Legionella nelle strutture ricettive: obblighi e controlli
Hotel, B&B, campeggi, villaggi e agriturismi devono valutare e gestire il rischio Legionella dei propri impianti secondo le Linee guida nazionali del 2015, documentando misure preventive e campionamenti. Il D.Lgs. 18/2023 include le strutture ricettive tra gli edifici prioritari e fissa per Legionella un valore di parametro di 1.000 UFC/L.
Perché le strutture ricettive sono un caso a parte
Legionella prolifera nell'acqua tra circa 25 e 45 °C, soprattutto dove l'acqua ristagna e si forma biofilm, e si trasmette inalando aerosol, per esempio sotto la doccia. Una struttura ricettiva riunisce quasi tutti i fattori di rischio: reti di acqua calda lunghe, camere vuote per giorni o settimane, chiusure stagionali, ospiti anziani o con patologie, docce e vasche idromassaggio che producono aerosol.
C'è poi un aspetto che riguarda solo il turismo: i casi di legionellosi associata ai viaggi sono sorvegliati a livello europeo dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC). Un caso in un ospite può portare la struttura all'attenzione delle autorità sanitarie anche se il malato si è ammalato dopo il rientro a casa, in un altro Paese.
Per il quadro generale delle Linee guida (fasce di intervento, temperature, ruoli) vedi la scheda sulle Linee guida nazionali per la prevenzione della legionellosi. Questa pagina si concentra su ciò che cambia quando l'impianto serve ospiti a rotazione.
Quali norme si applicano e chi è responsabile
Il riferimento tecnico sono le Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi, approvate con Accordo della Conferenza Stato-Regioni del 7 maggio 2015, che dedicano indicazioni specifiche alle strutture turistico-ricettive. Non contengono sanzioni proprie, ma sono il parametro con cui ASL e giudici valutano se il gestore ha fatto quanto ragionevolmente possibile.
A queste si aggiungono due livelli di legge. Il D.Lgs. 18/2023 inserisce le strutture ricettive tra gli edifici prioritari e fissa per Legionella un valore di parametro di 1.000 UFC/L nei sistemi di distribuzione interni. Il D.Lgs. 81/2008, se la struttura ha dipendenti, impone di considerare la Legionella nella valutazione del rischio biologico per i lavoratori.
Il responsabile è il gestore della struttura, cioè chi ha la disponibilità dell'impianto. Può affidare la valutazione del rischio e i campionamenti a tecnici e laboratori esterni, ma la responsabilità di applicare le misure e conservare la documentazione resta sua.
I punti critici, tipologia per tipologia
La valutazione del rischio parte dalla mappa dell'impianto. I punti da considerare cambiano molto da una struttura all'altra.
| Tipologia | Punti critici tipici | Attenzione particolare |
|---|---|---|
| Hotel con produzione centralizzata | bollitori, ricircolo, colonne montanti, camere ai piani alti e ai rami terminali | camere poco vendute, piani chiusi in bassa stagione |
| B&B e affittacamere | scaldabagno, soffioni e flessibili, rubinetti poco usati | lunghe assenze tra un ospite e l'altro |
| Campeggi e villaggi | blocchi docce, serbatoi di accumulo, tratti di rete esterni esposti al sole | riapertura dopo la chiusura invernale |
| Agriturismi | pozzo, autoclave, accumuli, reti miste tra abitazione e alloggi | acqua di approvvigionamento autonomo |
| Strutture con benessere | vasche idromassaggio, docce emozionali, fontane e nebulizzatori | aerosol abbondante a temperatura favorevole |
Un elemento spesso trascurato è l'acqua fredda: se le tubazioni passano vicino a quelle calde o in locali caldi, può superare i 20 °C e diventare a sua volta un serbatoio di Legionella. Per le vasche idromassaggio e i sistemi di nebulizzazione esistono controlli dedicati, come l'analisi delle vasche idromassaggio e SPA.
Le misure di prevenzione che il gestore deve documentare
Le Linee guida chiedono misure preventive continue, non solo analisi. Quelle più rilevanti in una struttura ricettiva sono:
- Temperature: acqua calda accumulata ad almeno 60 °C e almeno 50 °C ai punti di erogazione dopo breve scorrimento; acqua fredda sotto i 20 °C. Le misure vanno registrate.
- Scorrimento dei punti poco usati: nelle camere non occupate far scorrere acqua calda e fredda da rubinetti e docce a intervalli regolari fissati nel piano, e sempre prima dell'arrivo di un nuovo ospite se la camera è rimasta chiusa a lungo.
- Soffioni, flessibili e rompigetto: pulizia, decalcificazione e disinfezione periodiche, con sostituzione delle parti usurate.
- Serbatoi e bollitori: ispezione, pulizia e svuotamento periodico; eliminazione dei rami morti individuati nella valutazione del rischio.
- Riapertura stagionale: prima dell'arrivo degli ospiti lavaggio e, se necessario, disinfezione dell'impianto, seguiti da campionamento di verifica.
- Formazione: il personale di manutenzione e delle pulizie deve sapere quali operazioni svolgere e come registrarle.
Un registro aggiornato di queste operazioni è la prima cosa che un ispettore chiede. Una checklist operativa per la ripartenza è nella guida sulla riapertura dell'hotel dopo la chiusura.
Campionamento: dove, quando e come
I prelievi si scelgono in base alla valutazione del rischio: mandata e ricircolo dell'acqua calda, fondo dei bollitori, acqua fredda in ingresso, e un numero adeguato di punti distali, cioè le docce e i rubinetti più lontani dalla produzione o meno utilizzati. In genere si preleva sia al primo getto, per fotografare il punto d'uso, sia dopo scorrimento, per valutare la rete. La ricerca si esegue con il metodo colturale UNI EN ISO 11731 e il risultato è espresso in UFC/L.
La frequenza non è fissa per legge: la stabilisce la valutazione del rischio e va intensificata dopo una positività, una bonifica o modifiche dell'impianto. Per orientarsi tra le scelte più comuni vedi la guida su ogni quanto ripetere le analisi in hotel.
Esempio: un hotel di 40 camere su quattro piani, con un bollitore centralizzato e ricircolo, potrebbe impostare un campionamento con mandata e ritorno del ricircolo, fondo del bollitore, acqua fredda in ingresso e alcune docce per piano, privilegiando le camere a fine colonna e quelle meno vendute. Il numero esatto dipende dallo schema dell'impianto e va motivato nel piano. Per strutture di questo tipo il pacchetto Legionella per strutture ricettive raggruppa più punti di prelievo in un unico ordine; per un singolo punto c'è la ricerca di Legionella in acqua sanitaria.
Come leggere i risultati e cosa fare
Le Linee guida associano azioni crescenti a fasce di concentrazione negli impianti idrici: fino a 100 UFC/L, da 101 a 1.000, da 1.001 a 10.000 e oltre 10.000 UFC/L. Nelle fasce intermedie conta anche la quota di campioni positivi (soglia di attenzione del 20%) e la presenza di casi di malattia. Le azioni vanno dalla verifica delle misure in atto alla revisione della valutazione del rischio, fino alla disinfezione e al ricampionamento; oltre 10.000 UFC/L la disinfezione dell'impianto è prevista.
Il valore di 1.000 UFC/L del D.Lgs. 18/2023 è il riferimento di legge per il sistema di distribuzione interno: superarlo impone di intervenire e di dimostrare con nuovi controlli che il problema è rientrato. Cosa fare in concreto dopo un superamento è spiegato nella guida sulla soglia di 1.000 UFC/L.
La legionellosi è una malattia a notifica obbligatoria, sorvegliata in Italia dall'Istituto Superiore di Sanità. In presenza di un caso associato alla struttura, l'ASL avvia un'indagine ambientale, preleva campioni e può disporre misure fino alla sospensione dell'uso dell'impianto. Avere già una valutazione del rischio e registri in ordine cambia molto l'esito di questa fase.
Errori frequenti nelle strutture ricettive
Campionare solo quando qualcuno lo chiede
Un'analisi isolata, fatta magari a impianto appena disinfettato, non dimostra che il rischio sia sotto controllo. Conta la serie dei controlli nel tempo, legata alla valutazione del rischio.
Prelevare solo dai punti vicini alla caldaia
I punti più vicini alla produzione sono di solito i più caldi e i meno a rischio. Un piano credibile include i punti distali e le camere meno usate.
Confondere l'esito negativo con l'assenza di obblighi
Un risultato sotto i 100 UFC/L non esonera dalla gestione delle temperature, dallo scorrimento e dalla manutenzione: le misure preventive restano dovute.
Dimenticare l'acqua fredda e le docce esterne
Docce in spiaggia o a bordo piscina, tubazioni esposte al sole e serbatoi in copertura possono portare l'acqua fredda a temperature favorevoli alla crescita del batterio.
Le analisi offerte sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore; l'esito è riportato nel Rapporto di Prova.
Analisi correlate
Settori interessati
Approfondimenti normativi
Guide correlate
Fonti
Domande frequenti
- Un B&B con tre camere deve fare le analisi Legionella?
- Le Linee guida 2015 si applicano a tutte le strutture ricettive, senza soglia minima di camere. In un B&B piccolo la valutazione del rischio sarà semplice e i campionamenti limitati, ma servono comunque misure documentate: temperature, scorrimento dei rubinetti nelle camere vuote, pulizia dei soffioni. Controlli analitici periodici dimostrano che le misure funzionano.
- Ogni quanto vanno fatte le analisi in un hotel?
- Non esiste una frequenza unica fissata per legge. La stabilisce la valutazione del rischio in base a dimensioni dell'impianto, tipo di ospiti, stagionalità ed esiti precedenti. Servono comunque controlli prima della riapertura stagionale, dopo lavori sull'impianto e dopo ogni bonifica, con frequenza più alta se in passato ci sono state positività.
- Chi può fare il campionamento?
- Il prelievo deve essere eseguito da personale formato, seguendo le indicazioni delle Linee guida su punti, volumi e modalità, con contenitori sterili e trasporto refrigerato al laboratorio. Un campionamento eseguito male può dare un falso negativo. Molte strutture affidano il prelievo al laboratorio o a un tecnico incaricato, che ne documenta le condizioni.
- Cosa succede se un ospite si ammala di legionellosi?
- La legionellosi è una malattia a notifica obbligatoria. Se il caso è collegato al soggiorno, l'ASL avvia un'indagine ambientale nella struttura, preleva campioni e verifica valutazione del rischio, registri e interventi eseguiti. Se necessario può disporre bonifiche o la sospensione dell'uso di parti dell'impianto fino a esiti favorevoli.
Ultimo aggiornamento: 2026-10-16