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Piombo nell’acqua: limiti e analisi

Da dove arriva il piombo

Le tubazioni in piombo sono state usate per gli allacci e le reti interne fino a qualche decennio fa e si trovano ancora in edifici storici e in alcuni condomini mai ristrutturati. Altre fonti sono le saldature stagno-piombo sulle tubazioni in rame e alcuni componenti in ottone di vecchia produzione, come rubinetti e valvole. La cessione aumenta quando l’acqua resta ferma nelle tubazioni, quando è più aggressiva (bassa durezza, pH basso) e quando la si scalda. Il gestore controlla l’acqua fino al punto di consegna: ciò che succede nell’impianto interno dell’edificio dipende dal proprietario o dal condominio.

Il valore di parametro e la sua evoluzione

Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la direttiva (UE) 2020/2184, fissa per il piombo un valore di parametro di 10 µg/L e ne prevede la riduzione a 5 µg/L entro il 12 gennaio 2036, termine entro cui andranno sostituiti i componenti che rilasciano piombo. Il decreto introduce anche la valutazione del rischio dei sistemi di distribuzione domestici, con attenzione particolare al piombo e agli edifici prioritari come scuole, ospedali e strutture per l’infanzia. Il piombo è un tossico cumulativo, particolarmente critico per lo sviluppo neurologico di bambini e feti: per questo l’obiettivo è ridurre l’esposizione il più possibile, non solo restare sotto il limite.

Come si preleva il campione

Il protocollo di prelievo va scelto in base alla domanda. Il campione «al primo getto» dopo una notte di ristagno rappresenta il caso peggiore e serve a capire se l’impianto cede piombo. Il campione dopo stagnazione controllata, per esempio dopo 30 minuti di fermo, e quello casuale diurno, prelevato senza scorrimento in un momento qualsiasi, stimano meglio l’esposizione media. Il campione dopo un lungo scorrimento rappresenta invece l’acqua della rete e aiuta a capire se il piombo viene dall’impianto interno. Il prelievo va fatto dal rubinetto usato per bere e cucinare, senza togliere il rompigetto e senza far scorrere l’acqua se si vuole valutare la stagnazione.

Come si analizza e si legge il risultato

Il piombo si determina con tecniche per metalli in tracce, in genere spettrometria di massa a plasma (ICP-MS) secondo la UNI EN ISO 17294-2, con un limite di quantificazione ben inferiore al valore di parametro. Il Rapporto di Prova riporta la concentrazione in µg/L, l’incertezza e il metodo; chiedi che sia indicato anche il tipo di prelievo, senza il quale il dato non è interpretabile. Un valore alto al primo getto e basso dopo scorrimento indica una sorgente nell’impianto interno. Le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Cosa fare se il piombo è alto

La soluzione definitiva è sostituire le tubazioni e i componenti che cedono piombo; in condominio va coinvolto l’amministratore, perché spesso il tratto critico è nelle parti comuni. Nell’attesa ci sono accorgimenti efficaci: far scorrere l’acqua fredda prima di berla quando è rimasta ferma a lungo, usare solo acqua fredda per cucinare e per preparare alimenti per bambini, non usare acqua calda del rubinetto per alimenti. I filtri domestici possono ridurre il piombo solo se dichiarati e verificati per questo scopo e mantenuti correttamente. Per neonati e donne in gravidanza, in presenza di valori alti, è prudente usare un’altra fonte d’acqua fino alla soluzione del problema.

In condominio: come organizzare la verifica

Nei condomini il piombo può trovarsi nel tratto tra contatore e colonne montanti, nelle colonne stesse o solo in alcuni appartamenti con impianti interni mai rifatti. Per capire dove intervenire conviene prelevare in più appartamenti, scegliendo almeno uno per colonna e privilegiando gli alloggi con gli impianti più vecchi, con lo stesso protocollo di prelievo per tutti. Un risultato alto in tutti gli appartamenti di una colonna indica un problema nelle parti comuni, di competenza dell’assemblea; un risultato alto in un solo alloggio orienta verso l’impianto privato. Il Rapporto di Prova di ciascun punto, con l’indicazione del protocollo usato, è la base documentale per decidere e programmare la sostituzione delle tubazioni.

Quando fare l’analisi

Ha senso analizzare il piombo se l’edificio è stato costruito prima della diffusione delle tubazioni moderne e l’impianto non è mai stato rifatto, se vedi tubi grigi e morbidi al contatore o in cantina, se in casa ci sono neonati, bambini piccoli o una gravidanza, se stai acquistando un immobile datato o se gestisci una scuola, un asilo o una struttura sanitaria. Per un condominio può essere utile campionare più appartamenti su colonne diverse, per capire se il problema è diffuso o localizzato.

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Domande frequenti

Qual è il limite del piombo nell’acqua potabile?
Il D.Lgs. 18/2023 fissa 10 µg/L, valore che scenderà a 5 µg/L entro il 12 gennaio 2036.
Bollire l’acqua elimina il piombo?
No: la bollitura non rimuove i metalli e, facendo evaporare l’acqua, può concentrarli. Usa acqua fredda dopo averla fatta scorrere.
Come riconosco un tubo di piombo?
È di colore grigio opaco, relativamente morbido e, se graffiato, diventa lucido e argenteo; non attira la calamita. In caso di dubbio fallo verificare da un idraulico.
Il piombo nell’acqua è responsabilità del gestore?
Il gestore risponde della qualità fino al punto di consegna. L’impianto interno all’edificio è responsabilità del proprietario o del condominio.

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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org