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Legionella nelle piscine e nelle terme

Perché l’acqua termale è un caso particolare

Molte acque termali sgorgano o vengono utilizzate a temperature tra i 30 e i 40 °C, cioè nell’intervallo in cui la Legionella si moltiplica più facilmente. Sono spesso ricche di sali, a volte di composti solforati, e la loro composizione è il motivo stesso per cui vengono usate. Il settore termale è disciplinato dalla Legge 323/2000, e le acque utilizzate a fini terapeutici sono riconosciute dal Ministero della Salute: trattamenti che ne modificano le caratteristiche, come una clorazione spinta, possono non essere compatibili con il loro impiego. Il controllo del rischio deve quindi fare affidamento su altre leve.

Dove si annida il rischio negli stabilimenti

I punti critici vanno dalla captazione alla vasca: pozzi e sorgenti, tubazioni di adduzione spesso lunghe e coibentate, serbatoi di accumulo e di miscelazione con acqua fredda, scambiatori di calore usati per portare l’acqua alla temperatura d’uso, vasche e piscine termali, idromassaggi e getti, docce e percorsi vascolari, reparti per le cure inalatorie e le irrigazioni. Le reti termali sono spesso complesse, con tratti usati solo in alcune stagioni o in alcuni reparti. A questi si aggiunge la normale rete dell’acqua calda sanitaria per docce e servizi, soggetta alle stesse regole di qualunque struttura ricettiva.

Le leve di controllo quando non si può disinfettare

Quando l’acqua non può essere trattata con disinfettanti in modo continuo, le misure si concentrano su: ricambio frequente dell’acqua delle vasche, con svuotamento e pulizia periodici; elevata portata di acqua nuova durante l’apertura; pulizia meccanica di vasche, bordi sfioratori, canali e filtri per rimuovere il biofilm; manutenzione e disinfezione delle reti e dei serbatoi nei periodi di fermo, con procedure compatibili con il riconoscimento dell’acqua; controllo del numero di bagnanti in rapporto al volume; doccia obbligatoria prima dell’ingresso. Le Linee guida nazionali del 2015 includono indicazioni anche per gli stabilimenti termali.

Cure inalatorie e reparti terapeutici

Inalazioni, aerosol, nebulizzazioni e irrigazioni portano l’acqua termale direttamente nelle vie respiratorie, cioè proprio nella via di trasmissione della Legionella. Per questo gli apparecchi e le linee che li alimentano richiedono procedure di pulizia, disinfezione e controllo particolarmente rigorose, definite nella valutazione del rischio e nelle istruzioni dei costruttori. I pazienti che frequentano le cure termali possono inoltre avere patologie respiratorie croniche o un’età avanzata, fattori che aumentano la suscettibilità.

Non solo Legionella: Pseudomonas e altri indicatori

Nelle vasche calde e frequentate si cercano anche altri microrganismi. Pseudomonas aeruginosa prolifera in acque tiepide con biofilm e può causare follicoliti e otiti; Staphylococcus aureus è legato al carico di bagnanti; gli indicatori di contaminazione fecale, come Escherichia coli ed enterococchi, segnalano problemi di igiene. Per le piscine termali le norme regionali e le indicazioni delle autorità sanitarie possono prevedere requisiti specifici: verifica quali si applicano al tuo stabilimento e coordinali con la valutazione del rischio Legionella.

Piscine di hotel e centri benessere con acqua termale

Non solo gli stabilimenti termali in senso stretto usano acqua termale: molti hotel e centri benessere delle zone termali alimentano piscine interne ed esterne, vasche e idromassaggi con acqua di pozzi termali. In questi casi convivono le regole delle piscine a uso collettivo, le eventuali disposizioni regionali specifiche e la gestione del rischio Legionella della struttura ricettiva. È frequente che l’acqua termale venga raffreddata o miscelata con acqua di rete per raggiungere la temperatura d’uso: serbatoi e scambiatori di miscelazione diventano punti critici da inserire nella mappa e nel piano di campionamento.

Fermo stagionale e riapertura

Molti stabilimenti termali hanno una stagione di apertura definita o chiudono alcuni reparti in bassa stagione. Durante il fermo l’acqua ristagna in tubazioni e serbatoi a temperature spesso ancora favorevoli alla crescita del batterio. Prima della riapertura servono svuotamento e pulizia di vasche e serbatoi, pulizia delle reti con procedure compatibili con l’uso dell’acqua termale, flussaggio di tutti i terminali e un campionamento di verifica con esiti disponibili prima dell’accesso dei clienti.

Come impostare il campionamento

Il piano di campionamento dovrebbe seguire il percorso dell’acqua: punto di captazione o di arrivo nello stabilimento, serbatoi di accumulo e miscelazione, uscita degli scambiatori, vasche (in più punti, compresi i bordi sfioratori e i punti più lontani dalle immissioni), idromassaggi, docce, terminali dei reparti di cura. È importante registrare la temperatura dell’acqua a ogni prelievo e annotare l’ora rispetto all’affluenza dei bagnanti. La ricerca di Legionella si esegue con la UNI EN ISO 11731; l’elevata mineralizzazione o la presenza di altri batteri possono richiedere al laboratorio pretrattamenti specifici, da concordare in anticipo.

Leggere i risultati e intervenire

I risultati vanno letti nel contesto: un riscontro alla captazione indica una colonizzazione della fonte o delle prime tubazioni, un riscontro solo in vasca indica problemi di ricambio, pulizia o carico di bagnanti, un riscontro nei reparti di cura richiede interventi immediati sugli apparecchi. Le azioni, dalla pulizia straordinaria alla sospensione temporanea di una vasca o di un trattamento, vanno definite nella valutazione del rischio e seguite da un nuovo campionamento. Le analisi sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

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Domande frequenti

Le acque termali possono essere clorate?
Dipende dall’uso e dal riconoscimento dell’acqua. Quando un trattamento disinfettante altererebbe le caratteristiche dell’acqua termale, la prevenzione si basa su ricambio, pulizia e manutenzione delle reti.
Perché le cure inalatorie richiedono più attenzione?
Perché portano l’acqua direttamente nelle vie respiratorie, la via di trasmissione della Legionella, spesso in persone con patologie respiratorie.

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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org