Legionella nelle fontane decorative e nebulizzatori
Perché una fontana può trasmettere la Legionella
La legionellosi non si prende bevendo acqua contaminata, ma respirando goccioline d'acqua abbastanza piccole da arrivare ai polmoni. Ogni impianto che nebulizza acqua è quindi una sorgente potenziale: getti e zampilli delle fontane, cascate, giochi d'acqua a pavimento, sistemi a nebulizzazione per dehors e serre, umidificatori d'ambiente.
Il batterio vive normalmente negli ambienti acquatici e si moltiplica quando trova tre condizioni insieme: acqua tiepida, ristagno e nutrienti. Le linee guida italiane indicano come intervallo di sviluppo circa 20-50 °C. Una fontana all'aperto in estate, con l'acqua che ricircola in una vasca esposta al sole e piena di foglie, le riunisce tutte. Un nebulizzatore da terrazza fermo per giorni, con le tubazioni scaldate dal sole, anche.
Nella letteratura sanitaria sono documentati focolai legati a fontane decorative installate in fiere ed esposizioni, ed è per questo che le linee guida chiedono di considerarle nelle indagini sui casi. Sintomi, incubazione e persone più a rischio sono descritti nella guida su legionella: sintomi e prevenzione.
Quale normativa si applica
Il riferimento nazionale sono le Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi, approvate in Conferenza Stato-Regioni il 7 maggio 2015 e pubblicate dal Ministero della Salute. Chiedono al gestore di una struttura di valutare il rischio di tutti gli impianti che possono produrre aerosol, di adottare misure di prevenzione proporzionate e di verificarle con controlli analitici. Il quadro è riassunto nella scheda sulle linee guida legionellosi 2015.
Per le fontane non esiste un valore limite dedicato, diverso da quelli degli impianti idrici. Le linee guida indicano livelli di concentrazione in UFC/L a cui corrispondono azioni crescenti, dalla verifica delle misure fino alla disinfezione e alla sospensione dell'uso: come leggerli è spiegato nella guida su cosa fare oltre la soglia di 1000 UFC/L.
Alcune Regioni hanno linee guida proprie, spesso più dettagliate. Vale la pena verificare se la propria Regione prevede indicazioni specifiche per fontane e sistemi di nebulizzazione nelle strutture ricettive o aperte al pubblico. La documentazione nazionale è raccolta anche su EpiCentro dell'Istituto Superiore di Sanità.
Mappare i dispositivi: tabella dei fattori di rischio
Il primo passo pratico è un inventario: molte strutture dimenticano i dispositivi decorativi perché non fanno parte dell'impianto idrico vero e proprio. La tabella aiuta a dare a ciascuno una priorità.
| Dispositivo | Fattori che aumentano il rischio | Chi è esposto |
|---|---|---|
| Fontana ornamentale a ricircolo | vasca all'aperto, acqua scaldata dal sole, foglie e detriti, ricambio raro | passanti, ospiti, personale di manutenzione |
| Fontana o cascata interna | acqua tiepida tutto l'anno, illuminazione che scalda la vasca | clienti di hall, centri commerciali, ristoranti |
| Giochi d'acqua a pavimento | serbatoio interrato, uso intermittente, bambini molto vicini ai getti | famiglie, bambini |
| Nebulizzatori per dehors e terrazze | tubazioni esposte al sole, fermi notturni e stagionali, acqua stagnante negli ugelli | clienti seduti a breve distanza |
| Umidificatori d'ambiente e di processo | serbatoi rabboccati invece che svuotati, ricircolo interno | occupanti degli ambienti |
Il rischio cresce quando l'acqua ricircola invece di essere sostituita, quando l'impianto resta fermo e poi riparte, e quando le persone esposte sono anziane, fumatrici o con difese immunitarie ridotte, come nelle strutture sanitarie e nelle residenze per anziani.
Manutenzione e prevenzione
Le misure che riducono davvero il rischio sono semplici e vanno scritte nel documento di valutazione, con frequenze e responsabili.
- Svuotare, pulire e disinfettare periodicamente vasche e serbatoi, rimuovendo depositi, alghe e biofilm, non limitandosi al rabbocco.
- Mantenere un trattamento di disinfezione continuo dell'acqua di ricircolo dove il tipo di fontana lo consente, verificandone il residuo.
- Pulire o sostituire filtri e ugelli secondo le istruzioni del costruttore.
- Prima della riattivazione stagionale o dopo un fermo prolungato, svuotare l'impianto, sanificarlo e far scorrere l'acqua prima dell'uso con il pubblico.
- Per i nebulizzatori, svuotare le linee a fine giornata quando possibile e proteggere le tubazioni dal sole.
- Registrare ogni intervento: data, operazione, prodotto usato, operatore.
Negli umidificatori l'acqua va sostituita, non rabboccata: un serbatoio riempito sopra l'acqua vecchia mantiene il biofilm. Le stesse cautele valgono per idromassaggi e vasche, trattati nella guida su Legionella in piscine, SPA e vasche.
Dove e quando campionare
L'analisi di riferimento è la ricerca di Legionella secondo la UNI EN ISO 11731, che consente di quantificare il batterio in UFC/L e, se richiesto, di identificarne le specie e i sierogruppi; la norma è descritta nella scheda sulla UNI EN ISO 11731.
I punti di prelievo più informativi sono diversi da quelli di un impianto sanitario:
- per la fontana, l'acqua della vasca vicino ai getti e quella del serbatoio o del pozzetto di ricircolo;
- per i nebulizzatori, il serbatoio o il punto di alimentazione e l'acqua in fondo alla linea, prelevata alla ripartenza dopo un periodo di fermo, quando il ristagno è massimo;
- per gli umidificatori, l'acqua del serbatoio prima della sostituzione.
Il campionamento va fatto prima di una disinfezione, non subito dopo, altrimenti fotografa solo l'effetto del prodotto appena immesso. Chi preleva, con quali contenitori e con quale neutralizzante è spiegato nella guida al campionamento Legionella: chi lo fa e come. L'analisi Legionella per fontane e nebulizzatori prevede questi punti; le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
La frequenza si fissa nel documento di valutazione: in genere almeno prima della stagione d'uso e durante il periodo più caldo, più controlli dopo ogni esito sfavorevole o modifica dell'impianto.
Esito positivo: cosa fare
Con un esito positivo la prima misura, soprattutto per dispositivi non essenziali, è fermare l'aerosol: spegnere getti e nebulizzatori finché il problema non è risolto. Una fontana decorativa può restare spenta qualche giorno senza conseguenze; la stessa decisione su un impianto idrico di un hotel è molto più complessa.
Segue la bonifica: svuotamento, pulizia meccanica di vasca, serbatoio, pompe e ugelli, disinfezione e sostituzione delle parti difficili da pulire. Poi si ripete l'analisi prima di riattivare l'impianto e, se l'esito è favorevole, a distanza di alcune settimane per verificare che il risultato tenga.
Esempio: un ristorante con dehors trova Legionella nell'acqua prelevata in fondo alla linea dei nebulizzatori dopo il fermo invernale. Il serbatoio era stato solo rabboccato a primavera. La correzione prevede lo svuotamento della linea a fine giornata, la sanificazione a inizio stagione e un'analisi di controllo prima dell'estate successiva. Come impostare il documento di autocontrollo è illustrato nella pagina sul piano di autocontrollo Legionella.
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Domande frequenti
- Una fontana all'aperto è davvero un rischio Legionella?
- Sì, se produce aerosol e l'acqua ristagna tiepida. Le vasche esposte al sole in estate possono superare i 20 °C e accumulare foglie e biofilm. Il rischio dipende da quanto le persone si avvicinano ai getti e da come viene gestita l'acqua, per questo va valutato caso per caso.
- Esiste un limite di Legionella specifico per le fontane?
- No. Le linee guida nazionali del 2015 non prevedono un valore dedicato alle fontane: si usano i livelli di concentrazione in UFC/L e le azioni previste per gli impianti idrici, inseriti nel documento di valutazione del rischio. Alcune Regioni danno indicazioni più specifiche nelle proprie linee guida.
- Basta aggiungere cloro nella vasca della fontana?
- Non sempre. Il disinfettante in vasca non raggiunge bene il biofilm in pompe, tubazioni e ugelli, dove il batterio si protegge. Servono svuotamento e pulizia meccanica periodici e, dove possibile, un trattamento continuo con controllo del residuo. L'efficacia si verifica con l'analisi, non con la sola dose immessa.
- Ogni quanto analizzare i nebulizzatori di un dehors?
- La frequenza va decisa nel documento di valutazione del rischio. Un'impostazione prudente prevede un controllo dopo la sanificazione di inizio stagione e uno nel periodo più caldo, prelevando l'acqua in fondo alla linea dopo un fermo, oltre a un controllo dopo ogni intervento correttivo.
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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-16 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org