Ogni quanto fare l’analisi della Legionella in hotel e strutture ricettive
La risposta breve: la frequenza la decide la valutazione del rischio
Le Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi, approvate in Conferenza Stato-Regioni il 7 maggio 2015, non fissano un numero di analisi all'anno valido per ogni struttura ricettiva. Chiedono al gestore di valutare il rischio del proprio impianto idrico e di definire, in quel documento, le misure di controllo e i campionamenti necessari. Un albergo di 15 camere con caldaia istantanea e un resort con centrale termica, ricircolo e piscina coperta hanno quindi calendari diversi, entrambi corretti se motivati.
Quello che è fissato è la cadenza di revisione: la valutazione del rischio va aggiornata almeno ogni due anni e comunque ogni volta che cambia qualcosa di rilevante, come una ristrutturazione, una nuova caldaia, l'apertura di un'ala o un risultato positivo. Per le vasche idromassaggio a uso collettivo le Linee guida indicano invece un campionamento per Legionella ogni tre mesi: è uno dei pochi casi in cui la frequenza è scritta in modo esplicito.
Le Regioni possono avere recepito le Linee guida con indicazioni proprie, e Ministero della Salute e ISS hanno annunciato nel 2025 un aggiornamento del documento nazionale. A ottobre 2026 il riferimento operativo resta il testo del 2015: prima di impostare il calendario conviene verificare anche le eventuali disposizioni della propria Regione e dell'ASL competente.
Hotel e D.Lgs. 18/2023: cosa è cambiato
Il D.Lgs. 18/2023, che ha recepito la direttiva europea sulle acque destinate al consumo umano, inserisce le strutture ricettive alberghiere tra gli edifici prioritari dell'Allegato VIII. Per questi edifici il gestore della distribuzione idrica interna deve valutare e gestire il rischio legato all'impianto interno, e la Legionella è uno dei parametri di riferimento dell'Allegato I, Parte D, con un valore di 1000 UFC/L.
In pratica le due fonti lavorano insieme. Le Linee guida 2015 spiegano come fare la valutazione del rischio, quali punti campionare e cosa fare in base alle concentrazioni trovate; il decreto rende la gestione del rischio dell'impianto interno un obbligo di legge per gli edifici prioritari. Il significato del valore di 1000 UFC/L e le azioni previste al superamento sono spiegati nella guida sulla soglia di 1000 UFC/L per la Legionella.
Per un approfondimento sul quadro normativo dedicato al settore trovi una scheda su Legionella e strutture ricettive.
Quando campionare comunque, al di là del calendario
Accanto ai controlli periodici esistono situazioni in cui un campionamento è opportuno in ogni caso, perché cambiano le condizioni dell'impianto o perché serve una prova che un intervento abbia funzionato. Inserirle per iscritto nella valutazione del rischio evita di doverle decidere sotto pressione.
- Riapertura dopo una chiusura stagionale o un lungo periodo di bassa occupazione: l'acqua ferma favorisce la crescita batterica. I tempi e le attività sono descritti nella checklist di riapertura per hotel e B&B.
- Messa in esercizio di un impianto nuovo o di una parte ristrutturata, come un nuovo piano o una nuova centrale termica.
- Dopo una disinfezione termica o chimica, lasciando all'impianto il tempo di tornare alle condizioni normali di esercizio prima del prelievo.
- Dopo un risultato superiore alle soglie di attenzione, per verificare il rientro dopo le azioni correttive.
- Quando le temperature registrate restano ripetutamente fuori obiettivo nonostante le regolazioni.
- In presenza di un caso sospetto o accertato di legionellosi associato al soggiorno: in questo caso il campionamento si coordina con l'ASL che conduce l'indagine.
Esempio di come la valutazione del rischio modula la frequenza
La tabella che segue non riproduce un obbligo di legge: mostra come una valutazione del rischio può tradurre le caratteristiche dell'impianto in un calendario ragionevole. I fattori che spingono verso controlli più ravvicinati sono gli accumuli di acqua calda, il ricircolo esteso, i tratti poco usati, gli ospiti fragili, le vasche idromassaggio e uno storico di positività.
| Profilo della struttura | Fattori di rischio principali | Impostazione tipica dei campionamenti |
|---|---|---|
| B&B o affittacamere con scaldabagni nelle camere | Accumuli piccoli, camere vuote per giorni | Controllo alla riapertura e almeno una campagna annuale sui punti critici |
| Hotel annuale con centrale termica e ricircolo | Rete estesa, accumuli, tratti lontani | Campagne periodiche distribuite nell'anno, decise nella valutazione del rischio |
| Hotel stagionale | Mesi di fermo, acqua stagnante | Campionamento di verifica prima dell'apertura e almeno uno a metà stagione |
| Struttura con SPA o vasche idromassaggio | Aerosol, acqua calda a 30-40 °C | Vasche ogni tre mesi come da Linee guida, più i controlli sulla rete |
| Qualsiasi struttura con positività recenti | Colonizzazione documentata | Ricampionamenti ravvicinati fino a esiti stabili, poi revisione del calendario |
Le vasche e le piscine hanno regole proprie, approfondite nella guida su Legionella in piscine, SPA e vasche idromassaggio. Per i B&B e le strutture extralberghiere esiste una guida dedicata con un piano annuale per B&B e affittacamere.
Quanti punti campionare a ogni controllo
La frequenza da sola non basta: un'analisi su un solo rubinetto dice poco sull'intero impianto. Le Linee guida 2015 indicano, per ogni rete di acqua calda, il prelievo alla mandata o al punto più vicino alla produzione, al ritorno del ricircolo, sul fondo degli accumuli e su almeno tre punti rappresentativi, cioè i terminali più lontani e più freddi. Per l'acqua fredda indicano almeno due punti rappresentativi, scelti tra i più lontani e i più caldi, oltre al fondo dell'eventuale serbatoio.
Esempio: hotel di 40 camere su quattro piani
Esempio: un hotel di 40 camere con una centrale termica, un bollitore di accumulo, un anello di ricircolo e un serbatoio di acqua fredda. Una campagna completa comprende mandata e ritorno del ricircolo, il fondo del bollitore, tre docce scelte tra il piano più alto e le camere più distanti dalla centrale, due rubinetti di acqua fredda lontani dal serbatoio e il fondo del serbatoio: nove campioni. Se l'hotel ha due centrali termiche separate, i punti si ripetono per ciascuna rete.
I criteri per scegliere i punti, la differenza tra campione di primo getto e dopo scorrimento e il contenuto del verbale sono descritti nella guida su chi esegue il campionamento della Legionella e come.
Tra un'analisi e l'altra: temperature, flussaggi, registro
Le analisi verificano l'efficacia delle misure di controllo, non le sostituiscono. Le Linee guida indicano come riferimento l'acqua calda accumulata ad almeno 60 °C, l'acqua calda ai punti d'uso ad almeno 50 °C e l'acqua fredda sotto i 20 °C. La misura periodica delle temperature in centrale e ai terminali più lontani è il controllo più economico e più frequente che un hotel possa fare.
Le camere libere sono il punto debole delle strutture ricettive: l'acqua resta ferma nelle tubazioni di collegamento e nei soffioni. Un flussaggio periodico dei terminali delle camere non occupate, con frequenza definita nella valutazione del rischio, e sempre prima di assegnare una camera rimasta chiusa, riduce il ristagno. Pulizia e disincrostazione di soffioni e rompigetto vanno programmate in base alla durezza dell'acqua.
Come impostare e leggere le temperature è spiegato nella guida sull'acqua calda sanitaria e il controllo della temperatura. Un registro aggiornato con date, temperature, flussaggi e interventi è la prova che la frequenza scelta per le analisi poggia su una gestione quotidiana reale.
Un calendario annuale di esempio
Esempio: hotel annuale di 40 camere, senza SPA, con ricircolo e nessuna positività negli ultimi due anni. Una possibile impostazione, da adattare alla propria valutazione del rischio:
| Periodo | Attività | Chi la svolge |
|---|---|---|
| Ogni settimana | Flussaggio delle camere libere, registrazione | Personale interno |
| Ogni mese | Temperature di mandata, ritorno e due terminali lontani | Manutentore |
| Ogni tre-sei mesi | Disincrostazione di soffioni e rompigetto | Manutentore |
| Due campagne all'anno | Campionamento Legionella sui punti della valutazione del rischio | Tecnico del laboratorio |
| Ogni anno | Pulizia e ispezione del bollitore e del serbatoio | Ditta specializzata |
| Almeno ogni due anni | Revisione della valutazione del rischio | Responsabile designato |
Se una campagna dà esiti sopra le soglie di attenzione, il calendario si stringe: si interviene, si ricampiona per verificare il rientro e si aggiorna la valutazione del rischio. Se gli esiti restano stabilmente bassi per più anni, la valutazione può motivare una frequenza diversa.
Errori frequenti e cosa conservare per i controlli
In occasione di un controllo dell'ASL o di un'indagine su un caso, le criticità più comuni non riguardano il numero di analisi ma la loro coerenza: campionamenti tutti sullo stesso rubinetto della reception, prelievi eseguiti subito dopo una disinfezione, valutazione del rischio ferma da anni nonostante una ristrutturazione, esiti positivi senza traccia delle azioni conseguenti.
Il fascicolo da tenere pronto comprende la valutazione del rischio con la data di revisione, la planimetria dei punti di prelievo, il registro di temperature e flussaggi, i verbali di manutenzione e disinfezione e i Rapporti di Prova. Le analisi ordinate tramite la piattaforma sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore; il metodo di riferimento è la UNI EN ISO 11731.
Per le strutture che vogliono riunire campionamento e analisi dei punti critici in un'unica soluzione è disponibile il pacchetto Legionella per strutture ricettive; i singoli punti aggiuntivi si possono ordinare come ricerca Legionella in acqua sanitaria. Il testo delle Linee guida 2015 è pubblicato sul sito del Ministero della Salute.
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Domande frequenti
- C'è un numero minimo di analisi Legionella all'anno per un hotel?
- A livello nazionale no: le Linee guida 2015 rimandano alla valutazione del rischio, che deve indicare quante campagne fare e su quali punti. Sono fissate la revisione della valutazione almeno ogni due anni e il campionamento trimestrale delle vasche idromassaggio. Alcune Regioni hanno dato indicazioni proprie, quindi conviene verificare anche le disposizioni regionali e dell'ASL competente.
- Un B&B con tre camere deve fare le analisi della Legionella?
- Le Linee guida non prevedono esenzioni per le strutture piccole: cambia la complessità della valutazione del rischio, non il principio. In un B&B il documento può essere breve, ma deve descrivere impianto, scaldabagni o bollitori, periodi di chiusura e misure adottate. Un controllo analitico alla riapertura e sui punti più critici è la scelta più comune per documentare che le misure funzionano.
- Dopo una disinfezione quando si ripete l'analisi?
- Il prelievo di verifica non va eseguito subito dopo lo shock termico o chimico, perché il risultato non rappresenterebbe le condizioni normali di esercizio. Si lascia all'impianto il tempo di stabilizzarsi e si campionano almeno i punti risultati positivi. Le tempistiche precise vanno definite con il responsabile della valutazione del rischio e con il laboratorio.
- Se gli esiti sono sempre negativi posso ridurre i campionamenti?
- Sì, se la valutazione del rischio lo motiva: una serie storica di esiti bassi, temperature stabili e nessuna modifica all'impianto possono giustificare un calendario meno fitto. La riduzione va scritta nel documento con le ragioni, e la frequenza va riportata al livello precedente se cambiano le condizioni, per esempio dopo lavori, cambi di gestione o un risultato positivo.
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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-16 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org