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Ricerca Clostridium perfringens negli alimenti

Conta di Clostridium perfringens nei prodotti alimentari secondo UNI EN ISO 7937, per l'autocontrollo HACCP e la verifica dei criteri microbiologici. Esecuzione da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025, con Rapporto di Prova; prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Parametri analizzati

Tempi di risposta
6 giorni lavorativi
Modalità di campionamento
Kit fai-da-te
Riferimenti normativi
Reg. CE 2073/2005, UNI EN ISO 7937

Perché controllare Clostridium perfringens

Clostridium perfringens è un microrganismo sporigeno associato a tossinfezioni alimentari, in particolare in piatti a base di carne cotti e mantenuti a temperature non corrette. Il suo controllo è un indicatore utile di problemi nella gestione delle temperature e dei tempi di raffreddamento: rientra tra le verifiche del piano di autocontrollo HACCP per le preparazioni più a rischio, come cotti da rigenerare e piatti pronti.

Metodo e refertazione

La conta segue la UNI EN ISO 7937, con semina su terreno selettivo, incubazione in anaerobiosi e conferma delle colonie tipiche; il risultato è espresso in UFC/g. Il campione va prelevato e conservato secondo le istruzioni fornite per non alterarne la rappresentatività. L'esito è riportato nel Rapporto di Prova del laboratorio partner esecutore, con prove accreditate ove incluse nel suo campo di accreditamento ISO/IEC 17025.

Domande frequenti

Su quali alimenti è utile la ricerca di Clostridium perfringens?
Soprattutto su piatti a base di carne cotti, sughi, brodi e preparazioni mantenute o rigenerate a caldo, dove una gestione non corretta di tempi e temperature può favorirne lo sviluppo. Il controllo supporta la valutazione dei pericoli del piano di autocontrollo HACCP.