Acque di piscina: parametri e controlli
Per gestire una piscina devi tenere sotto controllo due famiglie di parametri: quelli chimici del trattamento (pH, cloro libero e combinato, acido isocianurico se usi cloro stabilizzato) e quelli microbiologici che verificano se la disinfezione funziona (E. coli, enterococchi, Pseudomonas aeruginosa, Staphylococcus aureus, carica batterica). Qui trovi cosa indica ciascuno, dove prelevare e come reagire a un risultato fuori range.
Tre acque, tre punti di prelievo
Il sistema normativo distingue l’acqua di approvvigionamento (quella che riempie e reintegra la vasca, che deve essere potabile), l’acqua di immissione (dopo filtrazione e trattamento, in uscita verso la vasca) e l’acqua di vasca (quella in cui nuotano i bagnanti). Il campione di vasca va prelevato in punti rappresentativi, lontano dalle bocchette di immissione, a una certa profondità sotto la superficie; quello di immissione dal rubinetto di prelievo dopo il trattamento. Confrontare immissione e vasca aiuta a capire se il problema è nel trattamento o nel carico di bagnanti.
Parametri chimici e cosa significano
Il pH regola l’efficacia del cloro: sopra 7,5 la quota di acido ipocloroso attivo si riduce e la disinfezione perde efficacia; sotto 6,5 l’acqua diventa irritante e corrosiva. Il cloro attivo libero è il disinfettante disponibile; il cloro combinato (clorammine) deriva dalla reazione con sudore e urina ed è responsabile del tipico odore e delle irritazioni a occhi e vie respiratorie: un valore alto indica ricambio d’acqua insufficiente o carico eccessivo. L’acido isocianurico, presente se si usano derivati del cloro stabilizzati, protegge il cloro dal sole ma in eccesso ne riduce l’azione. Tra gli altri parametri si controllano temperatura, trasparenza e, secondo le norme regionali, nitrati e ossidabilità rispetto all’acqua di approvvigionamento.
Parametri microbiologici
Escherichia coli, coliformi ed enterococchi intestinali indicano contaminazione fecale: devono risultare assenti nel volume analizzato. Pseudomonas aeruginosa è un batterio ambientale che forma biofilm in filtri e tubazioni ed è associato a otiti e follicoliti: la sua presenza segnala zone dell’impianto dove la disinfezione non arriva. Staphylococcus aureus è legato alla presenza dei bagnanti (cute, mucose) ed è un indicatore di carico antropico. La carica batterica a 22 °C e a 36 °C fornisce un quadro generale. Nelle vasche idromassaggio e nelle docce va valutata anche la Legionella.
Metodi analitici di riferimento
Il cloro libero e combinato si misura con il metodo DPD (UNI EN ISO 7393-2), che puoi usare anche con kit da campo per i controlli giornalieri. In laboratorio Pseudomonas aeruginosa si ricerca per filtrazione su membrana secondo UNI EN ISO 16266, E. coli e coliformi secondo UNI EN ISO 9308-1, gli enterococchi secondo UNI EN ISO 7899-2 e gli stafilococchi con metodi dedicati per acque. Il campione microbiologico va raccolto in contenitori sterili con tiosolfato, che neutralizza il cloro, e consegnato refrigerato in tempi brevi.
Frequenze dei controlli
Le misure in loco di cloro libero, cloro combinato, pH e temperatura si eseguono più volte al giorno durante l’apertura e si annotano nel registro. Le analisi di laboratorio su chimica e microbiologia hanno la frequenza stabilita dalla normativa regionale e dal documento di autocontrollo, di regola maggiore per le piscine pubbliche e nei periodi di massima affluenza. Dopo ogni intervento correttivo serve un controllo di verifica.
Cosa fare se un parametro è fuori range
pH e cloro fuori range si correggono subito con il dosaggio e si ricontrollano. Cloro combinato alto: aumenta il reintegro di acqua nuova, valuta una clorazione al breakpoint e verifica l’igiene dei bagnanti (doccia obbligatoria). Esito microbiologico positivo per indicatori fecali o Pseudomonas: interdici la vasca, effettua la disinfezione d’urto, controlla filtri e ricircolo, ripeti il campionamento e riapri solo con esito conforme. Ogni passaggio va registrato nel documento di autocontrollo.
Questa pagina e la pagina sull’Accordo
Qui trovi il significato tecnico dei parametri; le categorie di piscine, le figure responsabili e gli obblighi formali sono nella pagina sull’Accordo Stato-Regioni del 2003. Le analisi delle acque di piscina offerte sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore, ed è il Rapporto di Prova a documentarne l’esito.
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Fonti
Domande frequenti
- Perché la piscina “sa di cloro” anche se il cloro libero è basso?
- L’odore pungente è dovuto soprattutto al cloro combinato (clorammine), non al cloro libero. Indica che l’acqua contiene molte sostanze organiche portate dai bagnanti e che serve più ricambio o un trattamento correttivo.
- Quali parametri microbiologici si controllano in piscina?
- Escherichia coli, coliformi, enterococchi, Pseudomonas aeruginosa, Staphylococcus aureus e la carica batterica, secondo l’Accordo del 2003 e la norma regionale. Nelle vasche idromassaggio si aggiunge spesso la Legionella.
- Il kit DPD sostituisce l’analisi di laboratorio?
- No. Il kit serve per i controlli di routine di cloro e pH; le analisi microbiologiche e i controlli periodici previsti dall’autocontrollo richiedono un laboratorio.
Ultimo aggiornamento: 2026-10-14