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Carbonio organico totale (TOC) nell'acqua: cosa indica

Che cosa misura il TOC

Il carbonio presente in un campione d'acqua si divide in due famiglie. Il carbonio inorganico è quello di carbonati, bicarbonati e anidride carbonica disciolta, legato alla durezza e al pH. Il carbonio organico è quello delle molecole organiche: sostanze umiche derivate dalla decomposizione della vegetazione, residui di scarichi, prodotti di metabolismo microbico, contaminanti come solventi o idrocarburi.

Il TOC, dall'inglese Total Organic Carbon, è la somma di tutto il carbonio organico, espressa in mg/L di carbonio. Si distingue dal DOC (carbonio organico disciolto), che considera solo la frazione che passa attraverso un filtro, di solito a 0,45 µm. È una misura d'insieme: due acque con lo stesso TOC possono contenere sostanze completamente diverse, una innocua acqua ricca di humus e una contaminata da un solvente.

La scheda del glossario sul carbonio organico totale riassume definizione e unità di misura; qui si vede come usarlo in pratica.

Il TOC nell'acqua potabile

Nel D.Lgs. 18/2023, che recepisce la direttiva (UE) 2020/2184, il TOC è tra i parametri indicatori e non ha un valore limite numerico: il requisito è l'assenza di variazioni anomale. I parametri indicatori non sono soglie sanitarie: servono a segnalare che qualcosa nel sistema di fornitura è cambiato e va indagato. Il testo vigente è su Normattiva, la direttiva su EUR-Lex.

Nella stessa tabella compare l'ossidabilità, un parametro più vecchio che stima la sostanza organica attraverso il consumo di un ossidante chimico; la normativa la considera un'alternativa al TOC, che è la misura più diretta e ripetibile. La scheda sull'ossidabilità spiega il metodo.

In pratica un singolo valore di TOC su un'acqua di rubinetto dice poco. Diventa utile come serie: lo stesso punto misurato nel tempo, dove un aumento improvviso segnala un cambiamento della fonte, un trattamento che lavora peggio o un ingresso di sostanze organiche nella rete. Per orientarsi tra gli altri parametri vedi la guida su come leggere i parametri dell'acqua potabile.

TOC e sottoprodotti della disinfezione

Un motivo pratico per misurare il TOC prima della disinfezione è che la sostanza organica naturale è il principale precursore dei sottoprodotti che si formano quando il cloro reagisce con essa, come trialometani e acidi aloacetici. A parità di dose di cloro, un'acqua con più carbonio organico tende a formarne di più.

Per un piccolo gestore o per chi tratta acqua di pozzo o di sorgente con un proprio impianto di clorazione, il TOC in ingresso aiuta quindi a capire se un aumento di trialometani al rubinetto dipende dalla fonte o dal dosaggio. Seguire il TOC prima e dopo un filtro a carbone attivo è anche un modo semplice per capire quando il filtro sta perdendo efficacia.

Il legame tra sostanza organica, cloro e sottoprodotti è approfondito nella guida sui sottoprodotti della disinfezione nell'acqua potabile.

TOC, COD, BOD e ossidabilità: le differenze

Questi quattro parametri vengono spesso confusi perché tutti, in modi diversi, stimano la sostanza organica. Misurano però cose diverse e si usano in contesti diversi.

ParametroCosa misuraUnitàDove si usa soprattutto
TOCCarbonio legato a sostanze organichemg/L CAcqua potabile, acque tecniche, sorveglianza dei trattamenti, reflui
CODOssigeno consumato da un ossidante chimico fortemg/L O₂Acque reflue e scarichi
BOD₅Ossigeno consumato dai microrganismi in cinque giornimg/L O₂Acque reflue, biodegradabilità
OssidabilitàOssidante consumato in condizioni blandemg/L O₂Acqua potabile, in alternativa al TOC

Il TOC ha due vantaggi: si misura in pochi minuti e non usa reagenti tossici come il dicromato del COD. Per questo molti impianti lo usano per il monitoraggio continuo dei reflui, correlandolo al COD su base sperimentale. La correlazione però vale per quello specifico refluo e va verificata nel tempo; non si può applicare un fattore di conversione generico. COD e BOD sono spiegati nella guida su cosa sono COD e BOD.

Come leggere un valore di TOC

Senza un limite numerico, l'interpretazione si basa sul confronto. Alcuni scenari tipici:

SituazioneLettura possibileCosa fare
TOC stabile nel tempo nello stesso puntoSistema in equilibrioProseguire la sorveglianza
Aumento improvviso rispetto ai valori abitualiCambio della fonte, piogge intense, guasto di un trattamento, contaminazioneRipetere il prelievo e analizzare parametri specifici
TOC più alto al rubinetto che all'ingresso dell'edificioRilascio da materiali, biofilm, accumuliVerificare l'impianto interno
TOC alto in acqua di pozzoInfiltrazioni superficiali o sostanze organiche naturaliControllare indicatori microbiologici e nitrati
TOC in uscita da osmosi inversa in crescitaMembrane o pre-filtri da sostituireManutenzione dell'impianto

Esempio: un agriturismo con pozzo e cloratore misura il TOC ogni sei mesi e trova sempre valori simili. Dopo un autunno molto piovoso il valore raddoppia. Non è una non conformità, ma è il segnale per verificare subito la microbiologia e i trialometani al rubinetto, perché più sostanza organica significa più consumo di cloro e più sottoprodotti.

Per le acque trattate a osmosi, la guida sull'osmosi inversa domestica spiega quali controlli abbinare.

Come si determina e come si preleva

Il metodo di riferimento è descritto nella UNI EN 1484: il campione viene acidificato e strippato per eliminare il carbonio inorganico, poi la sostanza organica viene ossidata ad anidride carbonica per combustione catalitica ad alta temperatura o per ossidazione chimica e radiazione ultravioletta, e la CO₂ prodotta viene misurata con un rivelatore all'infrarosso. Per le acque superficiali e i reflui esistono anche metodi nazionali, raccolti nei metodi analitici APAT IRSA-CNR.

Il prelievo è più delicato di quanto sembri, perché si misurano concentrazioni basse e qualunque contaminazione organica falsa il risultato. Il laboratorio indica il contenitore, di solito vetro pulito, e le modalità di conservazione, in genere refrigerazione e analisi in tempi brevi. Vanno evitati contenitori di fortuna, tappi con guarnizioni non idonee e il contatto della bocca del contenitore con le dita.

Le analisi sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Per i reflui il TOC si può affiancare ai parametri dell'analisi delle acque reflue di scarico.

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Domande frequenti

Qual è il limite di TOC per l'acqua potabile?
Il D.Lgs. 18/2023 non fissa un valore numerico per il TOC: è un parametro indicatore con il requisito di assenza di variazioni anomale. Per questo un singolo dato va confrontato con lo storico dello stesso punto di prelievo. Un aumento netto rispetto ai valori abituali è il segnale per indagare la fonte e ripetere i controlli.
Un TOC elevato significa che l'acqua non è potabile?
Non da solo. Il TOC misura tutta la sostanza organica, che può essere di origine naturale e innocua. La potabilità si valuta sull'insieme dei parametri, in particolare quelli microbiologici e chimici con valore di legge. Un TOC alto è però un buon motivo per controllare microbiologia, trialometani e, nelle acque di pozzo, possibili infiltrazioni superficiali.
Che differenza c'è tra TOC e COD?
Il TOC misura il carbonio legato alle sostanze organiche, in mg/L di carbonio; il COD misura l'ossigeno consumato per ossidarle chimicamente, in mg/L di ossigeno. Il COD è il parametro tipico degli scarichi; il TOC è più rapido e senza reagenti tossici e si usa spesso per il monitoraggio, correlandolo al COD per ogni specifico refluo.
Si può misurare il TOC con un kit domestico?
No: servono strumenti dedicati capaci di separare il carbonio inorganico e misurare concentrazioni basse. Anche il prelievo richiede contenitori puliti forniti dal laboratorio, perché qualunque traccia di sostanza organica estranea altera il risultato. Per un controllo domestico ha più senso partire da un profilo di base dell'acqua potabile.

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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)

Ultimo aggiornamento: 2026-10-16 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org