MOCA: cosa sono e quando servono le analisi di migrazione
Cosa rientra nei MOCA
La definizione è ampia: è un MOCA qualunque materiale destinato a entrare in contatto con alimenti, o che ragionevolmente ci entrerà nell’uso normale. Rientrano imballaggi primari, vaschette, bottiglie e tappi, film e sacchetti, carta da forno e cartoni per pizza, pentole, posate, taglieri, contenitori per l’asporto, guarnizioni e tubazioni di impianti alimentari, nastri trasportatori, superfici di macchine. Plastica, carta e cartone, metalli e leghe, vetro, ceramica, gomma, silicone, legno, sughero e materiali attivi e intelligenti sono tutte famiglie di MOCA. Sui prodotti venduti al pubblico l’idoneità è indicata con la dicitura «per alimenti» o con il simbolo del bicchiere e della forchetta.
Le regole: un quadro a più livelli
Il Regolamento (CE) 1935/2004 fissa i principi generali per tutti i MOCA: inerzia, etichettatura, rintracciabilità e, dove previsto, dichiarazione di conformità. Il Regolamento (CE) 2023/2006 impone le buone pratiche di fabbricazione. Alcuni materiali hanno misure specifiche europee: la plastica con il Regolamento (UE) 10/2011, la plastica riciclata con il Regolamento (UE) 2022/1616, la ceramica con la direttiva 84/500/CEE per piombo e cadmio, i materiali attivi e intelligenti con il Regolamento (CE) 450/2009. Per i materiali non armonizzati a livello europeo, come carta, gomma e acciaio inossidabile, in Italia restano in vigore le disposizioni nazionali del D.M. 21 marzo 1973. Il D.Lgs. 29/2017 prevede le sanzioni.
La dichiarazione di conformità
Per i materiali con misure specifiche, come la plastica, ogni passaggio della filiera — produttore della materia prima, trasformatore, chi assembla l’oggetto finito — deve fornire al cliente una dichiarazione scritta di conformità. Il documento indica la normativa rispettata, le sostanze soggette a restrizioni e le condizioni d’uso per cui il materiale è idoneo: tipo di alimento, temperatura e durata massima del contatto, rapporto superficie/volume. Le analisi di migrazione sono la documentazione di supporto su cui si basa la dichiarazione. Un operatore alimentare che riceve vaschette o film senza dichiarazione di conformità, o con condizioni d’uso diverse dal proprio impiego, non ha la garanzia che il materiale sia adatto.
Chi deve occuparsene
Il produttore del MOCA è il primo responsabile della conformità e deve disporre della documentazione di supporto. L’importatore, soprattutto da Paesi extra UE, assume la responsabilità di immettere sul mercato europeo un materiale conforme e deve poterlo dimostrare. Il distributore deve verificare che i prodotti siano accompagnati dalla documentazione prevista. L’operatore alimentare che confeziona o serve cibo deve usare materiali idonei e rispettarne le condizioni d’uso: per esempio, una vaschetta dichiarata per alimenti freddi non va usata per piatti caldi. In Italia gli stabilimenti che producono o distribuiscono MOCA sono tenuti a comunicare la propria attività all’autorità sanitaria competente.
Quando servono le analisi
I casi più frequenti sono: lancio di un nuovo materiale o di un nuovo oggetto; cambio di formulazione, di pigmenti, di adesivi o di fornitore di materia prima; aggiornamento della dichiarazione di conformità; importazione di articoli da Paesi terzi senza documentazione affidabile; richieste di clienti della GDO o dell’industria alimentare; verifica a campione di forniture da parte dell’operatore alimentare; impiego in condizioni più severe di quelle dichiarate, come microonde, forno o riempimento a caldo. Le analisi vanno impostate sul materiale, sul tipo di alimento e sulle condizioni reali di contatto, che determinano simulanti, tempi e temperature di prova.
Le prove principali per materiale
Per la plastica le prove cardine sono la migrazione globale, che misura la cessione complessiva, e la migrazione specifica delle sostanze con limiti dedicati: la differenza tra le due è spiegata nella guida dedicata. Per ceramica e vetro decorato si misura la cessione di piombo e cadmio, che può derivare da smalti e decorazioni. Per acciaio e altri metalli si valuta il rilascio di elementi come cromo, nichel e manganese. Per carta e cartone si verificano i requisiti nazionali e, quando la carta è riciclata o stampata, possibili contaminanti come oli minerali o componenti degli inchiostri. Le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore, ed esito nel Rapporto di Prova.
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Domande frequenti
- Il simbolo del bicchiere e della forchetta basta a dimostrare la conformità?
- Indica che il materiale è destinato al contatto con alimenti. Per i professionisti conta anche la dichiarazione di conformità, che specifica alimenti e condizioni d’uso ammessi.
- Un ristorante deve analizzare i contenitori per l’asporto?
- Di norma deve acquistare materiali idonei, con documentazione, e usarli come previsto. L’analisi è utile in caso di dubbi, forniture senza documenti o usi diversi, come il contatto con cibi caldi.
- Ho importato posate da un Paese extra UE: cosa devo fare?
- Come importatore devi poter dimostrare la conformità. Se il fornitore non fornisce documentazione affidabile, le analisi di cessione sono il modo per costruirla.
- Il vetro va analizzato?
- Il vetro semplice è molto inerte. Le verifiche riguardano soprattutto vetro decorato o smaltato nella zona di contatto con labbra o alimenti, per piombo e cadmio.
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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-14 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org