Ricerca Clostridium perfringens negli alimenti
Conta di Clostridium perfringens nei prodotti alimentari secondo UNI EN ISO 7937, per l'autocontrollo HACCP e la verifica dei criteri microbiologici. Esecuzione da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025, con Rapporto di Prova; prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
Parametri analizzati
Perché controllare Clostridium perfringens
Clostridium perfringens è un microrganismo sporigeno associato a tossinfezioni alimentari, in particolare in piatti a base di carne cotti e mantenuti a temperature non corrette. Il suo controllo è un indicatore utile di problemi nella gestione delle temperature e dei tempi di raffreddamento: rientra tra le verifiche del piano di autocontrollo HACCP per le preparazioni più a rischio, come cotti da rigenerare e piatti pronti.
Metodo e refertazione
La conta segue la UNI EN ISO 7937, con semina su terreno selettivo, incubazione in anaerobiosi e conferma delle colonie tipiche; il risultato è espresso in UFC/g. Il campione va prelevato e conservato secondo le istruzioni fornite per non alterarne la rappresentatività. L'esito è riportato nel Rapporto di Prova del laboratorio partner esecutore, con prove accreditate ove incluse nel suo campo di accreditamento ISO/IEC 17025.
Domande frequenti
- Su quali alimenti è utile la ricerca di Clostridium perfringens?
- Soprattutto su piatti a base di carne cotti, sughi, brodi e preparazioni mantenute o rigenerate a caldo, dove una gestione non corretta di tempi e temperature può favorirne lo sviluppo. Il controllo supporta la valutazione dei pericoli del piano di autocontrollo HACCP.