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Metalli pesanti nell’acqua potabile (D.Lgs 18/2023)

Il D.Lgs. 18/2023 fissa i valori di parametro per i metalli nell’acqua destinata al consumo umano, tra cui piombo, arsenico, cadmio, cromo, nichel, rame, antimonio e selenio. Ti serve verificarli se usi un pozzo in zone con fondo naturale elevato (per esempio arsenico in alcune aree vulcaniche) o se l’impianto interno ha tubazioni e raccordi datati, la causa più comune di piombo e nichel al rubinetto.

I valori di parametro principali

Tra i parametri chimici dell’Allegato I del D.Lgs. 18/2023: arsenico 10 µg/L; piombo 10 µg/L, che scenderà a 5 µg/L dal 12 gennaio 2036; cadmio 5,0 µg/L; cromo 25 µg/L dal 12 gennaio 2026 (in precedenza 50 µg/L); nichel 20 µg/L; rame 2,0 mg/L; antimonio 10 µg/L; selenio 20 µg/L (30 µg/L nelle aree con fondo geologico che lo giustifica); mercurio 1,0 µg/L; boro 1,5 mg/L. Ferro (200 µg/L), manganese (50 µg/L) e alluminio (200 µg/L) sono invece parametri indicatori, legati più all’accettabilità e al funzionamento degli impianti che a un rischio sanitario diretto.

Da dove arrivano: falda o impianto

Arsenico, ferro, manganese, boro e talvolta selenio e uranio hanno spesso origine naturale, legata alla geologia: sono il problema tipico dei pozzi. Piombo, nichel, rame e in parte cadmio provengono invece più spesso dai materiali dell’impianto interno: vecchie tubazioni in piombo, saldature, rubinetteria in ottone o leghe, raccordi cromati, specie con acque aggressive (pH basso, poca durezza) o ferme a lungo. Il cromo può avere origine sia naturale (cromo esavalente in alcune falde) sia industriale.

A chi si applica e chi deve controllare

Il gestore idrico risponde della qualità fino al contatore. Oltre quel punto la responsabilità è del gestore della distribuzione interna: proprietario, condominio, titolare di un’attività. Per gli edifici prioritari (scuole, strutture sanitarie, strutture ricettive e simili) il decreto chiede di valutare in modo specifico il rischio piombo legato all’impianto. Le imprese alimentari devono garantire che l’acqua usata nella produzione rispetti i valori; chi usa un pozzo deve dimostrarlo con analisi proprie.

Come prelevare il campione

La modalità di prelievo cambia il risultato. Per valutare il contributo dell’impianto (piombo, nichel, rame) si preleva al rubinetto di consumo il primo getto dopo una sosta, senza far scorrere l’acqua; per valutare l’acqua in arrivo dalla rete o dal pozzo si preleva dopo scorrimento. I contenitori devono essere puliti e idonei all’analisi di tracce metalliche e il campione va acidificato secondo le indicazioni del laboratorio. Indica sempre nel verbale di prelievo quale modalità hai seguito.

Il metodo analitico

I metalli si determinano di norma in spettrometria di massa a plasma accoppiato induttivamente (ICP-MS) secondo la UNI EN ISO 17294-2, che consente di misurare molti elementi in un’unica analisi a livelli di microgrammi per litro. Il limite di quantificazione deve essere sufficientemente basso rispetto al valore di parametro: chiedilo al laboratorio, soprattutto per piombo e arsenico. Le analisi offerte sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Cosa fare se un metallo supera il limite

Per piombo e nichel al rubinetto, ripeti il prelievo con primo getto e dopo scorrimento: se il valore cala molto dopo lo scorrimento, il problema è nell’impianto interno e la soluzione strutturale è sostituire tubazioni e componenti critici; nel frattempo fai scorrere l’acqua prima dell’uso alimentare. Per arsenico o altri metalli di origine naturale in un pozzo servono trattamenti specifici (ossidazione e filtrazione, adsorbimento, osmosi inversa) verificati con analisi a valle. Se l’acqua è fornita a terzi, sospendi l’uso potabile e informa l’ASL.

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Settori interessati

Approfondimenti normativi

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Fonti

Domande frequenti

Perché si trova piombo nell’acqua del rubinetto?
Quasi sempre per il rilascio da tubazioni, saldature o rubinetteria dell’impianto interno, non dalla rete pubblica. Il rilascio aumenta quando l’acqua ristagna: per questo il prelievo del primo getto è il modo più efficace per individuarlo.
Quali metalli conviene analizzare in un pozzo privato?
Almeno arsenico, ferro e manganese, che hanno spesso origine naturale, più piombo, nichel e rame se l’impianto è datato. Nelle zone con contaminazioni note si aggiungono cromo, cadmio o altri elementi indicati dall’ARPA.
Il valore del piombo cambierà?
Sì. Il D.Lgs. 18/2023 prevede che il valore di 10 µg/L scenda a 5 µg/L dal 12 gennaio 2036. Chi pianifica il rifacimento di un impianto conviene che tenga conto del valore futuro.

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14