Nichel nell’acqua potabile: limiti e analisi
Il valore di parametro e perché esiste
Il nichel è inserito tra i parametri chimici del D.Lgs. 18/2023, che recepisce la direttiva (UE) 2020/2184, con un valore di parametro di 20 µg/L. Il limite tiene conto della tossicità per esposizione prolungata e della sensibilità di una parte della popolazione: l’allergia da contatto al nichel è molto diffusa e, in persone già sensibilizzate, anche l’assunzione orale può contribuire a riacutizzare la dermatite. L’EFSA ha rivalutato nel 2020 i rischi legati al nichel negli alimenti e nell’acqua potabile. Il valore va confrontato con un campione prelevato secondo il protocollo corretto, perché per i metalli ceduti dall’impianto il risultato dipende molto dal tempo di ristagno.
Origine naturale: le falde in rocce ofiolitiche
Alcune rocce, come serpentiniti e peridotiti, che fanno parte delle cosiddette ofioliti, contengono naturalmente nichel e cromo. In Italia sono presenti in diverse aree, per esempio in parti di Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Toscana, Emilia-Romagna e Calabria. Le acque sotterranee che circolano in queste formazioni possono arricchirsi di nichel e, spesso, di cromo, compreso il cromo esavalente. In questi casi il nichel è presente già nell’acqua di falda, indipendentemente dall’impianto, e si ritrova anche in campioni prelevati dopo un lungo scorrimento. Per un pozzo in queste zone conviene analizzare insieme nichel e cromo totale ed eventualmente cromo esavalente.
Origine impiantistica: rubinetti, raccordi e apparecchi
Più spesso il nichel arriva dall’impianto: rubinetteria e raccordi nichelati o cromati, leghe di ottone, resistenze e componenti di boiler, macchine da caffè, distributori e gasatori. I componenti nuovi tendono a cedere di più nelle prime settimane di utilizzo. In Italia i materiali destinati al contatto con l’acqua potabile devono rispettare il D.M. 174/2004, e la direttiva (UE) 2020/2184 ha avviato l’armonizzazione europea dei requisiti per questi materiali. Nella ristorazione e nei bar il tema riguarda anche le macchine da caffè e gli erogatori, dove l’acqua ristagna e viene scaldata, condizioni che favoriscono la cessione di metalli.
Come prelevare il campione per il nichel
Per il controllo di conformità dei metalli rilasciati dall’impianto, come nichel, piombo e rame, la normativa fa riferimento a campioni rappresentativi dell’acqua consumata al rubinetto nel corso della settimana: il campionamento casuale diurno, senza scorrimento preventivo, è un approccio usato a questo scopo. Per capire l’origine del nichel conviene invece confrontare due campioni dallo stesso rubinetto: uno al primo getto dopo una notte di ristagno e uno dopo aver fatto scorrere l’acqua a lungo. Se il nichel è alto solo nel primo, la fonte è il rubinetto o l’impianto vicino; se è alto in entrambi, è nella rete o nella falda.
Come si analizza e cosa riporta il Rapporto
Il nichel si determina con spettrometria di massa a plasma (ICP-MS) secondo la UNI EN ISO 17294-2 o con tecniche equivalenti per metalli in tracce, con un limite di quantificazione adeguatamente inferiore al valore di parametro. Il Rapporto di Prova riporta la concentrazione in µg/L, l’incertezza di misura e il metodo; per interpretarlo è essenziale conoscere il tipo di prelievo, che conviene sia indicato. Spesso conviene analizzare nello stesso campione anche piombo, rame, zinco e cromo. Le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
Quando ha senso analizzare il nichel
L’analisi del nichel è utile in alcune situazioni ricorrenti: dopo l’installazione di rubinetteria nuova o di un nuovo impianto, se compaiono disturbi cutanei in persone con allergia nota e si vuole escludere l’acqua come fonte aggiuntiva; per pozzi in aree con rocce ofiolitiche; nei bar e ristoranti, per l’acqua di macchine da caffè, erogatori e fabbricatori di ghiaccio; nelle scuole e negli asili, dove l’acqua ristagna nei fine settimana e durante le vacanze. In quest’ultimo caso conviene prelevare il lunedì mattina al primo getto e dopo scorrimento, per capire quanto il ristagno incide.
Cosa fare se il nichel è alto
Se l’origine è impiantistica, le misure più efficaci sono far scorrere l’acqua prima dell’uso dopo i ristagni, sostituire i componenti che cedono con prodotti conformi per l’acqua potabile e, per macchine da caffè ed erogatori, seguire la manutenzione e i lavaggi previsti dal produttore, verificando poi con un nuovo prelievo. Se l’origine è naturale, serve un trattamento specifico dell’acqua di falda, come l’osmosi inversa o media dedicati, dimensionato sul valore misurato. Le persone con allergia al nichel nota possono chiedere indicazioni al proprio medico su eventuali precauzioni.
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Domande frequenti
- Qual è il limite del nichel nell’acqua potabile?
- Il D.Lgs. 18/2023 fissa un valore di parametro di 20 µg/L.
- Il nichel può essere naturale nell’acqua di pozzo?
- Sì, nelle falde che attraversano rocce ofiolitiche presenti in diverse aree alpine e appenniniche. In questi casi conviene analizzare anche il cromo.
- Un rubinetto nuovo può rilasciare nichel?
- Sì: i componenti nuovi tendono a cedere di più nelle prime settimane. Far scorrere l’acqua prima di berla dopo i ristagni riduce l’esposizione.
- Le macchine da caffè possono cedere nichel?
- Possono, soprattutto con acqua ferma e calda e con manutenzione non corretta. Nella ristorazione è utile controllarne l’acqua periodicamente.
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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-14 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org