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UNI EN ISO 21528: conta di Enterobacteriaceae

La UNI EN ISO 21528 è il metodo di riferimento per rilevare e contare le Enterobacteriaceae negli alimenti, nei mangimi e nei campioni ambientali di produzione. Non cerca un patogeno: misura un indicatore di igiene, utile per capire se pulizia, trattamenti termici e prassi di lavorazione funzionano. È richiamata dal Reg. (CE) 2073/2005 per diversi criteri di igiene di processo.

Perché le Enterobacteriaceae sono un buon indicatore

La famiglia comprende generi molto diffusi nell’ambiente e nell’intestino (Escherichia, Enterobacter, Klebsiella, Citrobacter, ma anche Salmonella). Sono sensibili ai trattamenti termici: trovarle in un prodotto pastorizzato o cotto indica un trattamento insufficiente o una ricontaminazione successiva. Rispetto ai soli coliformi il gruppo è più ampio e quindi più sensibile come segnale di carenze igieniche.

Le due parti della norma

La parte 1 descrive la rilevazione con arricchimento, da usare quando si cercano numeri bassi o l’assenza in una quantità definita (per esempio nelle formule in polvere per lattanti); può essere applicata anche con la tecnica del numero più probabile (MPN). La parte 2 descrive la conta in piastra: semina in terreno agarizzato al cristalvioletto, rosso neutro, bile e glucosio (VRBG), incubazione a 37 °C per circa 24 ore e conferma di un numero rappresentativo di colonie (fermentazione del glucosio e test dell’ossidasi negativo). Il risultato è espresso in UFC/g, UFC/mL o UFC/cm².

Dove la richiede il Reg. (CE) 2073/2005

Le Enterobacteriaceae compaiono tra i criteri di igiene di processo, per esempio sulle carcasse di bovini, ovini, caprini, equini e suini dopo la macellazione, su alcuni prodotti lattiero-caseari e sugli ovoprodotti, e come criterio nelle formule in polvere per lattanti. Fuori dai criteri di legge sono uno dei parametri più usati nei piani HACCP per verificare l’igiene della linea e dei prodotti finiti.

Uso sui tamponi di superfici e attrezzature

Sui tamponi prelevati dopo la sanificazione secondo la UNI EN ISO 18593 la conta delle Enterobacteriaceae dà un’indicazione immediata dell’efficacia della pulizia: valori elevati su piani, nastri o affettatrici segnalano residui organici e procedure da rivedere prima che il problema si trasferisca al prodotto. È utile affiancarla alla carica microbica totale per distinguere una contaminazione generica da una di origine fecale o ambientale specifica.

Come leggere il risultato

Il valore va confrontato con il limite del criterio applicabile o, per i tamponi, con i valori di riferimento interni definiti nel piano di autocontrollo (che la norma non fissa). Un singolo dato alto va interpretato insieme alla serie storica: una tendenza in crescita è più significativa di un valore isolato. Nei criteri con piano a più unità conta il numero di unità che superano m e M.

Cosa fare se i valori sono alti

Per un criterio di igiene di processo il Reg. (CE) 2073/2005 indica le azioni: miglioramento dell’igiene di macellazione o di produzione, verifica dei trattamenti termici, controllo delle materie prime e delle procedure di pulizia. Per i tamponi: ripeti la sanificazione, verifica concentrazioni e tempi di contatto dei detergenti, controlla zone difficili da pulire e ricampiona. Registra le azioni nel piano HACCP.

Prelievo e consegna dei campioni

Per gli alimenti si preleva una quantità sufficiente per tutte le prove (di solito alcune centinaia di grammi), in contenitori sterili o nella confezione originale integra, mantenendo la catena del freddo fino al laboratorio. Per i tamponi si usano dispositivi con diluente neutralizzante e si indica l’area campionata, così da poter esprimere il risultato per cm². I campioni refrigerati vanno analizzati il prima possibile, idealmente entro 24 ore: un trasporto lungo o a temperatura non controllata può far crescere le Enterobacteriaceae e produrre un valore più alto di quello reale, con conseguenti azioni correttive non necessarie.

Differenze con altri indicatori

La carica microbica (UNI EN ISO 4833) misura tutti i microrganismi aerobi mesofili; i coliformi (UNI ISO 4832) sono un sottogruppo delle Enterobacteriaceae; E. coli (UNI EN ISO 16649) indica più specificamente una contaminazione di origine fecale. Le analisi offerte sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

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Fonti

Domande frequenti

Perché si contano le Enterobacteriaceae sui tamponi delle superfici?
Perché sono un indicatore sensibile di pulizia inefficace: valori elevati su superfici e attrezzature segnalano residui e procedure di sanificazione da rivedere, prima che il problema si manifesti sul prodotto.
Enterobacteriaceae e coliformi sono la stessa cosa?
No. I coliformi sono una parte delle Enterobacteriaceae, definita dalla capacità di fermentare il lattosio. Le Enterobacteriaceae comprendono un gruppo più ampio e per questo sono preferite in molti criteri europei.
Quanto tempo serve per la conta?
La conta in piastra secondo la parte 2 richiede circa 24 ore di incubazione più le conferme: il risultato arriva di solito in pochi giorni lavorativi.

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14