Pseudomonas aeruginosa in piscina: rischi e analisi
Che cos’è e perché si cerca in piscina
Pseudomonas aeruginosa è un batterio ambientale molto diffuso in acqua e suolo. A differenza di Escherichia coli o degli enterococchi non indica contaminazione fecale: vive bene in acqua anche povera di nutrienti, cresce anche oltre i 40 °C e forma facilmente biofilm, la pellicola mucosa che riveste le superfici sempre bagnate.
Nel biofilm il batterio è protetto dal disinfettante. Per questo può persistere in filtri, tubazioni, bocchette e guarnizioni anche quando il cloro misurato in vasca sembra corretto, e da lì rilasciarsi nell’acqua in modo intermittente. La sua ricerca serve proprio a capire se nell’impianto esistono zone che la disinfezione non raggiunge.
L’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 include Pseudomonas aeruginosa tra i parametri microbiologici dell’acqua di vasca, accanto a indicatori fecali, Staphylococcus aureus e carica batterica. Il valore di riferimento e la frequenza dei controlli sono fissati dall’Accordo e dalla normativa della propria Regione, che va sempre consultata: il quadro è riassunto nella pagina sui parametri di controllo delle acque di piscina.
Quali disturbi provoca
Nelle persone sane le infezioni da Pseudomonas legate all’acqua di balneazione sono in genere lievi ma fastidiose. Le più tipiche sono due.
- Follicolite: eruzione di piccole papule e pustole pruriginose, spesso nelle zone coperte dal costume, che compare da alcune ore a pochi giorni dopo il bagno. È associata soprattutto alle vasche idromassaggio, tanto da essere chiamata «follicolite da vasca calda».
- Otite esterna: infiammazione dolorosa del condotto uditivo, favorita dall’acqua che ristagna nell’orecchio, nota come «orecchio del nuotatore».
Sono descritte anche infezioni oculari, soprattutto in chi porta lenti a contatto, e infezioni di piccole ferite. Nelle persone immunodepresse, con ustioni o con fibrosi cistica il batterio può causare infezioni più gravi, e questo pesa nelle vasche riabilitative e nelle strutture sanitarie. Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sugli ambienti ricreativi acquatici indicano le vasche calde e idromassaggio come il contesto a maggior rischio.
Perché idromassaggi e vasche calde sono più a rischio
La stessa piscina può avere vasche con rischi molto diversi. Il volume ridotto, la temperatura elevata e l’alto carico di bagnanti per metro cubo rendono gli idromassaggi l’ambiente ideale per il batterio.
| Tipo di vasca | Fattori che favoriscono Pseudomonas | Punti critici |
|---|---|---|
| Vasca natatoria coperta | carico di bagnanti, ricircolo insufficiente | filtri, bordi sfioratori, vasca di compenso |
| Vasca all’aperto | luce solare che consuma cloro, foglie e terriccio | skimmer, pH variabile |
| Idromassaggio e minipiscina | acqua a 34–38 °C, poco volume, bolle che strippano il cloro | circuiti dell’aria e dei getti, cuscini, coperture |
| Vasca riabilitativa | acqua calda, utenti fragili | ausili, gradini, sollevatori |
| Scivoli e giochi d’acqua | tubazioni lunghe e a riposo notturno | circuiti di alimentazione |
Negli idromassaggi il punto più trascurato è il circuito dei getti: tubazioni che restano piene d’acqua tiepida quando la vasca è ferma e che il ricircolo ordinario disinfetta poco. Anche coperture e cuscini poggiatesta, se non puliti, ospitano biofilm. Il rischio Legionella negli stessi ambienti è trattato nella guida su Legionella in piscine, SPA e vasche.
Esito positivo: cosa fare
Un esito positivo non si risolve aumentando il cloro per qualche ora. Serve una sequenza che agisca sul biofilm e documenti il ritorno alla conformità, secondo il proprio documento di autocontrollo.
- Valuta con il responsabile della piscina l’interdizione della vasca interessata fino al ripristino, come previsto dalle procedure dell’Accordo e dalla norma regionale.
- Verifica i registri: pH, cloro libero e combinato e temperatura dei giorni precedenti spesso mostrano la causa.
- Correggi il pH, poi esegui una clorazione d’urto secondo procedura.
- Controlla e controlava i filtri; se il letto filtrante è vecchio o intasato, valutane la sostituzione.
- Negli idromassaggi, disinfetta i circuiti dei getti e dell’aria facendo circolare la soluzione, svuota la vasca e pulisci le superfici, i cuscini e le coperture.
- Riempi, ripristina i parametri e ricampiona prima di riaprire, documentando l’esito.
Esempio: un centro benessere con un idromassaggio da otto posti trova Pseudomonas due volte in un mese, con cloro sempre in range ma pH spesso a 7,8. In un caso così la causa più probabile è la combinazione di pH alto e circuiti dei getti mai disinfettati, non una carenza di cloro. Il ruolo del pH è spiegato nella guida sul pH dell’acqua.
Prevenzione nella gestione quotidiana
La prevenzione si basa sugli stessi strumenti della gestione ordinaria, applicati con più rigore nelle vasche calde.
- Misurare cloro libero, cloro combinato e pH più volte al giorno e annotarli nel registro.
- Mantenere il pH nell’intervallo previsto: con pH alto il cloro misurato disinfetta molto meno.
- Garantire il ricambio d’acqua e il ricircolo previsti, aumentandoli nei giorni di affluenza alta.
- Programmare la pulizia periodica dei circuiti degli idromassaggi e lo svuotamento della vasca con frequenza adeguata al carico.
- Imporre la doccia prima del bagno e limitare il numero di utenti contemporanei.
- Pulire sfioratori, griglie, bordi e superfici bagnate degli spogliatoi.
La differenza tra cloro libero e combinato, e come misurarli in vasca, è spiegata nella guida sul cloro residuo nell’acqua di piscina. Gli obblighi documentali del gestore sono raccolti nella guida sugli obblighi del gestore di piscina.
Come si preleva e si analizza
Il campione d’acqua di vasca si raccoglie in flaconi sterili contenenti tiosolfato, che neutralizza il cloro e blocca l’azione del disinfettante durante il trasporto. Il prelievo si esegue in vasca, lontano dalle bocchette di immissione, e va consegnato refrigerato nei tempi indicati dal laboratorio. Al momento del prelievo si misurano in campo cloro e pH.
La ricerca si esegue con il metodo di filtrazione su membrana della UNI EN ISO 16266, che prevede una fase di conferma delle colonie sospette. Il risultato è espresso in UFC per il volume analizzato, di norma 100 mL. L’acqua di approvvigionamento della piscina deve rispettare i requisiti del D.Lgs. 18/2023 sulle acque destinate al consumo umano.
L’analisi dell’acqua di piscina, profilo completo comprende Pseudomonas aeruginosa con cloro, E. coli e Staphylococcus aureus; per idromassaggi e SPA c’è l’analisi delle vasche idromassaggio. Le analisi sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore; l’esito è riportato nel Rapporto di Prova.
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Domande frequenti
- Pseudomonas in piscina significa che l’acqua è sporca?
- Non nel senso di contaminazione fecale: Pseudomonas aeruginosa è un batterio ambientale. La sua presenza indica però che in qualche punto dell’impianto, di solito filtri, tubazioni o circuiti degli idromassaggi, si è formato un biofilm che la disinfezione non raggiunge. È quindi un segnale di gestione da correggere, non un dato da ignorare.
- Che sintomi dà Pseudomonas dopo un bagno in idromassaggio?
- Il disturbo più tipico è la follicolite: piccole papule rosse e pruriginose, spesso nelle zone coperte dal costume, che compaiono da poche ore a qualche giorno dopo il bagno. Frequente anche l’otite esterna, con dolore all’orecchio. Di solito sono forme lievi, ma vanno valutate dal medico, soprattutto in persone fragili.
- Basta aumentare il cloro per eliminare Pseudomonas?
- Di solito no. Il batterio è protetto dal biofilm di filtri e tubazioni, e se il pH è alto il cloro in più disinfetta poco. Servono correzione del pH, clorazione d’urto secondo procedura, controlavaggio o sostituzione dei filtri e, negli idromassaggi, disinfezione dei circuiti dei getti. Poi si ricampiona per verificare il risultato.
- Ogni quanto si cerca Pseudomonas nelle piscine?
- La frequenza delle analisi di laboratorio è stabilita dall’Accordo Stato-Regioni del 2003, dalla normativa regionale e dal documento di autocontrollo della piscina, e varia con il tipo di impianto. Negli idromassaggi e nelle vasche calde conviene prevedere controlli più ravvicinati e un ricampionamento dopo ogni esito positivo o intervento straordinario.
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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-16 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org