo una disinfezione?
- Per verificare l’efficacia di una disinfezione, il prelievo va eseguito dopo che il disinfettante residuo è stato neutralizzato o si è esaurito, secondo la procedura. Campioni prelevati con disinfettante attivo e senza neutralizzante danno falsi negativi.
- Il campionamento può essere fatto dal manutentore dell’impianto?
- Sì, se è formato e segue la procedura prevista. È però preferibile che il campionamento non sia affidato alla stessa persona che ha eseguito l’intervento da verificare, per evitare conflitti di interesse.
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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-14 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org