Legionella in palestre, piscine e spogliatoi
Perché i centri sportivi sono strutture a rischio
In un centro sportivo l’uso dell’acqua è concentrato in poche ore: picchi serali e nel fine settimana, ore di quasi inattività durante il giorno, chiusure estive o festive. Le docce degli spogliatoi producono molto aerosol e spesso sono dotate di miscelatori che portano l’acqua a temperature tiepide proprio vicino al terminale. Le vasche idromassaggio e le aree benessere aggiungono acqua calda nebulizzata. Gli utenti includono persone di tutte le età, a volte anziani e persone con patologie che frequentano corsi di attività motoria. Sono le condizioni che le Linee guida del 2015 indicano come rilevanti per la valutazione del rischio.
La mappa dei punti a rischio
Una mappa completa comprende: la centrale termica con bollitori e accumuli; il circuito di ricircolo dell’acqua calda; i miscelatori termostatici centralizzati o di zona; le docce degli spogliatoi, distinguendo quelle molto usate da quelle in spogliatoi secondari; i lavabi e le fontanelle; le vasche idromassaggio e le piscine riscaldate; il bagno turco e le docce emozionali dell’area benessere; le unità di trattamento aria con umidificazione; eventuali impianti di irrigazione dei campi esterni o nebulizzatori di raffrescamento. Ogni punto va associato a un responsabile e a una misura di controllo.
Docce e miscelatori: il nodo principale
I miscelatori termostatici proteggono dalle scottature, ma creano a valle tratti di tubazione in cui l’acqua è tiepida, ideale per la Legionella. Le Linee guida suggeriscono di posizionarli il più vicino possibile al punto di utilizzo e di includerli nei programmi di disinfezione periodica. I soffioni vanno smontati, disincrostati e disinfettati con regolarità, più spesso se l’acqua è dura. Negli spogliatoi poco usati, per esempio quelli dedicati a squadre o eventi, servono flussaggi programmati per evitare ristagni. Le temperature vanno misurate sia all’uscita della centrale sia ai terminali più lontani.
Piscine e vasche: un piano già esistente da integrare
L’acqua delle piscine a uso collettivo segue l’Accordo Stato-Regioni del 2003 e le norme regionali, con controlli di disinfettante, pH e parametri microbiologici. Questo piano copre la qualità dell’acqua di vasca, ma non la rete delle docce. Le vasche idromassaggio meritano un’attenzione supplementare per la Legionella, per la temperatura e l’aerosol prodotto: i controlli specifici, la frequenza dei ricambi e le procedure di pulizia di filtri e circuiti di bolle andrebbero integrati nella valutazione del rischio Legionella. Una guida dedicata approfondisce piscine, SPA e vasche idromassaggio.
Aria e area benessere
Le unità di trattamento aria che umidificano con acqua possono diventare una sorgente di aerosol se le vasche di raccolta della condensa o gli umidificatori non sono puliti. Il bagno turco, con generatore di vapore ad alta temperatura, è in genere meno critico dal punto di vista della crescita del batterio, ma le docce emozionali e i nebulizzatori dell’area benessere vanno trattati come terminali a rischio. Manutenzione e pulizia di questi componenti vanno registrate nello stesso programma di gestione dell’acqua sanitaria.
Chiusure estive e riaperture di settembre
Molti centri sportivi riducono l’attività in estate e riaprono a settembre con impianti rimasti fermi o poco usati per settimane. È il momento di massimo rischio: prima della riapertura servono pulizia dei terminali, eventuale disinfezione dell’impianto, flussaggio di tutte le docce e verifica delle temperature, seguiti da un campionamento di controllo con esiti disponibili prima del ritorno degli utenti. Lo stesso vale dopo lavori di manutenzione straordinaria sulla rete idrica.
Chi fa cosa: ruoli e registrazioni
Nei centri sportivi la gestione dell’acqua è spesso divisa tra più soggetti: il gestore dell’impianto, il manutentore della centrale termica, la ditta che tratta l’acqua delle piscine, il responsabile dell’area benessere. Senza un coordinamento qualcuno dà per scontato che un controllo lo faccia un altro. La valutazione del rischio dovrebbe indicare per ogni punto della mappa chi esegue la misura o l’intervento, con quale frequenza e dove viene registrato. Un unico registro, anche digitale, che raccolga temperature, flussaggi, pulizie dei soffioni, disinfezioni e Rapporti di Prova, rende il sistema verificabile da chiunque, compresa l’ASL.
Un programma di analisi coordinato
Il programma analitico può essere unico e distinguere tre linee: acqua di vasca, secondo le frequenze previste dalla normativa regionale per le piscine; ricerca di Legionella nell’acqua calda sanitaria nei punti indicati dalla valutazione del rischio, cioè accumuli, ricircolo, docce vicine e lontane, miscelatori; ricerca di Legionella nelle vasche idromassaggio e nei terminali dell’area benessere. Le analisi sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Per le docce degli impianti sportivi trovi anche una guida più specifica.
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Domande frequenti
- Il piano di controllo della piscina copre anche la Legionella delle docce?
- No. I controlli dell’acqua di vasca riguardano la piscina; la rete dell’acqua calda sanitaria che alimenta le docce richiede una valutazione del rischio Legionella specifica.
- I miscelatori termostatici aumentano il rischio?
- Possono creare tratti con acqua tiepida a valle del miscelatore. Vanno posizionati vicino ai terminali e inclusi nella manutenzione e nella disinfezione periodica.
- Cosa fare prima di riaprire dopo la pausa estiva?
- Pulizia dei soffioni, eventuale disinfezione, flussaggio di tutte le docce, verifica delle temperature e un campionamento di controllo con esiti disponibili prima della riapertura.
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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-14 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org