Legionella: la checklist di riapertura per hotel e B&B
Perché la riapertura è il momento più delicato
Durante la chiusura l’acqua ristagna in serbatoi, tubazioni e terminali, si raffredda fino a temperature favorevoli alla crescita batterica e il biofilm si sviluppa senza il disturbo del flusso. Alla riapertura il primo utilizzo di una doccia può liberare un aerosol carico di batteri. Le Linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi del 2015 indicano proprio i periodi di inattività come un fattore di rischio da gestire nella valutazione del rischio delle strutture turistico-ricettive. La riapertura va quindi pianificata come un intervento tecnico, non come un semplice riavvio.
30 giorni prima: documenti e organizzazione
Riprendi la valutazione del rischio della struttura e verifica che sia aggiornata: modifiche all’impianto, nuove camere, sostituzione di caldaie o bollitori richiedono una revisione. Controlla il registro degli interventi della stagione precedente e gli esiti delle ultime analisi. Individua il responsabile della gestione del rischio e la ditta che eseguirà pulizia e disinfezione, e prenota il campionamento con il laboratorio: i risultati colturali richiedono più di una settimana, quindi devono essere programmati in modo da arrivare prima dell’apertura. Prepara la planimetria dell’impianto con i punti critici: accumuli, ricircolo, terminali più lontani, camere meno usate.
15-20 giorni prima: pulizia e disinfezione dell’impianto
Fai ispezionare e, se necessario, svuotare e pulire serbatoi di accumulo e bollitori, eliminando sedimenti e incrostazioni. Smonta, disincrosta e disinfetta o sostituisci soffioni delle docce, rompigetto e tubi flessibili. Quando la valutazione del rischio lo prevede, esegui una disinfezione dell’impianto, termica o chimica, con procedura documentata e personale qualificato: lo shock termico richiede di portare l’acqua a temperature elevate in tutti i punti e di farla scorrere per il tempo indicato; la disinfezione chimica richiede dosaggi, tempi di contatto e risciacqui controllati. Non dimenticare vasche idromassaggio, fontane e impianti di climatizzazione con umidificazione.
10-15 giorni prima: flussaggio e temperature
Riattiva produzione di acqua calda e ricircolo e lascia stabilizzare l’impianto. Esegui il flussaggio di tutti i terminali, compresi quelli delle camere che resteranno poco occupate, facendo scorrere acqua calda e fredda fino al raggiungimento di temperature stabili, con il soffione orientato verso lo scarico e le finestre aperte. Misura e registra le temperature: le Linee guida indicano di mantenere l’acqua calda sopra i 50 °C ai punti di utilizzo, con accumuli a temperature più elevate, e l’acqua fredda sotto i 20 °C. I punti in cui l’acqua calda non raggiunge la temperatura in tempi ragionevoli segnalano un problema di ricircolo da correggere.
7-10 giorni prima: campionamento di verifica
Esegui il campionamento per la ricerca di Legionella nei punti indicati dalla valutazione del rischio: in genere la mandata e il ritorno del ricircolo, il fondo o l’uscita dei serbatoi di accumulo, alcuni terminali rappresentativi e quelli più distanti dalla centrale termica. Il prelievo non va eseguito subito dopo una disinfezione chimica o termica: va lasciato all’impianto il tempo di tornare alle condizioni ordinarie di esercizio, secondo le indicazioni del responsabile. Il risultato serve a confermare che le misure di riapertura hanno funzionato, non a sostituirle.
All’apertura: gestione ordinaria e camere poco usate
Quando arrivano gli ospiti, il rischio non è finito: le camere non occupate restano punti di ristagno. Prevedi un flussaggio periodico dei terminali delle camere libere, con frequenza almeno settimanale e comunque prima dell’ingresso di un nuovo ospite in una camera rimasta chiusa. Registra flussaggi e temperature. Se ricevi gli esiti delle analisi con valori sopra le soglie di attenzione delle Linee guida, applica le azioni previste dalla valutazione del rischio, che possono andare da una nuova disinfezione a limitazioni temporanee nell’uso di alcuni terminali, e ripeti il controllo.
B&B e piccole strutture: la versione essenziale
Anche in un B&B con poche camere i principi sono gli stessi, in scala ridotta: pulizia e disincrostazione di soffioni e rompigetto, svuotamento e pulizia dello scaldabagno o del bollitore, temperatura corretta dell’acqua calda, flussaggio di tutti i rubinetti e docce prima dell’apertura e regolarmente nelle camere libere, registro semplice degli interventi. La valutazione del rischio può essere più snella, ma deve esistere. Un controllo analitico alla riapertura, almeno sui punti più critici, è il modo più semplice per documentare la diligenza della gestione.
Cosa conservare nel fascicolo
Il fascicolo della riapertura dovrebbe contenere: valutazione del rischio aggiornata, verbali degli interventi di pulizia e disinfezione, registro dei flussaggi e delle temperature, Rapporti di Prova delle analisi con planimetria dei punti di prelievo. In caso di controllo dell’ASL o di indagine su un caso di legionellosi associato al soggiorno, è la documentazione che dimostra come la struttura ha gestito il rischio. Le analisi sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
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Domande frequenti
- Quanto prima dell’apertura devo fare l’analisi della Legionella?
- Abbastanza prima da ricevere i risultati: il metodo colturale richiede più di una settimana. In pratica conviene campionare 7-10 giorni prima dell’apertura, dopo pulizia, disinfezione e flussaggi.
- Basta fare scorrere l’acqua per riaprire in sicurezza?
- Il flussaggio è indispensabile ma non sufficiente dopo una chiusura lunga: servono anche pulizia dei terminali, verifica delle temperature e, se previsto dalla valutazione del rischio, disinfezione dell’impianto.
- Devo campionare tutte le camere?
- No. I punti di prelievo sono scelti nella valutazione del rischio: accumuli, ricircolo e terminali rappresentativi, inclusi i più lontani dalla centrale termica e quelli meno utilizzati.
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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-14 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org