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Analisi acqua di piscina

Questa analisi verifica se la disinfezione della vasca funziona: misura il cloro residuo e cerca Escherichia coli ed enterococchi intestinali, i due indicatori di contaminazione fecale. È pensata per gestori di piscine pubbliche, di hotel, campeggi e condomini che devono documentare l’autocontrollo. Ricevi un Rapporto di Prova con i valori misurati e il riferimento all’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003.

Tempi di risposta
7 giorni lavorativi
Modalità di campionamento
On-site
Riferimenti normativi
Accordo Stato-Regioni piscine 2003

Quando serve il controllo di laboratorio della piscina

L’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 (testo in Gazzetta Ufficiale n. 51 del 3 marzo 2003) impone al gestore delle piscine di categoria A (pubbliche, di hotel, campeggi, agriturismi, palestre) e B (condominiali) un sistema di autocontrollo documentato. Le misure di cloro e pH si fanno in loco più volte al giorno; le analisi di laboratorio servono a confermare, con un campione prelevato correttamente, che quei numeri si traducono in acqua igienicamente sicura.

La frequenza minima delle analisi di laboratorio non è nell’Accordo ma nella norma regionale di recepimento e nel tuo documento di autocontrollo. I momenti in cui un controllo esterno è particolarmente utile sono l’apertura stagionale, i picchi di affluenza, dopo un intervento sull’impianto di trattamento e dopo un incidente fecale in vasca. L’acqua che riempie e reintegra la vasca deve invece rispettare il D.Lgs. 18/2023 sulle acque destinate al consumo umano. Le categorie e le figure responsabili sono spiegate nella pagina sull’Accordo Stato-Regioni piscine.

Cosa misura questo profilo e cosa no

Il profilo è costruito sulla domanda più frequente del gestore: la disinfezione sta tenendo? Il cloro residuo dice quanto disinfettante è disponibile al momento del prelievo; Escherichia coli e enterococchi intestinali dicono se, nonostante il cloro, in vasca sopravvivono batteri di origine fecale.

ParametroCosa indicaRiferimento in vasca (Accordo 2003)
Cloro attivo liberoDisinfettante disponibile0,7–1,5 mg/L
Cloro combinatoClorammine da sudore e urinanon oltre 0,4 mg/L
Escherichia coliContaminazione fecaleassente nel volume analizzato
Enterococchi intestinaliContaminazione fecale, più resistenti di E. coliassenti nel volume analizzato

Le norme regionali possono precisare questi valori. Il profilo non include Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus: se ti servono, per esempio dopo segnalazioni di otiti o per una richiesta dell’ASL, scegli il profilo completo per piscina. Per vasche idromassaggio e SPA esiste un profilo dedicato.

Come avviene il prelievo e gli errori da evitare

Il campionamento è eseguito da un tecnico in vasca, in punti rappresentativi e lontano dalle bocchette di immissione. Per la microbiologia si usano contenitori sterili con tiosolfato, che neutralizza il cloro e blocca la sua azione tra prelievo e analisi; il cloro va invece misurato sul posto, perché cala nel giro di minuti.

Gli errori che più spesso rendono inutile un controllo sono:

  1. Prelevare subito dopo una superclorazione: il risultato fotografa una situazione che non è quella di esercizio.
  2. Campionare a vasca vuota la mattina presto, quando il carico di bagnanti è nullo.
  3. Prelevare vicino a una bocchetta di immissione, dove l’acqua è appena trattata.
  4. Usare contenitori senza tiosolfato o trasportare il campione non refrigerato.

Un prelievo nelle ore di maggiore affluenza dà l’informazione più utile per l’autocontrollo.

Come leggere il Rapporto di Prova e cosa fare se un valore è fuori

Il Rapporto di Prova riporta per ogni parametro il valore misurato, l’unità, il metodo e il riferimento normativo; le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore, indicato nel documento. Per leggerlo con metodo puoi seguire la guida su come leggere un Rapporto di Prova microbiologico.

Se trovi E. coli o enterococchi, la vasca va interdetta, disinfettata con un trattamento d’urto e riaperta solo dopo un nuovo esito conforme; ogni passaggio va annotato nel registro. Cloro libero basso con microbiologia conforme indica un margine di sicurezza ridotto: rivedi dosaggio e pH. Cloro combinato alto segnala ricambio d’acqua insufficiente. La guida sul cloro residuo in piscina entra nel dettaglio delle correzioni.

Esempio di piano per una piscina di hotel

Esempio: un hotel con una vasca esterna aperta da maggio a settembre. Il responsabile annota cloro e pH due volte al giorno con il kit DPD e programma un controllo di laboratorio all’apertura, uno a metà luglio e uno a fine agosto, più quelli richiesti dalla norma regionale. Con questo profilo ogni controllo costa €129 e il Rapporto di Prova arriva in circa 7 giorni dal prelievo.

Se il registro mostra cloro combinato spesso vicino a 0,4 mg/L, il gestore può alternare questo profilo con quello completo, aggiungendo Pseudomonas e stafilococchi nei mesi di massimo affollamento.

Domande frequenti

Il kit DPD che uso ogni giorno non basta per l’autocontrollo?
No, i due controlli hanno scopi diversi. Il kit DPD misura in tempo reale cloro e pH e serve a regolare il dosaggio. Non può dirti se in vasca sono presenti batteri fecali: per E. coli ed enterococchi serve una coltura di laboratorio su un campione prelevato in modo sterile. Il registro giornaliero e il Rapporto di Prova periodico si completano e vanno conservati insieme.
Perché il profilo cerca anche gli enterococchi oltre a E. coli?
Gli enterococchi intestinali resistono più a lungo di E. coli al cloro e all’ambiente acquatico. Trovarli senza E. coli può indicare una contaminazione fecale non recente o una disinfezione che funziona solo in parte. Avere entrambi gli indicatori riduce il rischio di un falso esito rassicurante e dà al gestore un’indicazione più completa su dove intervenire.
La piscina del condominio deve fare queste analisi?
Le piscine condominiali rientrano nella categoria B dell’Accordo del 2003, con obblighi in genere meno estesi di quelle aperte al pubblico. Le modalità concrete, comprese le frequenze delle analisi, dipendono dalla norma della tua Regione. Anche quando non c’è una frequenza fissata, un controllo all’apertura stagionale tutela l’amministratore in caso di contestazioni.
Cosa succede se l’analisi trova E. coli in vasca?
La vasca va chiusa ai bagnanti, trattata con una disinfezione d’urto e controllata nel funzionamento di filtri e ricircolo. Si ripete il campionamento e si riapre solo con esito conforme. Ogni passaggio, dalla chiusura alla riapertura, va registrato nel documento di autocontrollo, che è la prima cosa che l’ASL chiede in caso di verifica.