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UNI EN ISO 5667: campionamento delle acque

La serie UNI EN ISO 5667 raccoglie le norme su come progettare un campionamento d’acqua, come prelevare nelle diverse matrici (rete, pozzo, fiume, scarico) e come conservare il campione fino all’analisi. È il riferimento soprattutto per le analisi chimiche e per i controlli ambientali: un prelievo non conforme può invalidare il risultato anche se l’analisi è eseguita perfettamente.

Le parti principali della serie

La parte 1 riguarda la progettazione dei programmi e delle tecniche di campionamento; la parte 3 la conservazione e la manipolazione dei campioni; la parte 4 i laghi e gli invasi; la parte 5 l’acqua potabile da impianti di trattamento e reti; la parte 6 fiumi e corsi d’acqua; la parte 10 le acque reflue; la parte 11 le acque sotterranee; la parte 14 l’assicurazione qualità del campionamento ambientale. Esistono altre parti per fanghi, sedimenti e acque marine. Per la microbiologia si applica invece la UNI EN ISO 19458.

Conservazione: la parte 3

La UNI EN ISO 5667-3 è la parte più usata nella pratica: per ogni parametro indica il tipo di contenitore (vetro, polietilene, vetro scuro), il volume, l’eventuale conservante, la temperatura e il tempo massimo prima dell’analisi. Esempi: acidificazione per la determinazione dei metalli, contenitori pieni senza spazio di testa per i composti volatili, refrigerazione e tempi brevi per BOD e nutrienti, determinazione in campo o al più presto per pH, ossigeno disciolto e cloro residuo. Usare il contenitore sbagliato significa spesso dover ripetere il prelievo.

Acque potabili e di pozzo

Per la rete e gli impianti interni la scelta del punto e della modalità (primo getto o dopo scorrimento) dipende dall’obiettivo, soprattutto per metalli come piombo e nichel. Per i pozzi la parte 11 raccomanda lo spurgo prima del prelievo, fino alla stabilizzazione di parametri come temperatura, conducibilità e pH, così da campionare l’acqua della falda e non quella rimasta ferma nella colonna o nel serbatoio. Annotare profondità, pompa e condizioni del prelievo aiuta a confrontare i risultati nel tempo.

Acque reflue e scarichi

La parte 10 descrive campioni istantanei e compositi, manuali o con autocampionatori. Per la verifica dei limiti del D.Lgs. 152/2006 la norma italiana di riferimento chiede in generale un campione medio prelevato nell’arco di tre ore per gli scarichi industriali e un campione medio ponderato nelle 24 ore per gli impianti di depurazione urbani, salvo diverse prescrizioni dell’autorizzazione. Il prelievo si effettua al pozzetto di campionamento, immediatamente a monte del punto di immissione nel corpo recettore.

Pianificazione, catena di custodia e qualità

Un buon piano di campionamento definisce obiettivo, punti, frequenza, parametri, contenitori e responsabili. Per i controlli ambientali la parte 14 richiede controlli di qualità sul campionamento stesso, come bianchi di campo e duplicati. La catena di custodia (chi ha prelevato, quando, come è stato conservato, chi lo ha consegnato) è essenziale quando il dato può essere contestato da un’autorità o in un contenzioso. In Italia, accanto alla serie ISO, si usano anche i metodi APAT-IRSA (per esempio il metodo 1030 sul campionamento).

Cosa succede se il campionamento non è corretto

Un campione in un contenitore inadatto, senza conservante o consegnato oltre i tempi può portare a valori sottostimati (per esempio per volatili e nutrienti) o sovrastimati (per contaminazione del contenitore). Il laboratorio deve segnalarlo e può rifiutare il campione o accettarlo con riserva annotata sul Rapporto di Prova. In un controllo per un’autorizzazione allo scarico, un campionamento non conforme rende il dato difficilmente difendibile.

Campionamento e accreditamento

Il campionamento può essere incluso nel campo di accreditamento del laboratorio: in quel caso il prelievo è eseguito da personale qualificato secondo procedure verificate. Le analisi offerte sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore; il Rapporto di Prova indica sempre chi ha eseguito il prelievo.

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Settori interessati

Approfondimenti normativi

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Fonti

Domande frequenti

Perché è così importante come si preleva il campione?
Perché molti parametri cambiano dopo il prelievo: i volatili evaporano, i nutrienti vengono consumati dai batteri, i metalli si adsorbono sulle pareti. La serie ISO 5667 stabilisce contenitori, conservanti e tempi per evitarlo.
Quale parte della ISO 5667 si usa per un pozzo privato?
La parte 11 per le acque sotterranee, insieme alla parte 3 per la conservazione. Per la parte microbiologica dello stesso controllo si segue la UNI EN ISO 19458.
Cos’è un campione composito?
Un campione formato da più prelievi eseguiti nel tempo o in punti diversi e riuniti. Per gli scarichi serve a rappresentare l’andamento medio dello scarico nell’arco di tempo previsto dalla norma o dall’autorizzazione.

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14