Campionamento accreditato: perché conta quanto l’analisi
Campionamento e analisi: perché entrambi contano
L’analisi misura ciò che c’è nel campione; il campionamento determina cosa entra nel campione. Una prova secondo UNI CEI EN ISO/IEC 17025 dà un dato preciso, ma solo sul materiale ricevuto. Se il prelievo avviene nel punto sbagliato, con contenitori non idonei o senza rispettare tempi e temperature, il campione non è rappresentativo e il risultato perde significato. Per questo le norme disciplinano il campionamento con lo stesso rigore delle prove.
UNI EN ISO 19458 (acque) e UNI EN ISO 18593 (superfici)
La UNI EN ISO 19458 definisce le modalità di campionamento delle acque destinate al consumo umano (scelta del punto, trattamento del rubinetto, scarto dell’acqua di ristagno, volumi, contenitori sterili, temperatura e tempo di consegna). La UNI EN ISO 18593 stabilisce le tecniche di campionamento delle superfici per la ricerca di microrganismi. Il rispetto di queste norme garantisce che il dato rifletta la reale condizione del punto campionato.
Catena di custodia: quando serve
La catena di custodia è il registro che accompagna il campione dal prelievo alla consegna: identità del campionatore, data, ora, luogo, condizioni di conservazione. Per usi ufficiali (relazioni ad autorità sanitarie, contenziosi, verifiche ispettive, HACCP soggetto a controllo) è indispensabile per attribuire valore probatorio al Rapporto di Prova. In sua assenza, anche un dato preciso può essere contestato.
Kit fai-da-te o tecnico qualificato?
Il campionamento autonomo con kit è pratico e sufficiente per indicazioni orientative o monitoraggi interni non soggetti a obblighi. Per usi ufficiali (verifica del D.Lgs. 18/2023, sorveglianza Legionella in strutture sanitarie o ricettive, autocontrollo HACCP professionale) è necessario un tecnico qualificato che esegua il prelievo secondo le norme e ne documenti le fasi. Il laboratorio partner indica la modalità prevista e, ove necessario, organizza il sopralluogo.
Rischi di un campionamento scorretto
Un prelievo non conforme può dare falsi negativi (campione conforme mentre la matrice reale è contaminata) o falsi positivi, con bonifiche inutili. Un tampone eseguito dopo la pulizia ordinaria anziché a fine produzione distorce il quadro igienico; per la Legionella, un prelievo dal punto sbagliato o con temperatura di trasporto errata può far risultare negativo un impianto contaminato. Questi errori non sono rilevabili dal laboratorio alla ricezione.
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Domande frequenti
- Il Rapporto di Prova vale se il campionamento l’ho fatto io?
- Il Rapporto di Prova documenta le prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Per usi ufficiali con valore probatorio, però, la validità dipende anche dalla conformità del campionamento alle norme e dalla catena di custodia. Per un campionamento autonomo a uso informale il dato resta attendibile sul campione ricevuto. Confrontati con il laboratorio prima dell’ordine.
- Qual è la norma per il campionamento dell’acqua del rubinetto?
- La UNI EN ISO 19458, che stabilisce le procedure per il campionamento delle acque destinate al consumo umano (trattamento del punto di prelievo, scarto dell’acqua di ristagno, contenitori sterili, tempi e temperature). Il kit fornito è progettato per facilitarne il rispetto anche in autonomia.
- Quando è obbligatorio il tecnico per la Legionella?
- Per la sorveglianza in strutture sanitarie, ricettive o in torri evaporative soggette a Linee guida, il campionamento va eseguito da personale tecnico qualificato con catena di custodia. Il prelievo autonomo non è generalmente accettato per i piani di sorveglianza obbligatori; il laboratorio partner organizza il sopralluogo.
Ultimo aggiornamento: 2026-06-21